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Allarme per il Vallo di Adriano "Troppi turisti, si sta sbriciolando"
Enrico Franceschini
la Repubblica, 12/4/2005

LONDRA — Ha resistito alle invasioni barbariche e all'erosione del tempo, ma ora le sue mura tremano sotto i colpi di un nemico pressoché invincibile: la sterminata tribù del turismo di massa.
Il Vallo di Adriano, fatto costruire dall'imperatore omonimo all'inizio del secondo secolo dopo Cristo per proteggere i confini settentrionali dell'Impero romano, rischia di sgretolarsi un pezzo per volta. A distruggerlo, lancia l'allarme il "Times" di Londra, sono le orde di visitatori che lo prendono d'assalto quotidianamente, camminandoci sopra come facevano le sentinelle di Roma antica. La differenza è che le sentinelle erano sei per ogni «castello miliare», i fortini eretti a ogni miglio romano, ossia a ogni chilometro e mezzo, lungo il percorso del Vallo; i turisti invece, sono decine di migliaia al mese, quasi mezzo milione in un anno e mezzo, cioè da quando le autorità britanniche hanno aperto un sentiero lungo il muro per incoraggiare e facilitare le visite. Si aspettavano poche centinaia di amanti del trekking, tant'è che avevano posto un unico guardiano all'intera struttura: il poveretto, invece, è stato travolto. Risultato: l'Unesco potrebbe includere il Vallo di Adriano nella lista dei ventinove «tesori dell'umanità» a rischio di scomparire, lista che comprende quasi esclusivamente monumenti situati in paesi del Terzo Mondo, con l'eccezione della cattedrale gotica di Colonia, in Germania. «E' uno scandalo che il Regno Unito sia responsabile di quello che sta succedendo», commenta Peter Fowler, un consulente culturale dell'Onu che ha studiato il problema, «una nazione ricca e sviluppata come la nostra dovrebbe prendersi cura del suo patrimonio culturale. E se non verrà fatto qualcosa al più presto, potrebbe essere troppo tardi per salvare il Vallo».
O meglio quello che ne resta. Originariamente lunga 173 chilometri, la muraglia segna una sorta di confine tra Inghilterra e Scozia, dal mare del Nord al mare d 'Irlanda: dopo una visita nella lontana provincia del suo impero nel 122 dopo Cristo, Adriano la fece costruire in sei anni di lavori appunto per separare le terre sotto il dominio di Roma da quelle che le legioni non erano riuscite ad assoggettare, le Highlands scozzesi popolate dai selvaggi celti, progenitori di «Braveheart».
All'epoca era alto cinque metri, largo tre, protetto da un fossato largo dieci metri. Costituiva insomma un ostacolo non facilmente superabile, costellato di fortificazioni e torrette, con sentinelle sempre di guardia che potevano correrci sopra. Ma in diciannove secoli la natura se ne è ingoiato un gran pezzo, lasciando emergere in alcuni punti poco più di un muretto, cosparso di muschio, edera, arbusti. In teoria, è severamente vietato camminarci sopra: i turisti dovrebbero restare sul sentiero che gli passa accanto. La traversata lungo il percorso del vallo. del resto, era da anni un «classico» del trekking. Ma da quando è stato aperto, il sentiero ha evidentemente attratto un turismo meno rispettoso della natura: e con un solo uomo di guardia non è possibile impedire ai trasgressori di andare a passeggio sulla barriera dell'imperatore Adriano.



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