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Toscana. Paesaggio, i vignaioli alzano il muro
Giulio Gori
Corriere Fiorentino 11/9/2014

Un documento firmato dai Consorzi: caro Rossi, questo piano da rifare

La dichiarazione di guerra stata firmata. I presidenti dei consorzi toscani del vino hanno sottoscritto ieri un documento che oggi sar inviato al governatore Enrico Rossi per chiedergli di fermare quel Piano paesaggistico che, a loro avviso, rappresenta un ostacolo allo sviluppo della viticoltura. Dopo settimane di polemiche, la lettera firmata ieri mattina alla sede del consorzio Vino Chianti di viale Belfiore, a Firenze, rappresenta il primo atto formale dei produttori di vino contro il Pit. Vino Chianti, Chianti Classico-Gallo Nero, Brunello di Montalcino, Vernaccia di San Gimignano, Nobile di Montepulciano, Morellino di Scansano, Vino Orcia, in tutto una ventina di consorzi ha sottoscritto il testo che sar diffuso oggi.
Ma i contenuti sono noti: i viticoltori contestano il modello di agricoltura prospettato dal Pit, in quanto vecchio e non competitivo, perch contrasta con lo sviluppo economico e con la crescita delloccupazione; il Piano, per i consorzi, anacronistico visto che ignora il ruolo di regolazione del territorio compiuto dallagricoltura per la tutela dal dissesto e per la conservazione della bellezza paesaggistica. Insomma, non basterebbe portare qualche modifica al Piano, servirebbe ripensarlo del tutto. Anche Confagricoltura, che rappresenta il 70% dei viticoltori toscani, si schiera contro il Piano voluto dallassessore regionale al Paesaggio, Anna Marson. C bisogno di un pit stop ha detto ieri il presidente regionale, Francesco Miari Fulcis ci troviamo di fronte a valutazioni anacronistiche, ad una visione bucolica dellagricoltura, insostenibile sul piano economico, sociale, ambientale ma anche paesaggistico. Miari Fulcis, durante la conferenza stampa organizzata allAccademia dei Georgofili, ha contestato il fatto che le oltre tremila pagine del Piano siano state elaborate per tre anni senza alcun confronto con gli agricoltori: neanche sotto il fascismo. I toni hanno preso una piega pesante: per lagricoltura toscana, secondo Miari Fulcis, come essere sotto attacco terroristico. Il presidente ha anche incalzato la Regione sul superamento della legge Galasso: il governatore Rossi aveva pi volte ricordato che il Pit concedeva 200 mila ettari di boscaglia alle nuove coltivazioni; ma per Confagricoltura si tratta di un atto dovuto, imposto dal decreto 5/2012 del governo Monti. Ai Georgofili non cerano anche esponenti del mondo dei vivai, della frutticoltura e degli allevamenti di pesca, tutti contrari al Pit. A esporsi, anche il presidente dei Georgofili, il climatologo Giampiero Maracchi: Lagricoltura viene trattata da Cenerentola, ma produce 160 miliardi di ricchezza ha detto per dare i nuovi indirizzi sul paesaggio non servivano 3.000 pagine, ne bastavano tre.
Dalla parte di Anna Marson, invece, sembra schierarsi lordine dei geologi della Toscana: La programmazione territoriale qualcosa di pi di una mera elencazione di regole, che la sostenibilit delle scelte non pu basarsi sulla tecnica del proviamoci e vediamo se va ha commentato la presidente Maria Teresa Fagioli. Quindi, s alle nuove vigne, ma in maniera sostenibile: Servono scelte per evitare speculazioni che provocano disastri e dissesti ha aggiunto entro i sacri perimetri delle aree tutelate (dalle denominazioni di origine, ndr ), ogni fazzoletto di terra non messo a coltura appare sprecato, inutile, intollerabile. Sono di conseguenza necessarie politiche preventive per evitare che la spinta speculativa. E, ha concluso Fagioli, la stabilit dei materiali naturali, nella loro posizione originaria, di solito maggiore di quella dei materiali spostati artificialmente, come nel caso dei grandi sbancamenti delle colline, fatti per piantare nuove vigne.



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