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Palazzo Grassi, teatrino «regalato» a Pinault
Enrico Tantucci
la Nuova Venezia




Dai trenta milioni di euro bisogna scalare il valore immobiliare della struttura

Pinault pronto a comprare Palazzo Grassi, ma con lo "sconto" immobiliare legato al vicino Teatrino che diventerebbe di sua piena proprietà, senza alcun vincolo legato all'attività del centro espositivo. Un valore patrimoniale ceduto dal Casinò, che complessivamente, potrebbe superare i 12 milioni di euro agli attuali prezzi di mercato e che renderebbe perciò i 29 milioni garantiti dal finanziere, un affare per lui.
L'accordo raggiunto con il Casinò prevede che l'edificio diventi di sua piena proprietà senza alcun vincolo. E' questo un aspetto ancora sconosciuto della trattativa che l'imprenditore ha condotto con il Casinò e che -dopo il sostanziale via libera del Consiglio di amministrazione della casa da gioco- spetterà al nuovo sindaco Massimo Cacciari, come rappresentante del Comune di Venezia nell'Assemblea dei Soci in programma il prossimo 28 aprile, ratificare o mettere in discussione.
Com'è noto, l'offerta dell'industriale francese -che il Casinò ha preferito a quella dell'industriale e collezionista Guido Angelo Terruzzi, giudicandola più conveniente dal punto di vista economico- prevede l'acquisto del 100 per cento della Palazzo Grassi spa per circa 29 milioni di euro, cedendo poi il 20 per cento al Casinò. La società non verrebbe trasformata in una fondazione -vincolandosi dunque a Venezia, come nel caso di Terruzzi- ma rimarrebbe tale (con la libertà teorica di futura cessione delle quote), occupandosi anche delle attività espositiye. Disponibilità dell'industriale anche a coprire le spese di gestione di Palazzo Grassi e a pareggiare gli eventuali deficit provenienti dall'attività espositiva (95 per cento a carico suo, 5 per cento a carico del Casinò). Dopo un periodo di 99 anni, la proprietà di Pa-lazzo Grassi tornerebbe da Pinault alla città. La novità riguarda, però, il Teatrino di Palazzo Grassi: Pinault -come già Terruzzi- si impegnerebbe a restaurarlo a sue spese. Il Teatrino, però, invece di essere vincolato alla fondazione — come nel caso dell'industriale ligure — rimanendo quindi legato a Palazzo Grassi e alle sue attività espositive, sarebbe nella piena proprietà dell'industriale francese, scorporato dal resto del patrimonio. Uno spazio di circa 1700 metri quadri da ristrutturare, che però consente la possibilità — già prevista anche nel progetto Terruzzi — di realizzare un piano rialzato che porti la superficie complessiva dell'edificio a circa 2500 metri quadrati. I prezzi di mercato per quell'area a San Marco — per immobili da ristrutturare — si aggirano intorno ai 5 mila euro al metro quadro. Ecco perciò che Pinault diventerebbe proprietario — per libera concessione del Casinò — di un immobile del valore approssima-tivo di oltre 12 milioni di euro, destinato ovviamente a incrementarsi di valore dopo la ristrutturazione.
Se sottraiamo dal prezzo pattuito di 29 milioni di euro — lo "sconto" immobiliare da 12 ottenuto con il regalo del Teatrino di Palazzo Grassi all'imprenditore da parte del Casinò — otteniamo un esborso effettivo per l'acquisto di Palazzo Grassi di circa 17 milioni di euro. Un affarone per lui, ma è da dimostrare che i 28 milioni effettivi —più la sua collezione in permanenza- offerti da Terruzzi, vincolando anche il Teatrino, siano un'offerta peggiore.



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