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Via al metrò sotto la laguna il sogno che divide Venezia
ROBERTO BIANCHIN
La Repubblica on line 13 Aprile 2005

Il progetto, un tunnel di 8 km, inizierà l'iter tra pochi giorni
Il sindaco lo caldeggia, i due candidati alla successione frenano

VENEZIA - Attesa come la manna e temuta come la peste, amata e odiata come tutte le grandi opere progettate nella fragile città dei Dogi, la metropolitana sublagunare, "sognata sin dalla fine dell'800", come sostiene la giunta comunale uscente, finisce di essere un miraggio, una chiacchiera da bar. Il progetto, sette fermate da Tessera all'Arsenale in un tunnel di otto chilometri che corre venti metri sott'acqua, esce a sorpresa dai cassetti polverosi del Comune e comincia ufficialmente il suo viaggio burocratico per diventare realtà.

Giovedì 21 aprile, tre giorni dopo il ballottaggio che darà a Venezia un nuovo sindaco, ma dodici giorni prima del suo insediamento, il progetto del metrò, sostenuto dalla maggioranza di centrosinistra in scadenza pur tra contrasti e polemiche, verrà esposto nell'aula magna dell'università di architettura. E sarà tutt'altro che una passerella. Perché la "pubblicizzazione dell'intervento" è il primo atto ufficiale della valutazione di impatto ambientale dell'opera, che va a così a incominciare. I cittadini avranno cinquanta giorni di tempo per presentare le loro osservazioni.

Il progetto, approvato dal Comune, e caldeggiato dal sindaco uscente Paolo Costa, è sostenuto da una "associazione temporanea di imprese" capitanata dalla Actv, l'azienda di trasporto pubblico locale, e realizzato, dice l'amministrazione, con una "procedura innovativa", quella del "project financing". Il Comune, in sostanza, "non spenderà un euro". Il costo dell'opera, stimato in 340 milioni di euro, verrà sostenuto per metà da un finanziamento del governo, e per l'altra metà da fondi anticipati dalle imprese costruttrici.

Il Comune ha inviato il progetto al ministero delle infrastrutture per l'inoltro al Cipe con la richiesta del "finanziamento aggiuntivo" a integrazione degli investimenti programmati dai promotori. Questi ultimi (Actv, Bnl, Mantovani, Sacaim, Arsenale Venezia, Net Engineering, Studio Altieri, Save Engineering, Metropolitana Milanese) contano di rientrare dall'investimento con l'incasso dei biglietti.

Il metrò, per la cui costruzione sono previsti cinque anni e mezzo di lavori, dovrebbe partire da Tessera, nella terraferma veneziana, accanto al nuovo stadio e al nuovo casinò, progettati anch'essi ma entrambi ancora da costruire. Correrà fino a Venezia per 8 chilometri e 300 metri in un tunnel sottomarino a binario unico di 5,8 metri di diametro, venti metri sott'acqua. La seconda fermata dovrebbe essere all'aeroporto "Marco Polo", la terza ai bordi della terraferma, al terminal di Tessera, dove dovrebbe incontrarsi con le nuove linee della ferrovia e dei tram urbani di Mestre. Quindi attraverserà la laguna fino all'isola di Murano, quella famosa per i suoi vetri (quarta fermata) e approderà in centro storico alle Fondamente Nuove, all'altezza della Misericordia. Le ultime due fermate, sempre a Venezia, saranno all'ospedale civile (dieci minuti a piedi da piazza San marco), e quindi all'Arsenale, semiabbandonato da decenni, che si conta in questo modo di rivitalizzare.

Per collegare le stazioni alla superficie, vi saranno delle "zone di risalita" con passaggi pedonali, scale mobili, fisse e ascensori, e attività commerciali, servizi e biglietterie. Il tempo totale di percorrenza, da Tessera all'Arsenale, sarà di 14 minuti, la metà di quello impiegato oggi con i normali mezzi acquei. Si prevedono otto corse all'ora, capaci di trasportare ciascuna 300 passeggeri, con convogli lunghi trenta metri di vetture su gomma, per una capacità totale di 30-40 mila passeggeri al giorno, e di 6 milioni di passeggeri l'anno: la metà dei turisti che annualmente intasano Venezia.

Ma non mancano le polemiche, sia sull'utilità che sui costi dell'opera, come sui rischi statici e ambientali per un'opera che potrebbe mettere a repentaglio la stabilità del sottosuolo della laguna.

(13 aprile 2005)



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