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Capo di Ponte (BS). Inaugurato il MuPre. Menhir protagonisti nel museo preistorico
Luca Angelini
Corriere della Sera - Brescia 11/5/2014

Reperti preziosi in dialogo con lEuropa

Pitoti uber alles. La Valle Camonica, con le sue incisioni rupestri, pu competere con siti archeologici pi celebrati, come le grotte di Altamira o quelle di Lascaux. Una sbruffonata da bar Sport? No, parola di Francesca Barracciu, sottosegretario al ministero dei Beni culturali, che ieri pomeriggio, a Capo di Ponte, ha tagliato il nastro del neonato MuPre, il museo nazionale della preistoria della Valle Camonica. La stazione di partenza del museo esteso delle incisioni rupestri, come lo definisce Raffaella Poggiani Keller, ex Soprintendente ai Beni archeologici della Lombardia e per anni instancabile sostenitrice del museo.
Parto difficile, quello del MuPre (che sar aperto tutto lanno, dal luned al sabato, dalle 14 alle 19; ingresso 4 euro, ridotti 2 euro). La prima idea risale al 1989. Ledificio dove collocarlo (la settecentesca Villa Agostani, un tempo seminario vescovile e oggi di propriet della Parrocchia di Capo di Ponte) fu scelto nel 1996; la ristrutturazione, iniziata lanno dopo, durata 12 anni. Poi, dal 2010 a oggi, si lavorato allallestimento. Investimento totale: circa 2,5 milioni di euro. Il risultato sono due piani espositivi, per un totale di 1.319 metri quadrati, pi uno dedicato a biblioteca, archivio, uffici, sala per mostre e conferenze e depositi.
Ma cosa c, dentro al MuPre? Il piano terra dedicato a quella che, secondo la Poggiani Keller, la vera peculiarit archeologica della zona: i santuari megalitici dellEt del Rame, con le loro stele e menhir istoriati. Ne sono esposti una cinquantina. Avevano senzaltro a che fare con il culto del sole spiega la Poggiani Keller . Anche perch erano sempre disposti in file con direzione nord-sud e le facce istoriate rivolte ad est, dove il sole sorge. Del resto, il motivo del sole ricorre spesso nelle incisioni.
Questo patrimonio di megaliti consentir di mettere i rete il MuPre con altri musei che custodiscono reperti simili: quello di Bolzano (s, quello della mummia del Similaun), quello di Riva del Garda, con le stele di Arco e quello di St. Martin de Corlans, in Valle dAosta, che aprir nel 2015.
Nellaltro piano espositivo, un grande salone con il soffitto a capriate, lidea invece quella di offrire, attraverso i reperti archeologici (frutto spesso di scoperte casuali, tipo la casa-tesoro di Tem-Desert), uno spaccato di come vivessero gli autori delle incisioni: i camuni. Le teche sono quindi raggruppate per temi: si parte dalle abitazioni (a partire dalla capanna di 13 mila anni fa ritrovata in riva allOglio a Cividate Camuno), si passa agli insediamenti; quindi i luoghi di lavoro (come la miniera di Campolungo a Bienno o quella del Dos Cur di Cevo, a duemila metri daltezza); i commerci e gli scambi, le sepolture e, infine, i luoghi di culto, come quello ritrovato in localit Le Sante a Capo di Ponte. Tra le chicche, i boccali tipo Breno, diffusi dalle Giudicarie alla Valtellina, un simulacro dascia in pietra dellantica et del Bronzo e unepigrafe in alfabeto camuno, rinvenuta a Cevo. A proposito: una delle installazioni multimediali del museo consente di scrivere e stampare il proprio nome in caratteri camuni (abbiamo visto due bimbe esibirlo orgogliosissime su foglio di carta: a qualche adulto verr voglia di farselo tatuare, scommettiamo?).
La speranza di tutti che il nuovo museo sia un trampolino di lancio, o meglio di rilancio, per lintera valle. Siamo convinti che, attraverso la cultura, sia possibile la riconversione economica di un territorio che, come altri, ha sofferto la crisi industriale dice ancora la Barracciu Questo un luogo di cultura patrimonio non solo di questo territorio, ma di tutta lItalia. Un tassello essenziale per la valorizzazione del Sito Unesco delle incisioni rupestri le ha fatto eco il nuovo Soprintendente lombardo ai Beni archeologici Filippo Maria Gambari, che ha anche ricordato quando, quarantanni fa, venne come universitario a studiare le incisioni al Centro camuno di studi preistorici: Ora, per, serve uno sforzo comune per creare spazi per i giovani ricercatori.
Di musei ne ho inaugurati tanti, ma raramente ho trovato unaccoglienza cos calda ha aggiunto Caterina Bon Valsassina, direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia, rivolta alle oltre duecento persone che lascoltavano.
davvero una bella cosa che i nostri paesini siano riusciti a mettersi assieme per avere un museo cos dice una signora alluscita. Gli eredi del popolo dei pitoti lhanno capito: lunione fa la forza. Ad Altamira e Lascaux sono avvisati.



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