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Alzano Lombardo. ALT. Il Museo chiuso, ma larte non si ferma
Corriere della Sera - Bergamo 30/7/2014

Lultimo post sulla piattaforma Facebook risale al 23 dicembre 2013 e dispensa ai follower gli auguri di Natale; il sito online risulta inaccessibile e promette la riapertura in versione aggiornata; lingresso, nellopificio ottocentesco di Alzano Lombardo, non esibisce altro che una scritta: ALT. Non si tratta di un monito a fermarsi, e nemmeno di un sinistro avvertimento, bens dellacronimo di Arte Lavoro Territorio: 3.500 mq di spazi espositivi per un incubatore e un display delle energie eccellenti della creativit della zona. Lunica cosa che si pu fare sembra davvero fermarsi davanti alle mura della cattedrale del cemento divenuta inaccessibile cattedrale dellarte, in quanto persino la dimensione social, incaricata di aggiornare il pubblico della generazione tecnologica e dei giovani, sembra aver tagliato i ponti, dato forfait. Peccato, ma tutto si spiega. Il patrimonio darte contemporanea che vi esposto non richiede, come il tesoro dei 40 ladroni, una formula magica per essere disvelato e contemplato, bens una telefonata. Le visite sono possibili solo su prenotazione: questa la prassi imposta dalla crisi. ALT, associazione culturale e spazio non profit, nasce il 27 giugno 2009, grazie al sogno e allintuizione di un architetto e collezionista, Tullio Leggeri, che nel 2000 chiese allimprenditore e appassionato darte Fausto Radici, di aiutarlo a salvare il complesso industriale dismesso dellItalcementi dalla demolizione. Lidea era quella di realizzare uno spazio per atelier, uffici e loft, che potesse accogliere conferenze, esibizioni, eventi e una mostra darte contemporanea in pianta stabile. Sembrava unidea folle, ma Fausto Radici, elettrizzato dallimpresa, rispose con una frase che larchitetto Leggeri ancora oggi ricorda: Sei matto, ma lo facciamo!. Cos ha preso forma, negli anni, uno spazio polifunzionale allinterno del quale convivono, con le opere di arte contemporanea della collezione privata dello stesso Leggeri, le pi svariate manifestazioni ed eventi. I proventi di questi ultimi sono stati lunica fonte di sostentamento per lintero progetto e per le spese di manutenzione delle opere, per la visione delle quali, nonostante la crisi, larchitetto dichiara ancor oggi di non esigere un centesimo. Pezzi unici di artisti come Man Ray, Klein, Duchamp e molti altri, si offrono gratuitamente alla contemplazione di un pubblico che rischia di perdere lattenzione per la bellezza e larte. La mostra, infatti, nasce per essere contaminata dalle persone, per essere espressione, dunque, di unidea di arte ben diversa dalla concezione estetico-decadente di arte per larte.
Nel 2009 e negli anni a seguire le visite si sono tenute ogni sabato e domenica, a ingresso gratuito. Oggi, invece, il museo chiuso e per entrare necessaria una prenotazione anticipata.
Il principale pubblico restano gli studenti, per i quali sono stati pensati percorsi interattivi per apprendere divertendosi. Ho sempre pensato che fosse la frequentazione a indurre un cambiamento nelle idee sul nuovo, e la mia speranza che qualcuno si fermi a pensare, e pensando metta in discussione le sue convinzioni e cambi il suo giudizio, spesso basato su pensieri fugaci e senso comune. Non mia intenzione imporre un consenso, quanto dare inizio a un processo di critica, discussione, dibattito sulla ricerca e sul nuovo. Queste le parole di Tullio Leggeri, questo il sogno di un uomo amante dellarte, unarte concepita nella sua componente non autoreferenziale, unarte portatrice di significati.
Nellottica di un sogno e di un obiettivo di questo tipo, i fondatori sottolineano come ALT debba essere letto con spirito costruttivo e come miccia in grado di accendere iniziative culturali che dovrebbero essere prospettive per il territorio e per tutte le diverse vocazioni, produttive e soprattutto didattiche. Il condizionale dobbligo, poich, fin dallapertura, il museo privato non solo non ha mai ricevuto contributi, ma non neppure stato oggetto dinteresse della vecchia amministrazione comunale, che, fin dai tempi doro e nonostante i successi del progetto, ha mostrato si dice allALT , se non disapprovazione, totale indifferenza. Questo fattore, congiunto alla crisi che negli ultimi anni ha colpito tutti i settori e ancor di pi quello artistico, ha costretto la mostra darte contemporanea a sospendere lappuntamento fisso dei fine settimana e ad aprire le porte solo su richiesta, continuando, nel frattempo, ad offrire i propri spazi a eventi e manifestazioni, grazie ai quali soltanto, ALT si autosostiene. ALT ha rischiato di perdere la propria T, il territorio, sullintersezione con il quale, il progetto si basa, e lha fatto per via di un disinteresse del territorio stesso. A cosa dovuta lindifferenza sfuggente della vecchia amministrazione? Forse ai contenuti della mostra stessa, talvolta bizzarri, di non chiara lettura? Come le innumerevoli mani fotografate o la scultura di un Napoleone che, stringendo tra le mani degli zuccherini, cerca il suo perduto cavallo bianco. Eppure proprio in quanto poco chiare che Leggeri le ha scelte: Compro dice le opere che non capisco. Ora sembra che le cose stiano cambiando. Speriamo di ripartire come prima sin da dopo lestate afferma larchitetto , la nuova amministrazione sembra pi vicina al contemporaneo e disponibile ad avviare una collaborazione e a favorire lintegrazione e la diffusione del progetto tra i giovani. Il nuovo assessore alla Cultura, Simonetta Fiaccadori, conferma e dichiara fiduciosa: Intendiamo valorizzare il patrimonio culturale e artistico del nostro territorio e in questottica lappoggio ad ALT fondamentale. Confidiamo di avviare presto una collaborazione che permetta lapertura, allinterno dello stabilimento, di una serie di laboratori rivolti ai ragazzi, in prospettiva di una maggiore intersezione tra arte, individui e territorio.
Laura Nai



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