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Terremoto LAquila: Eni restaura Collemaggio. Esiste una questione morale?
di Tomaso Montanari
Il Fatto Quotidiano | 6 settembre 2014




Collemaggio-LAquilaIeri Eni ha comprato una pagina dei quotidiani nazionali per presentare il progetto di restauro della Basilica di Collemaggio a LAquila, duramente colpita dal terremoto del 2009. Eni lo sponsor tecnico del progetto, nel quale sta investendo 14 milioni di euro. Recuperare la Basilica si leggeva significa dare un segno di speranza alla comunit aquilana: per questo che lEni ha deciso di contribuire al raggiungimento dellobiettivo mettendo a disposizione i suoi tecnici e costituendo una squadra di eccellenza per la progettazione. Al progetto stanno collaborando strettamente la Soprintendenza architettonica dellAquila (guidata dalla preparatissima Alessandra Vittorini), e tre universit (quella dellAquila, la Sapienza di Roma e il Politecnico di Milano), oltre allamministrazione comunale.

Limpeccabile stile istituzionale (e per nulla aziendalistico) della pagina rispecchia laltissima qualit del progetto, e il suo spirito civico. E il contratto di sponsorizzazione non riserva cattive sorprese: siamo molto lontani da quello per il restauro del Colosseo, in cui lo Stato si genuflesso di fronte a Diego Della Valle. Non per caso Eni che la pi grande impresa italiana non un privato: per il 30% ancora pubblica, e una golden share ne affida il controllo al governo italiano.
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Probabilmente per questo le contropartite assicurate dallo sponsee (cio dal Comune) sono accettabili: Nel complesso monumentale e nellarea circostante verranno definiti dei luoghi dove, oltre alla presenza del marchio Eni, potranno essere comunicati i lavori di restauro e il loro stato di avanzamento, a conclusione dei lavori, una targa perenne riportante il ruolo di Eni alla realizzazione del progetto sar posizionata allingresso della Basilica in forme compatibili con il carattere storico-artistico, laspetto e il decoro dellimmobile, e ci sar la possibilit di organizzare eventi, nel rispetto della sacralit dei luoghi e nei tempi e modi preventivamente concordati tra le Parti, allinterno del complesso monumentale della Basilica. Semmai la richiesta di dedicare a Enrico Mattei il parco antistante alla Basilica appare, francamente, un po eccessiva.

Tutto bene, dunque? Da un punto di vista interno direi di s: si tratta probabilmente del pi virtuoso esempio di sponsorizzazione del patrimonio culturale italiano. Ma c un ma: un ma pi generale e profondo. Eni unazienda controversa, sul piano etico. Nel maggio del 2013, in occasione dellassemblea generale degli azionisti Eni, Amnesty International ha presentato un report molto severo. A proposito dellindustria del petrolio nel delta del Niger, Amnesty ha documentato una serie di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani direttamente collegate alle modalit operative delle industrie petrolifere, tra le quali Eni. Daltra parte, il devastante impatto dellinquinamento derivante dallindustria del petrolio stato rilevato dal Programma delle Nazioni Unite per lambiente. In particolare, riguardo al gas flaring, sebbene Eni rinnovi annualmente i suoi impegni di ridurre lutilizzo di tale pratica, lazienda non ha mai pubblicato dati comparabili ed esaustivi riferiti alla Nigeria, n informazioni relative alle valutazioni dellimpatto che tali torce hanno avuto e avranno sulla salute delle persone che vivono nelle comunit vicine alle torce.

In pi, Amnesty ha ricordato che Eni ha concordato con le autorit statunitensi di pagare una somma di 365 milioni di dollari come forma di patteggiamento per il caso di corruzione relativo allimpianto di gas liquefatto di Bonny Island, nel Delta del Niger . E che a febbraio le autorit giudiziarie di Milano hanno comunicato ufficialmente che lo stesso AD Scaroni [oggi sostituito da Emma Marcegaglia] sotto inchiesta per una ipotetica tangente di 197 milioni di dollari versata fra il 2009 e il 2010 per un corposo affare dal valore di oltre 11 miliardi di dollari. Anche su un possibile caso di corruzione in Kazakistan relativo allaggiudicazione dei contratti dellimpianto di Karachaganak e del progetto di Kashagan vede attivi gli inquirenti kazaki e italiani.

Ora, il contratto dice che Eni ha sponsorizzato il restauro di Collemaggio per un significativo ritorno di immagine volto a rafforzarne il valore e la reputazione aziendale. La domanda : giusto che ci che accade nel delta del Niger venga coperto da ci che avviene allAquila? giusto che un monumento pubblico ed edificio sacro di valore simbolico straordinario sia associato perennemente al nome controverso dellEni? La sua carta etica proibisce al Louvre di accettare donazioni da imprese per il cui operato esista un dubbio di legalit: noi intendiamo porci il problema?

Il sostantivo mecenatismo viene dal cognome di Gaio Cilnio Mecenate, uno degli uomini chiave della legittimazione culturale del potere di Augusto. Il ricco e colto Mecenate seppe mettere uomini della levatura universale di Orazio e Virgilio al servizio della costruzione di un impero. Augusto us in modo straordinariamente intelligente la retorica del bene comune e della pubblica magnificenza per innestare senza traumi una sostanziale monarchia sul ceppo della repubblica. Grazie a una fitta rete di facoltosissimi privati egli restaur i templi antichi, trasform in spazi pubblici sontuose residenze private, lasci di marmo la Roma che aveva trovato di mattoni: ma tutto questo ebbe un prezzo, e quel prezzo fu la libert dei cittadini. Forse non lo sappiamo, ma quando invochiamo il mecenatismo non invochiamo una favola a lieto fine, ma una storia complessa, con i suoi rischi e i suoi lati oscuri. La storia dellarte in grande parte la storia dellautorappresentazione delle classe dominanti, e per un lungo tratto i suoi monumenti hanno legittimato un potere non meno controverso di quello dellEni.

Ma la Costituzione ha redento questa storia: le ha dato un senso di lettura radicalmente nuovo. Il patrimonio artistico divenuto un luogo dei diritti della persona, una leva di costruzione delleguaglianza, un mezzo per includere coloro che erano sempre stati sottomessi ed espropriati. Siamo proprio sicuri di voler tornare indietro?



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