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CATANIA- San Giovanni Li Cuti, l’antico borgo marinaro nel degrado: tra panchine divelte e rifiuti
Corriere del Mezzogiorno, 07/02/2014

«Salviamo quel che resta del borgo marinaro di San Giovanni Li Cuti, che giorno dopo giorno sta perdendo irrimediabilmente le proprie peculiari e storiche caratteristiche paesaggistiche e architettoniche»: è questo l'appello che proviene da Alfio Lisi, portavoce di Free Green Sicilia, per salvaguardare dal degrado e abbandono uno dei luoghi più belli e caratteristici dell'intera città di Catania. Oramai fagocitato nell'area metropolitana, San Giovanni Li Cuti è un antico borgo marinaro che si affaccia sulla famosa spiaggia nera etnea, offrendo una stupenda terrazza sul mare di Catania. Area presa d'assalto durante la stagione estiva e frequentatissima perché luogo di ritrovo, ma anche abituale tappa degli amanti del mare e dei turisti.

IL BORGO MARINARO - «Anno dopo anno, possiamo notare le varie e sempre crescenti deturpazioni che sfregiano in modo spesso irreversibile quello che è stato, assieme ad Ognina, il borgo marinaro più caratteristico e più bello della nostra città - evidenzia ancora Lisi - Eppure le deturpazioni sono visibili a chiunque e dunque dovrebbero esserlo anche per quegli amministratori comunali e per quei Sovrintendenti ai beni culturali e paesaggistici, che invece hanno da sempre fatto finta di niente dando via libera a iniziative personali, che spesso si sono tramutate in vere e proprie speculazioni».

PANCHINE DIVELTE E RIFIUTI - Muri sporcati da murales, scogli pieni di immondizia, auto parcheggiate lungo la stradina che porta al mare, nonostante i divieti, e panchine divelte: così si presenta oggi il borghetto. "Non mi pare che esista un vero e proprio vincolo urbanistico e paesaggistico, che possa prevenire ogni deturpamento e ogni trasfigurazione del sito - aggiunge ancora Lisi - Non esiste un piano di recupero e di restauro del borgo, o meglio di quello che rimane dell'area di San Giovanni Li Cuti".

SORVEGLIANZA - Il portavoce di Free Green Sicilia punta il dito anche sull'assenza di una vera e propria sorveglianza da parte delle autorità competenti, evidenziando che l'accesso di auto e moto avviene in maniera incondizionata: esiste, infatti, da anni un divieto, tranne che per i residenti, che non è di fatto rispettato. «Nessun controllo poi in tema di sicurezza e pulizia, di insegne pubblicitarie, di abusi commerciali ed edilizi, di privatizzazione di fatto della costa e della scogliera - aggiunge ancora Lisi - Sembra che tutto sia lasciato al libero arbitrio e alla coscienza di quei cittadini che hanno a cuore le sorti del borgo, la sua conservazione e anche la sua vivibilità».

L’APPELLO - Infine, l'appello all'amministrazione e alla stessa Sovrintendenza. «Siano più sensibili e più attenti rispetto al passato alla salvaguardia del borgo, per il bene della città e dei suoi cittadini, - conclude Lisi - un'area che oggi ha stravolto la sua immagine storica e la sua bellezza intrinseca».



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