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Palazzo Grassi, troppa voglia di fare presto
Sergio Dall'Omo
Il Gazzettino cronaca di Venezia, 14/04/2005

Convocazione anticipata alle 9 invece che alle 11, che per chi lavora al Casin, assai presto. Quindi, come dicono tutti i trattati militari, l'attacco parte all'alba. Obiettivo: fare presto, non perdere nemmeno un minuto. "Messi in fuga" i Terruzzi, resta in campo Franois Pinault, con un'offerta misteriosa e tutta da verificare, che illazioni di stampa azzardano in 30 milioni di euro non si capisce se per comprare una parte del Palazzo o per affittare il teatrino per 60 anni. E lingegner Piantini, presidente della Casin Spa, ha la valigia pronta per volare oggi stesso a Parigi per concludere.
In pieno ballottaggio, a poche ore dall'elezione del nuovo sindaco, il metodo pi volte sperimentato dall'uscente Paolo Costa di giocare in zona Cesarmi (come a dicembre con l'ordinanza sul moto ondoso a tre giorni prima della scadenza del mandato), porter lontano dalle possibili obiezioni della nuova amministrazione la questione Casin-Palazzo Grassi, fatto salvo lasciare alla stessa tutte le eventuali, derivanti grane. Una mancanza di senso dellopportunit sottolineata da Mara Rumiz: Luned, dopo il ballottaggio, avremo il nuovo sindaco. Buon senso vorrebbe che l'amministrazione uscente evitasse di prendere decisioni impegnative per la citt nelle ultime ore del mandato. Suggerisco al presidente e al consiglio di amministrazione della Casin S.p.a. di evitare di assumere decisioni su Palazzo Grassi vincolanti la nuova amministrazione, a distanza di due giorni dal ballottaggio. Far slittare la decisione di una settimana consentir al nuovo sindaco di prendere visione delle proposte e dei progetti, di valutare le offerte e di esprimersi sull'operazione.
In ogni caso, n dall'ufficio di Costa a Ca' Farsetti, n tantomeno dai piani alti di Ca' Vendramin Calergi, trapela alcunch. La consegna bocche cucite. Tant' che il direttore dei Civici Musei, Romanelli, seppur interpellato solo per la parte artistica (il piano per l'utilizzo espositivo di Palazzo Grassi suo), ha cortesemente ma fermamente negato qualsiasi dichiarazione sulla questione.
Tutto, intorno a questa vicenda, ha contorni ambigui. L'estromissione dei Terruzzi (cos almeno sostiene la famiglia) sarebbe stata immotivata secondo l'assessore Sprocati che aveva sostenuto che i problemi essenziali erano stati affrontati e risolti. Le voci insistenti di "giochini" su tavoli paralleli per la compravendita denunciati dall'ex "re dello stagno", smentite dal Casin, venivano riaffermate pubblicamente sulla stampa nazionale dalla famiglia lombarda. Ma ci che un'offesa al buon senso in questo preciso momento politico-amministrativo, questa urgenza sospetta, con in pi una assoluta mancanza di trasparenza in scelte dagli importanti effetti futuri da parte di una societ che al cento per cento pubblica.
A ci si aggiunge la notizia del vistoso calo degli incassi della casa da gioco (meno 10 milioni di euro), cui fa seguito un forte disagio sindacale del personale. Tanto vero che le organizzazioni sindacali (esclusa l'Ugl, che si dissocia) avevano sollecitato la ripresa del confronto su temi quali il contratto aziendale, nonch su specifiche situazioni relative tanto al personale dei tavoli, da gioco, quanto a quello delle slot ed a quello amministrativo, ma si sono scontrate - secondo una loro nota - in una disattenzione che potrebbe destabilizzare definitivamente una struttura gi in grave crisi. Si spendono energie su piani finanziari quindicinali assolutamente misteriosi con lo scopo di finanziare opere (vedi nuovo stadio) ben distanti da quella che la reale vocazione della Casa da Gioco, mentre l'ipotesi della nuova sede, unica vera e reale priorit, rischia di affogare per effetto di una gestione fallimentare che vede impegni economici difficili da sostenere, basandosi anche su una doverosa linea di prudenza nell'ipotizzare entrate future. Il consiglio di amministrazione, recentemente rinnovato, pur essendo nella pienezza dei propri poteri, non pare porsi il problema di promuovere una gestione sana ed equilibrata, venendo meno la quale ciascuno dei suoi componenti non potr esimersi da una doverosa assunzione di responsabilit, a fronte anche delle scelte fatte dalla propriet che finiscono per minare le fondamenta dell'azienda. Questa propriet, iperattiva sulle vicende di Palazzo Grassi, risulta invece totalmente assente sulle questioni pi sopra delineate.



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