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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Beni culturali: quello che Firenze non ha (ancora) catalogato
Ernesto Ferrara
l'Unit 16/04/2005

Dopo uninterrogazione di Toccafondi (Fi) replica lassessore Siliani: Continueremo lopera iniziata, anche oltre il 2006


Largomento di quelli che scottano, e
in modo particolare per Firenze: beni
culturali.
Questa volta, il nodo lo stato
della catalogazione e inventariazione del
patrimonio storico e artistico di propriet
del Comune di Firenze.
Nei giorni
scorsi uninterrogazione in consiglio comunale
del vice-capogruppo di Forza Italia
Gabriele Toccafondi, che - allarmato
e dati alla mano - ricordava che il Comu-ne
di Firenze non ha catalogato interamente
il suo patrimonio. Ed ha ragione.
Perch effettivamente delle 33.653 opere,
ad oggi ne risultano catalogate circa
11.000. E le altre 22.653? Alla merc di
tutti? No di certo. Le 35.000 opere sono
distribuite in 7 musei, 9 chiese, 35 uffici
comunali e 5 depositi. Ma la catalogazio-ne
resta un passo fondamentale per una
corretta opera di tutela e salvaguardia -nonch
di valorizzazione - del patrimo-nio
culturale. Per questo Toccafondi
punta il dito contro il Comune di Firenze
che, prima di chiedere la gestione
diretta di importanti musei fiorentini,
forse dovrebbe pensare a gestire meglio
quelli che ha. La risposta alla sua inter-rogazione,
ce la spiega Simone Siliani,
assessore alla Cultura di Palazzo Vecchio.
Toccafondi scopre lacqua calda.
Siamo perfettamente consapevoli del fatto
che lingente patrimonio di opere mo-bili
di propriet o a vario titolo detenute
dal Comune non sia catalogato. Non an-cora
quantomeno. E Toccafondi sa anche
il perch... infatti lui stesso -continua
lassessore - a ricordare nellinterrogazione
la storia della catalogazione...
Un riassunto delle puntate precedenti
a questo punto dobbligo. Nel
1998 prende il via, pur con limitate risorse
(20-40 milioni delle vecchie lire) lopera
di catalogazione dei beni mobili comunali,
anche secondo quanto prescritto
dal Regolamento di contabilit. Collezioni
diversificate e complesse, diversi i
generi artistici, diverse le epoche, diverse
le provenienze (complessi chiesastici e
conventuali, lasciti di legamenti testa-mentari,
donazioni). E nessuna prece-dente
opera organica di inventariazione
aggiornata. Dal 2000, grazie ad una cifra
pi consistente messa a disposizione dallAccordo
di programma Stato-Regione
(circa 240 milioni di lire), Palazzo Vecchio
defin un progetto di Sistema informativo
che integrasse in un unico database
le schede di catalogo, e permise lassunzione,
fino al 2006, di una Cooperativa
(che stabilizz lavoratori LSU) preposta
a quellobbiettivo. Il nostro obbiettivo
- spiega Siliani - di arrivare entro il
2006, anno in cui termina il progetto
finanziato dalla Regione, alla catalogazio-ne
informatizzata (con documentazione
fotografica) di 16-17.000 beni a fronte di
33.653 stimati. Di pi non si pu fare,
raccogliamo leredit storica poco gene-rosa
di una catalogazione frammentaria
e frutto di campagne circoscritte.
MaToccafondi sottolineava un altro punto:
dopo il 2006? Saranno garantiti i fondi
regionali che hanno permesso lopera
fin qui intrapresa? Noi stiamo gi lavo-rando
in vista di una prosecuzione dellaccordo,
perch importante terminare
lopera iniziata, risponde Siliani. E
sulla provocazione: Il comune pensi a
gestire meglio quello che ha, anzich
pensare di gestire dellaltro?. Chiedendo
di gestire altri musei fiorentini, accogliamo
semplicemente unindicazione
delle leggi Bassanini, che tendono a decentrare
la gestione del patrimonio culturale
laddove possibile, ma sappiamo benissimo
che per Firenze c il muro insormontabile
della Soprintendenza..



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