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Immobili valorizzati. Con il privato - Una possibilità: la concessione dei beni culturali non utilizzati
Alberto Barbiero
Italia Oggi Venerdì 28 Gennaio 2005

ENTI LOCALI La chance offerta dalla legge finanziaria 2005. Che scommette anche sulla riduzione dei canoni

Possibilità di valorizzare beni immobili culturali non utiliz­zati mediante concessione a pri­vati.

Abbattimento del canone realizzabile in funzione degli in­terventi di restauro producibili dal concessionario privato.

Sono questi alcuni tra gli ele­menti più significativi delineati dai commi 303, 304 e 305 della legge n. 311/2004.

La disposizio­ne, specificamente finalizzata a garantire la piena fruizione di im­mobili non utilizzati dagli enti locali per attività istituzionali, completa un quadro la cui prima delineazione (in termini generali) è stata determinata dall'art. 19, comma 6, della legge n. 448/1998.

Tale norma, infatti, prevede, tra l'altro, che possono essere affidati in concessione o con contratto a privati o ad amministrazioni pub­bliche, che promuovono e si obbli­gano ad attuare il relativo proget­to, l'adattamento, la ristruttura­zione o la ricostruzione di beni immobili non più utilizzati dall'amministrazione statale e dagli enti locali, per la loro proficua uti­lizzazione da parte degli stessi soggetti e con corresponsione, per il tempo di godimento dei beni, di un prezzo all'amministrazione statale ed agli enti locali fissato tenendo conto dell'impegno fi­nanziario derivante dall'esecu­zione del progetto e del valore di mercato del bene.

Il modello nor­mativo replicato all'art. 1, comma 303 della legge finanziaria 2005 per i beni immobili definiti come beni culturali prevede anzitutto che tali strutture e aree, di pro­prietà degli enti locali, per l'uso delle quali attualmente non sia corrisposto alcun canone e che richiedano interventi di restauro, possono essere dati in concessio­ne a soggetti privati con pagamento di un canone fissato dai competenti organi.

La determi­nazione del canone deve essere definita dall'ente locale secondo parametri adeguati alle finalità di valorizzazione dell'immobile, combinando nella valutazione ef­fettiva valori di mercato e compo­nenti di abbattimento degli stessi (es. in relazione a particolari ca­ratteristiche o localizzazioni del bene).

La disposizione stabilisce anche che nel particolare rappor­to il concessionario si deve impe­gnare a realizzare a proprie spese gli interventi di restauro e conser­vazione indicati dall'amministra­zione.

Tuttavia, in base al comma 304, a parziale ristoro dell'intervento del privato è garantito che dal canone di concessione siano detratte le spese sostenute dal concessionario per il restauro en­tro il limite massimo del canone stesso.

Per altro verso, la partico­lare finalizzazione d'uso delle strutture pone in capo al medesi­mo l'obbligo di rendere fruibile il bene da parte del pubblico con le modalità e i tempi stabiliti nell'atto di concessione o in apposita convenzione unita all'atto stesso.

Le modalità di fruizione dei beni concessi vengono ad essere preci­sate necessariamente nella concessione o in specifico atto con­venzionale conseguente alla stes­sa.

Tale percorso presuppone un'accurata valutazione delle po­tenzialità del bene immobile con-cesso e delle attività in esso rea­lizzabili dal soggetto privato concessionario.

Nella convenzione deve pertanto aversi la descrizione in dettaglio delle attività di valorizzazione, con necessaria correlazione con le previsioni del dlgs n. 42/2004 in ordine alla frui­zione dei beni culturali.

Il comma 305 dell'art. 1 della legge 311 prevede inoltre che l'individuazione del concessionario avvenga me­diante procedimento ad evidenza pubblica.

Il profilo selettivo presuppone che l'ente operi per indi­viduare il miglior soggetto gestore possibile, a fronte della possibi­lità di mettere a disposizione beni con potenzialità rilevanti.

La previsione, nel suo complesso, evi­denzia la possibilità di pervenire a efficaci interazioni tra la parte pubblica e il concessionario priva­to per la valorizzazione effettiva del bene nel sistema culturale locale e, più in generale, a vantag­gio della cittadinanza.





Questa la modulistica di utilizzare


A) Modello di deliberazione del consi­glio per l'individuazione degli immobi­li da affidare in concessione e per la de­finizione dei parametri per la determi­nazione di canoni per immobili non uti­lizzati.



Comune di

Provincia di

Prot. Gen. N

N. progr. deliberazione /Cons.



Oggetto: individuazione immobili e defini­zione parametri per canoni di beni cultu­rali da concedere ai sensi dell'art. 1, com-ma 303 della legge n. 311/2004.



