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Salerno, ecomostri. Miccio: «Il Crescent? Occorre una via d'uscita»
Angela Cappetta
Corriere del Mezzogiorno 3/1/2014

«Sono in difficoltà, ho bisogno di un buon avvocato»

SALERNO — Appena si insediò a capo della soprintendenza Bap di Salerno, alla richiesta di un parere sul Crescent, Gennaro Miccio lo definì "ingombrante", alzando un polverone. «Fu un commento spontaneo e personale, un'impressione, che anche se permane, non conta niente di fronte a una pronuncia del Consiglio di Stato», sottolinea adesso che un parere ufficiale Miccio è chiamato a darlo. E non da "semplice cittadino", come ha fatto in passato, ma da dirigente pubblico.
Ha letto la sentenza del Consiglio di Stato?
«Si, ma non mi aspettavo che fosse così lunga».
Centotrenta pagine interpretate in modo diverso dalle parti in contrapposizione, Comune e Crescent srl da un lato e Italia Nostra dall'altro.
«Effettivamente è necessario un avvocato esperto per capire quali sono i ruoli e quali le responsabilità che spettano ad ognuno».
Comprese quelle della Soprintendenza e del parere sull'autorizzazione paesaggistica annullata dal Consiglio di Stato. Lei cosa farà?
«In verità, non distinguo ancora cosa chiede a noi il Consiglio di Stato e cosa chiede al Comune che ha rilasciato l'autorizzazione».
Alla Soprintendenza chiede la riformulazione del parere paesaggistico.
«Certo, ma non indica se bisogna fare il processo a ritroso o quale iter amministrativo seguire per evitare ulteriori errori rispetto a quelli già fatti».
Ha la sensazione che il Consiglio di Stato abbia deciso di non decidere?
«No, perché qualche via d'uscita deve pur esserci».
Ha mai pensato che Palazzo Spada stia attendendo gli esiti dell'inchiesta della procura sul sequestro del Crescent?
«Non ci ho pensato, tuttavia credo che nella maggior parte dei casi sia il processo penale che attende l'evolversi di quello amministrativo».
La legge, però, dice che non possono essere sanate le autorizzazioni rilasciate in zone sottoposte a vincoli paesaggistici anche se gli interventi sono stati già realizzati in parte.
«Ed è questo il nodo principale che dovrà essere sciolto. Perciò ho già contattato l'Avvocatura dello Stato. Gli ho già inviato via mail, in via informale, il testo della sentenza».
E poi?
«Poi mi accontenterei di un colloquio informale per individuare i punti che ci riguardano e le procedure da adottare. Dopo di che mi aspetto un parere ufficiale da parte degli avvocati».
Oltretutto, lei personalmente non c'entra nulla in questa storia. Non era ancora arrivato a Salerno quando è stato seguito l'iter che ha portato all'autorizzazione paesaggistica.
«Si, ma devo comunque trattare la questione».
E' stato contattato dal Comune di Salerno?
«Veramente è da molto che non ci sentiamo».
L'attenzione adesso è tutta concentrata su di lei e sul suo parere. E' un peso troppo grande?
«Non posso nascondere di sentirmi in grosse difficoltà. Ho realmente bisogno di un bravo avvocato per rispondere alle richieste del Consiglio di Stato e per restare, contemporaneamente, nell'ambito della legalità».



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