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Spazio a specializzazione e progettazione nelle nuove norme per le opere pubbliche
Pasquale Cascella
Secolo d'Italia, 10 aprile 2005

Tanti i punti qualificanti del nuovo testo che in armonia con le disposizioni Ue

DOPO oltre due anni di lavori la bozza del nuovo Regolamento Generale dei lavori pubblici stata licenziata dal gruppo di lavoro istituito dal viceministro delegato Ugo Martinat
II prossimo passaggio sar il parere del Consiglio Superiore dei L l. P. p. e subito dopo la bozza sar inviata agli altri ministeri competenti, al Consiglio di Stato, alle Commissioni Parlamentari, alla Conferenza Stato-Regioni. Lelaborazione del nuovo testo ha richiesto un certo tempo data la quantit delle consultazioni svoltesi con associazioni di categoria (Ance, Agi, Confapi, Cooperative di produzione e lavoro, ice, Ascoteco, Finco, Assista!, Acai, Assimp, Andil, ecc.), Ordini Ingegneri ed Architetti, Fs, Anas, altri ministeri (Beni Culturali, Esteri, Interni, Ambiente), Autorit di Vigilanza Questo lavoro di consultazione ha rappresentato un importantissimo momento, di partecipazione che ha fornito un quadro completo dei problemi fin'oggi incontrati dalle categorie nell'applicazione della 109/94 e dei regolamenti collegati.
Tra le principali modifiche apportate al testo vigente vanno segnalate soprattutto quelle che riguardano la qualificazione delle imprese, i lavori complementari, i concorsi di progettazione, gli elaborati che costituiscono i vari livelli progettuali. Per fare chiarezza sulla qualificazione dell'impresa necessaria per partecipare a gare che prevedono anche una significativa presenza di lavori specialistici, stata definita una corrispondenza tra le definizione di lavoro che necessita di particolare specializzazione e categorie individuate nell'allegato A del Dpr 34/2000.
Con questo chiarimento e con la modifica degli art. 73 e 74 finalmente sar chiaro che la stazione appaltante, nel fare il bando di gara, deve richiedere ai partecipanti, oltre alla qualificazione nella categoria generale, anche il possesso delle qualificazioni nelle categorie specialistiche. Per tutti i lavori specialistici, di importo superiore al dieci per cento dell'intero appalto ed all'importo d euro 150.000, l'impresa generale dovr associare un' impresa specializzata o subappaltare il lavoro specialistico. Viene anche ampliato l'elenco delle categorie di lavori riservate agli specialisti: OS21 indagini geognostiche, OS28 impianti termici e condizionatori, OG11 Impianti tecnologici congiunti e coordinati, OS8 impermeabilizzazione, OS18 componenti in acciaio e metallo, OS34 barriere antirumore, OS 12 barriere stradali.
Per quanto riguarda i lavori complementari si voluto colmare una lacuna della 109/94 che oggi crea grande confusione tra lavori in variante e lavori complementari. In pratica, mancando nella nostra legge una definizione dei lavori complementari, a differenza di quanto avviene nei regolamenti europei, un'amministrazione pubblica italiana non ha oggi la facolt di affidare alla stessa impresa anche la realizzazione di opere complementari quali possono essere, ad esempio, l'esecuzione di lavori di sistemazione esterna di un complesso edilizio. Nel lodevole intento di limitare le varianti al progetto, il legislatore ha ecceduto ed ha creato un sistema nel quale vengono considerati in variante anche quei lavori che tali non sono. Il risultato che, troppo spesso, anche per eseguire lavori complementari contenuti in un importo pari al 20% del progetto principale, le amministrazioni debbano fare acrobazie amministrative che comportano lungaggini e costi aggiuntivi. Chiarendo invece che i lavori complementari, di entit pari al sesto quinto dell'importo di contratto e non figuranti nel progetto approvato, sono disciplinati dal vigente articolo 11 del R D. a 2440 del 18.11.23, si dovrebbe restituire al procedimento quella necessaria flessibilit che manca oggi e che per nulla pu essere confusa con gli eccessi di varianti del passato.
I primi commenti della stampa alla bozza di decreto predisposta dal gruppo di lavoro del ministero danno grande rilievo alla parte riguardante i concorsi di progettazione. In effetti si inserita una norma che obbliga l'amministrazione a motivare, nel bando di gara, perch non abbia fatto ricorso al concorso nei casi di lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico- artistico, conservativo, nonch tecnologico. Si prevedono pure maggiori garanzie per i concorrenti sull'affidamento dell'incarico una volta vinto il concorso e sullo svolgimento dei lavori della commissione giudicatrice, per non stato possibile intervenire, con lo strumento del regolamento, su una prassi degli ultimi decenni che ha fatto perdere al concorso di progettazione quel carattere di concorso pubblico aperto a tutti che aveva prima Negli ultimi anni infatti, anche per effetto dei mass-media che hanno costruito uno "star System" delle stelle della progettazione internazionale, tutto l'interesse, soprattutto dei sindaci, si spostato dalla ricerca della migliore soluzione progettuale a quello per la firma pi famosa e si quindi diffuso sempre pi il concorso ristretto a pochi partecipanti abbandonando quasi del tutto il concorso aperto a tutti i concorrenti. Tutto ci confina la ricerca progettuale in sentieri troppo ristretti -e gi percorsi troppe volte - e relega nell'anonimato tanti talenti che invece potrebbero fornire soluzioni alternative e certamente pi vantaggiose per l'amministrazione.
Anche sulle novit riguardanti gli elaborati da predisporre per i vari livelli progettuali la stampa si giustamente soffermata. L'elenco degli elaborati da redigere, soprattutto per il progetto preliminare, diventato molto lungo e corredato da tante relazioni ed indagini. La nuova norma prevede un obbligo generalizzato a predisporre tutti quegli elaborati e quelle indagini che di norma vengono eseguiti solo per i grandi progetti. La possibilit di derogare a quest'obbligo conferita al responsabile del procedimento, che pu stabilire, di volta in volta, quali elaborati e quali indagini escludere. Al riguardo gli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti hanno osservato che i nuovi elenchi di elaborati vanno bene per le opere infrastrutturali di un certo rilievo ma che, se estesi a tutti i progetti, per "l'esorbitante aumento di nuove prestazioni" - quasi tutte non ricomprese nell'attuale tariffa professionale - avrebbe come conseguenza un notevole aumento dei costi di progettazione.
Il problema che una tale discrezionalit conferita al responsabile del procedimento - in merito al numero degli elaborati, ai contenuti progettuali, alle indagini conoscitive ed alle relazioni illustrative - troppo generica per un regolamento e soprattutto poco opportuna se calata realisticamente sulla figura del burocrate medio italiano che non certo quell'illuminato e competente manager pubblico che si vorrebbe immaginare a capo del procedimento..
Viene inoltre introdotta una norma che obbliga a completare la validazione prima dell'avvio delle procedure di scelta dell'appaltatore. Per quanto riguarda l'intera regolamentazione della verifica del progetto si invece preferito stralciare dal 554 il titolo che riguarda questa parte per procedere con un apposito regolamento la cui bozza gi stata elaborata dal Consiglio Superiore dei L. L L p. congiuntamente al gruppo di lavoro che ha predi sposto il nuovo 554.

In definitiva nel nuovo testo sono decisamente molte le luci e poche le ombre.
Al ministero Infrastrutture si ritiene di aver predisposto un teste solido, anche perch largamente partecipato, che potr anche essere ulteriormente migliorato prime della sua approvazione.



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