II Consiglio



Premesso:

- che l'art. 1, comma 303 della legge n. 311/2004 prevede che i beni culturali im­mobili dello stato, delle regioni e degli enti locali, per l'uso dei quali attualmente non è corrisposto alcun canone e che richie­dono interventi di restauro, possono es­sere dati in concessione a soggetti privati con pagamento di un canone fissato dai competenti organi;



Tenuto conto:

- che l'amministrazione comunale intende procedere alla valorizzazione di alcuni im­mobili configurati come beni culturali di sua proprietà, non soggetti a utilizzo istituzio­nale, fruendo delle possibilità offerte dalla suddetta normativa;

- che specifica istruttoria tecnica ha consentito di delineare il quadro degli immo­bili con caratteristiche di beni culturali di proprietà del comune, ma da esso non uti­lizzati per scopi istituzionali, assoggettabi­li a un programma di valorizzazione com­plessiva, anche mediante interazioni con possibili gestori privati;



Considerato:

- che risulta necessario definire l'elenco dei beni immobili riconducibili al sistema di va­lorizzazione mediante concessione a pri­vati previsto dall'art. 1, comma 303 della legge n. 311/2004;

- che è inoltre necessario definire i parametri di base per la determinazione del canone di concessione a privati per l'utilizzo dei suindicati beni immobili culturali del co­mune non soggetti a utilizzo dallo stesso, sulla base degli elementi acquisiti dall'amministrazione in relazione alle condi­zioni di mercato e uso;



Tenuto conto che i contenuti del presente provvedimento sono stati presi in esame dalle competenti commissioni consiliari.



Dato atto che, ai sensi dell'art. 49 del dlgs n. 267/2000, è stato richiesto e formal­mente acquisito agli atti il parere favore­vole in ordine alla regolarità tecnica del presente atto, espresso dal responsabile del servizio interessato;



Visto l'art. 42, comma 2, lett I) del dlgs n. 267/2000;



Visto l'art dello statuto (riferito ai po­teri del consiglio);



Delibera


1. - di approvare l'elenco dei beni immobi­li culturali non utilizzati per fini istituziona­li dall'amministrazione e pertanto assog­gettabili alla procedura di valorizzazione mediante concessione a privati ai sensi dell'art. 1, comma 303 della legge n. 311/2004, come riportato nell'elenco di se­guito allegato:



- Bene immobile

Descrizione ed elementi specificativi del bene

- Ubicazione

Ubicazione del bene

- Note caratteristiche

Elementi inerenti sue particolari caratteri­stiche (eventualmente con riferimento alla connotazione come bene culturale).



2. - di approvare i parametri-base per la definizione del canone di concessione dei suindicati beni immobili culturali, secondo la specificazione di seguito riportata:



- Parametro di riferimento

Valore canone di concessione per immo­bili di tipo

- Moltiplicatore del parametro

- Moltiplicatore del canone in relazione a .... –

- Note specifiche per applicazione parametro



Rivalutazione canone per zona



3. - di dare atto che alle procedure di concessione seguirà la stipulazione di speci­fica convenzione inerente la disciplina dei rapporti tra amministrazione e concessio­nario.





B) Modello di determinazione per l'av­vio di procedura finalizzata alla concessione di bene immobile culturale non utilizzato dall'ente locale



Comune di

Provincia di

Settore/servizio
Prot. gen. n.

Registro determinazioni n.



Oggetto: avvio procedure per l'individua­zione di soggetti privati ai quali concede-re beni immobili culturali ai sensi dell'art. 1, comma 303 della legge n. 311/2004.



II dirigente del settore/responsabile del servizio



Premesso:

- che l'art. 1, comma 303 della legge n. 311/2004 stabilisce che i beni culturali im­mobili degli enti locali, per l'uso dei quali attualmente non è corrisposto alcun canone e che richiedono interventi di re­stauro, possono essere dati in concessio­ne a soggetti privati con pagamento di un canone fissato dai competenti organi;

- che la medesima disposizione sancisce che il concessionario si impegna a realiz­zare a proprie spese gli interventi di re­stauro e conservazione indicati dall'ammi­nistrazione;

- che il comma 304 dello stesso art. 1 pre­vede anche che:



a) al canone di concessione vengano detratte le spese sostenute dal concessio­nario per il restauro entro il limite massi­mo del canone stesso;



b) il concessionario sia obbligato a rendere fruibile il bene da parte del pubblico con le modalità e i tempi stabiliti nell'atto di concessione o in apposita convenzione unita all'atto stesso;



- che la selezione del concessionario, sulla base di quanto stabilito dal comma 305 del medesimo art. 1 della legge n. 311/2004, deve avvenire con procedura ad evidenza pubblica.



