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SICILIA - Tutela, restauro e sinergia ecco la rivoluzione culturale
isabella di bartolo
LA SICILIA Sabato 25 Gennaio 2014 Siracusa



Il diktat è "sinergia". A meno di tre mesi dall'insediamento, i nuovi vertici della soPrintendenza e dei musei sono impegnati in una sorta di rivoluzione gestionale che vede insieme Regione, con l'assessore siracusana Mariarita Sgarlata in prima linea; enti locali e associazioni.
Ne è convinta Beatrice Basile, che ha lasciato la direzione del museo "Paolo Orsi" per reggere le redini della soPrintendenza, così come deciso nell'ambito del riassetto dei Beni culturali che ha riportato alla guida di Siracusa un'archeologa.
Sono trascorsi pochi mesi dal suo insediamento, qual è il suo primo bilancio?
«Non è ancora tempo di fare bilanci, neppure "mini". Siamo all'inizio di un lavoro che ha come prima fase quella della conoscenza più approfondita del territorio e delle sue problematiche più urgenti, e contestualmente, la progressiva attivazione di forme di confronto e cooperazione con tutti gli altri enti e con tutte le forze sociali. Per il momento, work in progress».
Da una prima analisi, quali sono secondo lei le priorità e le carenze in provincia in termini di beni culturali?
«La mia visione della provincia è ancora parziale; non sono riuscita, come avrei voluto e mi ero prefissa di fare appena insediata, a visitare tutti i Comuni per una ricognizione dello stato del patrimonio culturale di ciascuna zona. Dalle pratiche che mi arrivano e dai confronti più diretti e immediati con le urgenze del momento, direi che, per quanto riguarda i nostri monumenti, le priorità sono di tre ordini, tutti rilevanti. E' necessario, anzitutto, provvedere, e in alcuni casi con urgenza, alla salvaguardia e al restauro (una quantità di chiese, palazzi, ex conventi, resti di fortificazioni versano in deplorevoli situazioni di degrado; e questo è un male comune di tutto il patrimonio nazionale, cui la Sicilia non si sottrae). Vi è poi la necessità, non meno urgente, di completare restauri già intrapresi e non portati a termine per carenza di fondi, con il risultato di mettere nuovamente a rischio quanto recuperato e di sottrarre all'uso e alla fruizione pubblica beni di ingente valore storico ed artistico. Infine, occorre affrontare fattivamente il problema del riuso di quanto già restaurato e pronto per essere restituito al pubblico: è il problema che ha segnato maggiormente gli esiti della prima lunga stagione dell'utilizzo dei fondi europei. Monumenti e aree archeologiche chiuse al pubblico per carenza di risorse pubbliche (personale e fondi per la manutenzione) rappresentano un oggettivo handicap per quel tipo di sviluppo, ecologicamente sostenibile, che noi tutti ci auguriamo affianchi in misura sempre più importante nella nostra provincia il modello di sviluppo industriale che, finora, è stato l'unico ad essere perseguito e che sempre più mostra i suoi limiti».
Esiste un nuovo modello di gestione, dunque?
«Sì. Occorre elaborare un modello di gestione delle risorse culturali già preservate che utilizzi strategicamente tutte le energie e le competenze del territorio, superando le divisioni a compartimenti stagni. Ovviamente, pur nell'agilità di una nuova prassi di cooperazione, deve essere tenuto ben fermo il principio della salvaguardia del patrimonio, cui qualunque pianificazione gestionale è subordinata. E' allo studio dell'assessorato la possibilità di ricorrere, per l'apertura di alcuni siti e monumenti, all'apporto di associazioni qualificate nel campo della tutela e della valorizzazione culturale; si tratta di un modello già sperimentato con successo in talune regioni, capace di coinvolgere il territorio in modo più diretto e efficace di quanto non riescano a fare le ordinarie risorse pubbliche».
Questione Piano paesaggistico.
«E' una priorità e una carenza, fino a quando non se ne definisce l'iter. Nei prossimi mesi è previsto l'esame da parte dell'Osservatorio regionale per il paesaggio; il piano costituirà un valido strumento per una gestione del territorio più agile e nello stesso tempo rispettosa delle sue valenze e orientata allo sviluppo della sue possibilità».


25/01/2014



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