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Brescia. Piazza Vittoria fra crolli e cadute
C. G.
Corriere della Sera - Brescia 26/4/2014

Sotto accusa il gradino invisibile e la fontana a raso
Cielo, terra e acqua. Quando si passa da piazza della Vittoria tener docchio il soffitto dei portici vicini allingresso del metro e badare a dove si mettono i piedi. Non guasta, un pizzico dattenzione. Pezzi di intonaco, da tempo, si sono staccati dal soffitto del porticato e qua e l affiorano i mattoni della soletta. Un marciapiede attraversa per lungo la piazza ed il suo gradino uno sbalzo di pochi centimetri basta a far ruzzolare giovani e vecchi. Non finita.
Verso ovest, la ritrovata piazza cittadina, diventa un minuscolo laghetto dalla forma che ricorda i fulmini a zig zag impugnati da Giove pluvio nelle raffigurazioni di fantasia. Sono solo due dita dacqua, a raso, tanto originali alla luce del sole quanto insidiose di sera, soprattutto se dal cielo vien gi acqua. Allora la pietra bagnata dalla pioggia e larea allagata dalla stravagante vasca- risorgiva- un po fontana si confondono. La vista va insieme e le scarpe vanno a mollo. Ci vorranno mesi e tanti pediluvi non previsti, prima che la gente si abitui a questa novit della risorta Vittoria.
Il soffitto del porticato che avvolge il torrione dellIna sente il tempo. Lo colonne vennero rizzate fra giugno e luglio del 1931, come si vede nelle foto di Brescia littoria, raccolte da Franco Robecchi. Nei mesi successivi venne la copertura del porticato che gira attorno al grattacielo. Cos lo chiamarono i bresciani, contro la volont del Piacentini che insisteva perch fosse definito torrione o casa torre.
A memoria duomo non mai accaduto nulla. Nemmeno oggi che si rianimato verso la piazza e verso la discesa che porta al metro e via Verdi. C un per I soffitti non lasciano tranquilli i passanti che alzano gli occhi. Larghe parti di intonaco sono cadute. Dalla strada si vedono le tavelle di sostegno e le congiunzioni in cemento. Di certo chi amministra il torrione tiene tutto sotto controllo. Ma laspetto crea dubbi, soprattutto ora che la piazza tornata vivibile.
Vivibile, se nessuno casca come un salame nellattraversare da ovest ad est, cio dal Torrione al Quadriportico, per intenderci. Perch dalla gradinata delle Poste fino a via IV novembre stato creato un largo marciapiede. Il colore della pietra ben si intona con il rosso dellArengo e si stacca anche dal grigio di fondo della piazza. Ma molti non vedono il gradino. E si trovano per terra. Figurarsi se poi distraggono le bancarelle del mercato
Il problema non sfuggito allassessore Walter Muchetti, attentissimo alla sicurezza di citt ed abitanti. Ha gi fatto suo il problema, anche se al momento non compete al Comune. Un rimedio lo ha promesso al Corriere . Forse verranno fioriere segnalimite, forse uno scivolo (come al centro della piazza dove il piedestallo del Bigio e larco del cinema Adria sono in mira con via Trieste). Forse sar ribassato il livello, come allaltezza di via IV Novembre. La soluzione migliore non mancher.
Tutto per far veramente rivivere questa piazza, purtroppo mutilata di un pezzo che non era importante ma che hanno fatto diventare importante a forza di disprezzarlo. S, il vecchio acciaccato Bigio. La statua in marmo di Carrara comincia ad essere desiderata anche da molti antifascisti, che non mescolano lidea politica con una scultura.



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