Tenuto conto:

- che i beni immobili configurati come be­ni culturali da assoggettare alla conces­sione ai sensi delle suindicate disposizio­ni, essendo sussistenti i presupposti (non utilizzo per fini istituzionali) previsti dalla normativa, sono stati individuati con deli­berazione del consiglio n del ;
- che con la medesima deliberazione sono stati definiti i parametri-base per i canoni di concessione da applicare;

- che sulla base di specifica istruttoria dell'ufficio competente sono stati determinati i canoni concessori effettivi in relazione ai suddetti immobili;



Considerato:

- che risulta necessario avviare le proce­dure per la concessione dei beni immobi­li culturali individuati, al fine di sviluppare al meglio i processi di valorizzazione degli stessi;

- che alle concessioni di tali beni a soggetti privati saranno applicati i canoni effettivamente determinati per essi, secondo quan­to previsto dall'art. 1, commi 304 e 304 della legge n. 311/2004, posto che l'abbattimento per gli stessi sarà definito in appo­sito atto convenzionale;

- che l'individuazione dei concessionari sarà effettuata con procedura ad eviden­za pubblica - asta pubblica, con affidamento secondo l'offerta economicamente più vantaggiosa in base al maggior cano­ne corrisposto e a specifici criteri qualita­tivi.



Visti gli articoli 183 e 191 del dlgs n. 267/2000;

Visto l'art dello Statuto (relativo all'assunzione di atti di gestione);

Visto l'art del Regolamento di conta­bilità (relativo all'assunzione di impegni di spesa);



Determina


1. - di attivare le procedure per la conces­sione dei beni immobili culturali individuati con la deliberazione del consiglio n del ai sensi dell'art. 1, commi 303, 304, 305 della legge n. 311/2004;



2. - di dare atto che i soggetti privati concessionari saranno individuati con proce­dura ad evidenza pubblica - asta pubblica, con affidamento secondo l'offerta econo­micamente più vantaggiosa in base al maggior canone corrisposto e ai seguenti criteri qualitativi:

a) quantità e tipologie degli interventi di re­stauro dell'immobile;

b) tempistica per la piena fruizione dell'immobile;

c) linee di valorizzazione specifica dell'im­mobile;



3. - di dare atto che i rapporti tra ammini­strazione e concessionario derivanti dal presente provvedimento saranno discipli­nati da specifica convenzione;

4. - di dare atto che l'entrata derivante dalla corresponsione dei canoni sarà introitata alla risorsa cod. n del bilancio 200 al cap del peg 200 ;



Data

Il dirigente/responsabile del servizio





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Lo stralcio delle leggi

Legge 311/2004


Art. 1


303. I beni culturali immobili dello Stato, delle regioni e degli enti locali, per l’uso dei quali attualmente non è corrisposto alcun canone e che richiedono interventi di restauro, possono essere dati in concessione a soggetti privati con pagamento di un canone fissato dai competenti organi. Il concessionario si impegna a realizzare a proprie spese gli interventi di restauro e conservazione indicati dal predetto ufficio.



304. Dal canone di concessione vengono detratte le spese sostenute dal concessionario per il restauro entro il limite massimo del canone stesso. Il concessionario è obbligato a rendere fruibile il bene da parte del pubblico con le modalità e i tempi stabiliti nell’atto di concessione o in apposita convenzione unita all’atto stesso.



305. I beni culturali che possono formare oggetto delle concessioni di cui ai commi 303 e 304 sono individuati con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali su proposta del Direttore regionale competente. L’individuazione del concessionario avviene mediante procedimento ad evidenza pubblica.





Legge 448/1998



Art.19. Beni immobili statali.



6. Possono essere affidati in concessione o con contratto a privati o ad amministrazioni pubbliche, che promuovono e si obbligano ad attuare il relativo progetto, l'adattamento, la ristrutturazione o la ricostruzione di beni immobili non più utilizzati dall'amministrazione statale e dagli enti locali, per la loro proficua utilizzazione da parte degli stessi soggetti e con corresponsione, per il tempo di godimento dei beni, di un prezzo all'amministrazione statale ed agli enti locali fissato tenendo conto dell'impegno finanziario derivante dall'esecuzione del progetto e del valore di mercato del bene. La revoca della concessione o la risoluzione del contratto possono essere disposte, in accordo con il terzo finanziatore, in caso di mancata ottemperanza, da parte del concessionario o del contraente privato, delle obbligazioni assunte con il terzo finanziatore.




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