LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Nuovi musei - A Napoli inaugurato Pan, il nuovo Palazzo delle arti, con una super-collettiva di trenta grandi artisti
(Laura Larcan)
La Repubblica on line 29/03/005


Napoli - Se nella mitologia greca Pan era il selvaggio dio delle feste agresti coronate quasi sempre dalla gioia turbolenta di un'orgia, non è certo un caso che il nuovo Palazzo delle arti di Napoli, battezzato secondo l'acronimo di "Pan" appunto, debutti sulla scena nazionale con un'orgiastica se non addirittura dionisiaca supercollettiva dal titolo "The Giving Person. Il dono dell'artista", sotto la cura nonché direzione artistica di Lóránd Hegyi, che inebria le settecentesche sale di quello che nasce come Palazzo Roccella, fino al 10 agosto. Sempre più ebbra di contemporaneità, dunque, la strabiliante Napoli, che dopo aver sperimentato con successo le invasioni barbariche di iper-moderno al Museo archeologico, a Capodimonte, a Palazzo Reale, a piazza del Plebiscito, in metropolitana e non solo, collauda addirittura un nuovo spazio scenico adibito alla ricerca del contemporaneo. E prende in prestito un piccolo grande gioiellino di architettura borbonica, nell'elegante e centrale via dei Mille, a due passi dal lungomare, eretto nel tardo Seicento e rinfiocchettato a metà Settecento dal Vecchioni, stretto collaboratore dell'architetto reale Luigi Vanvitelli, per volontà della proprietaria, la principessa di Roccella, Ippolita Cantelmo Stuart, che come tutti gli Stuart aveva una predilezione per i giardini e ovviamente dotò la sua residenza di un "giardino delle delizie", perso ahinoi a metà del Novecento sotto l'eruzione urbanistica e stradale della città.

Ed eccolo, allora, Pan che, con i suoi 6.000 metri quadrati distribuiti su tre piani, tenuti a battesimo da Comune di Napoli e dal suo assessorato alla Cultura, in collaborazione con Regione Campania e Provincia di Napoli, diventa la prima struttura civica destinata ad ospitare esposizioni temporanee, un centro di documentazione dotato di archivi, biblioteca e mediateca, assieme ad attività culturali e di laboratorio dal taglio fortemente sperimentale. E che, almeno sulla carta, punta ad interessarsi di tutto, dalla pittura alla scultura, dall'architettura alla fotografia, dal design al cinema, dalla video-arte al fumetto. E dopo la festa campestre, l'orgia, appunto. La rassegna espositiva che festeggia con oltre trenta opere, creazioni "site specific" e installazioni originali di altrettanti grandi artisti di fama internazionale, giovani e meno, che non inseguono un tema-chiave lanciato dal curatore, bensì un delirio personale, un tumulto individuale, una scossa empatica.

Con un'idea di fondo, però. Di natura più antropologica. L'opera d'arte come "dono dell'artista". "Creatore di valori altri, che esplorano in profondità le possibilità di cambiamento del reale - dice il curatore - l'artista evita di cadere in una visione utopica, messianica e didattica, realizza un dono e offre un'interpretazione dolce, non violenta della realtà; non propone un modello assoluto, una soluzione pratica, tuttavia tocca la nostra sensibilità, risvegliando le individuali riserve emozionali. Grazie alla riflessione degli artisti sulla realtà che ci circonda, veniamo sensibilizzati e riusciamo a partecipare ai loro processi intellettuali, emozionali e psicologici riuscendo a coglierne la visione del mondo". La mostra, dunque, suggerisce la possibilità di artisti come Re Magi che portano in dono dal loro mondo idee d'oro incenso e mirra per leggere, capire e percepire la nostra realtà contemporanea.

Gli artisti Magi offrono l'opportunità di partecipare ai loro processi intellettuali ed emozionali al cospetto della realtà e di capirla attraverso di loro. Antropologica o meno, la mostra rimane comunque un'orgia. Una grande e spettacolare orgia. Solo per citarne qualche dionisiaca presenza, ecco il visionario e lirico Jan Fabre che costruisce lungo tutta una sala un'enorme aiuola infarcita di pezzi di legno su cui rimangono incastonate reperti di armature dorate di cavalieri impossibili, Lancillotti e Tristani con volti di cavallette e locuste, elmi dalle vertiginose antenne, corazze e scudi di animali fantastici, resti di una battaglia di Anghiari in un mondo fiabesco. E l'eccentrico Roman Opalka col suo inno al grigio come "l'unico colore possibile", in barba a primari e secondari. E il furioso Hermann Nitsch, che imbandisce banchetti di cervelli conditi di sangue nauseabondo. La vestale Kiki Smith che sfoggia la purezza di scenografie candide, fatte di flebili creature bianche, sculture abbinate a lini e origami dai disegni evocativi. Luigi Ontani gioca col sua essere alter ego di se stesso infarcendo un'intera sala di presenze che ammiccano nel puntuale gioco autocitazionista. Due "ontani-sculture" in ceramica smaltata dove spicca un "ontani- faraone" di quasi due metri d'altezza venerato dai pannelli tondi con scene semoventi in base al punto di vista dello spettatore, e dalle fotografia pre-new age anni Settanta con "ontani-simil bacco" nudo con l'uva.

Kameric Sejla
Basic 1-3, 2002
Courtesy Galerie
Ernst Hilger Vienna
Ancora, la mappatura del cielo di Bianco-Valente, le sculture bianche di tre metri messe a semicerchio di Gianni Dessì. Il malinconico Ilya Kabakov racconta in uno slittamento temporale e percettivo lo squallore del quotidiano russo con un'installazione di grandi dimensioni, dove la povertà e la sfera privata di due tavole apparecchiate in modo surreale diventano una metafora dell'esperienza umana durante il regime sovietico e, allo stesso tempo, della condizione dell'uomo in senso universale e atemporale. L'hi-tech Matthew McCaslin ricorre alle moderne tecnologie fatte di computer, video, effetti sonori giocati con una nuova armonia, per umanizzare i freddi e alienanti prodotti industriali trasformandoli in un'alternativa positiva. Il suo è un tentativo di arrivare ad una sintesi tra ciò che viene creato dalla società post-industriale e un sentire poetico eterno, comune a tutti gli uomini.

Clou intellettuale del percorso sono, però, "The Giving Person", titolo dell'opera e parole stesse con enfatico effetto didattico utilizzate dai due inglesi Gilbert & George per esprimere che il ruolo dell'artista è quello di offrire con generosità la propria visione e il proprio pensiero all'osservatore. E "Il dono dell'artista", titolo-emblema di una famosa opera di Michelangelo Pistoletto che mette in evidenza come il "donare" sia l'essenza stessa della partecipazione, della condivisione e della solidarietà. Una Venere allo specchio.




Notizie utili - "The Giving Person. Il dono dell'artista". Dal 26 marzo al 10 agosto 2005.
Pan, Palazzo delle Arti Napoli, Via dei Mille 60. Napoli. La mostra è curata da Lóránd Hegyi, direttore del Pan.
Orari: tutti i giorni, 9.30-19.30, festivi 14.00-19:30, chiuso il martedì.
Ingresso: intero €5,00 ridotto €3,00 .
Informazioni: tel. 081-7410067, 081-795 06 07.
(29 marzo 2005)



news

01-04-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 1° aprile 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news