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SICILIA - Badiamo noi ai nostri beni culturali
Isabella di bartolo
LA SICILIA Mercoled 12 Marzo 2014


I sindaci del Siracusano propongono una "rivoluzione" nella gestione per fare cassa e offrire opportunit di lavoro

Dalla sinergia dei Comuni iblei con un biglietto unico, all'esperimento del capoluogo per mantenere aperti i siti


Siracusa. La Regione non ha i soldi per tenere aperti siti archeologici e musei? Ci pensiamo noi. I sindaci del Siracusano scendono in campo per garantire la fruizione di un patrimonio sempre pi penalizzato da tagli di fondi e carenza di personale. Dalla zona montana al capoluogo aretuseo, passando per i territori di Avola e Noto, in atto una "rivoluzione" in termini di gestione dei beni culturali che parte dalle Amministrazioni locali e coinvolge i privati.

Ci siamo resi conto che cos non pu funzionare - dice il sindaco di Canicattini, Paolo Amenta - e allora abbiamo dato vita a una task force che vede insieme noi amministratori insieme ad associazioni, sotto la guida della Soprintendenza, per tenere aperti i musei e le aree archeologiche. Ma non solo: la proposta dei Comuni della zona iblea quella di creare un unico percorso che coinvolga tutti i paesi montani e veda il sito Unesco di Pantalica al centro delle visite.

L'idea, di cui i sindaci insieme sotto l'egida dell'Unione dei Comuni Valle degli Iblei hanno discusso con i vertici e i tecnici della Soprintendenza di Siracusa, di promuovere un biglietto unico per visitare tutti i siti e i musei di Canicattini, Cassaro, Ferla, Palazzolo, Buccheri e Buscemi.

Il progetto pronto a partire - aggiunge Michelangelo Giansiracusa, sindaco di Ferla - e ha il benestare dell'assessorato regionale. Per esempio, un turista che vuole visitare la Casa museo di Palazzolo Acreide pu acquistare un solo biglietto e spostarsi in tutti i Comuni del comprensorio ibleo scoprendo cos anche gli altri musei: da Buccheri a Buscemi, alla Casa dell'emigrante di Canicattini Bagni a Sortino e, ancora, ai tesori in mostra a palazzo Garf a Cassaro e ai paramenti sacri esposti a Ferla. Un percorso unico per provare a superare i problemi di gestione e mettere la Regione di fronte al fatto compiuto: cos non ci saranno pi scuse per tenere chiusi questi tesori d'arte e storia.

Ma non questa l'unica proposta lanciata dai sindaci per garantire la fruizione dei siti oggi negata. A Noto, Corrado Bonfanti propone alla Soprintendenza di affidare la gestione dell'area di Eloro ai suoi uffici per assicurare l'apertura del parco ogni giorno e non pi, come accade oggi, su prenotazione. Non possiamo certo restare a guardare i turisti che scuotano la testa davanti ai cancelli chiusi - dice Bonfanti - e quindi se la Regione da sola non ce la fa, abbiamo il dovere di intervenire per assicurare la fruizione di tesori che danno lustro al nostro territorio e ne rappresentano una risorsa.

La stessa proposta viene avanzata anche dal Comune di Avola. Abbiamo gi parlato con i vertici della Soprintendenza - dice il sindaco Luca Cannata - per poter gestire con il supporto di associazioni culturali e giovani archeologici, la villa romana ma anche il parco ARCHEOLOGICo di Avola e i resti dei dolmen: tutti monumenti oggi off limits. La nostra idea di promuovere una gestione condivisa che offra anche opportunit di lavoro a giovani professionisti del settore.

Il principio condiviso anche dal sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo il quale, per, intende anche "far cassa" con il patrimonio della sua citt. I beni culturali sono una risorsa - dice - e come tale debbono essere sfruttati in maniera saggia, tutelandoli certo, ma anche garantendone la loro corretta fruizione che non pu non prescindere dalla loro manutenzione. Per questo la nostra proposta, gi avanzata alla soprintendente Beatrice Basile, di gestire i siti oggi chiusi per carenza di fondi come l'Ipogeo di piazza Duomo. Noi assicuriamo la cura del monumento e la sua apertura al pubblico usando il nostro personale, ma ci attraverso il pagamento di un biglietto che servir a mantenere il sito stesso. Un esperimento che funziona: da qualche mese, infatti, teniamo aperto l'Artemision 12 ore al giorno, tutti i giorni. L'area che custodisce i resti del tempio di Artemide, a due passi dal Duomo, infatti gestita dal Comune attraverso una convenzione con una societ privata. Il visitatore paga 5 euro - conclude Garozzo -: di questi 2 euro vanno al Comune che li spende per pulire e tenere in ordine il monumento. Questo significa garantire la fruizione, proviamo a fare lo stesso per gli altri siti e musei chiusi da 30 anni. Siamo pronti a varare un maxi-avviso per affidare ai privati alcuni tesori d'arte e storia che sono di nostra competenza: mi riferisco al Teatro comunale e a villa Reimann, per esempio.


12/03/2014



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