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LECCE-I capolavori dei Girolamini
mostra-evento: a Lecce
 le opere della Quadreria di Napoli
Marinilde Giannandrea
www.quotidianodipuglia.it, 26/12/2013

Nella fioritura di ordini monastici in epoca postridentina, quello di San Filippo Neri aveva come fine listruzione, la predicazione e lapostolato liturgico.
Gli Oratoriani o Filippini giunsero a Napoli nel 1586, furono conosciuti con il nome di Girolamini e crearono uno straordinario complesso monumentale che divenne una delle pi avanzate istituzioni culturali e artistiche della citt. La loro ricca e maravigliosa raccolta, consolidatasi tra la fine del Cinquecento e linizio del Seicento, confermava gli intenti celebrativi, sociali, educativi e culturali dellordine. Fu la prima quadreria pubblica e una tappa obbligata del gran tour settecentesco.
Dal 27 dicembre (inaugurazione ore 18), ventidue dipinti della collezione saranno visibili nellex chiesa di San Francesco della Scarpa a Lecce nella mostra Il racconto del cielo. Capolavori dei Girolamini a Lecce, promossa dalla Provincia di Lecce - Assessorato alla Cultura con il Monumento Nazionale dei Girolamini e la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale di Napoli.
A cura di Fabrizio Vona, Brizia Minerva, Sergio Liguori e Patrizia Piscitelli, si presenta come occasione straordinaria in coerente continuit con le operazioni espositive del Museo Castromediano di Lecce, che negli ultimi anni ha proposto e ricostruito i complessi e articolati intrecci tra Napoli e la Puglia.
Le opere della pittura devozionale documentano non solo gli sviluppi tra tardo manierismo, pittura barocca e rococ ma anche i debiti della pittura pugliese agli artisti di area napoletana. E Fabrizio Vona soprintendente per il Patrimonio storico artistico, etnoantropologico e per il Polo museale della citt di Napoli ricorda che liniziativa rientra nella valorizzazione del complesso monumentale dei Girolamini e nella ricognizione sempre pi capillare delle interazioni tra la capitale del viceregno spagnolo e le sue province.
Nel Racconto del cielo (il titolo tratto da un testo di Gianfranco Ravasi) lo scenario della pittura manierista rappresentato da Francesco Curradi, Pomarancio, Bernardo Azzolino, Girolamo Imparato e Fabrizio Santafede, mentre la densit chiaroscurale del naturalismo testimoniata dai due promotori del caravaggismo napoletano: Battistello Caracciolo con gli effetti in controluce del Battesimo di Cristo (1610) e del Cristo portacroce (1617 ca.) e Jusepe de Ribera, detto lo Spagnoletto. E ancora da Mathias Stomer e Andrea Vaccaro, anello di passaggio tra la generazione del primo Seicento e quella successiva.
Guido Reni, esponente del classicismo emiliano soggiorna brevemente a Napoli nel 1612 e nel 1621 e apre una nuova fase della stagione pittorica con uno stile piacevole e fantasioso. Dopo gli anni 30 e grazie alla sua presenza la pittura napoletana si muove tra i due poli del classicismo e del naturalismo. Dellartista bolognese si pu ammirare Lincontro di Ges con S. Giovanni Battista, tela donata dal sarto di origine pugliese, Domenico Lercaro, che nel 1622 lasci allordine la sua ricca raccolta di dipinti con lobbligo di tenerli esposti nella sagrestia maggiore, di non venderli n alienarli, n anco prestare in modo alcuno.
Nella sezione barocca presente il grande protagonista della pittura napoletana, Luca Giordano, chiamato anche Luca Fapresto per leccezionale velocit di realizzazione delle opere, fu il genius loci dei Girolamini, e accanto al suo San Nicola c il pi tardo Francesco de Mura con Lincontro di San Filippo Neri con San Francesco di Sales, lontana dalla leggerezza cromatica della sua produzione.
Brizia Minerva ha ricordato, durante la presentazione, come il percorso espositivo presenta due momenti rilevanti delle trame tra Terra dOtranto e Napoli: la presenza del bozzetto di Nicola Malinconico (1690 ca.) per la tela della Cattedrale di Gallipoli, che riproduce con poche varianti laffresco della Cacciata dei mercanti dal Tempio di Luca Giordano, e soprattutto la ricostruizione dellApostolato dei Girolamini di Jusepe de Ribera. I tre apostoli della quadreria napoletana sono integrati dal San Bartolomeo, proveniente da una collezione privata leccese. Scoperto da Antonio Cassiano, potrebbe essere il quarto mancante della serie dispersa, accostabile secondo Nicola Spinosa agli apostoli superstiti per affinit stilistiche e compositive. E allo start del percorso espositivo i personaggi cos veri delle tele del Ribera dialogano intimamente tra loro, grazie anche allallestimento di Ester Annunziata, Giulio Mele, Brizia Minerva, Anna Lucia Tempesta e alle luci di Andrea Ingrosso.
La mostra nasce da unidea di Umberto Bile, il conservatore ad interim dei Girolamini, recentemente scomparso. Dopo lo scandalo del furto dei volumi dalla Biblioteca, Bile ha combattuto a lungo per il rinascita del monumento napoletano, lasciando un segno fondamentale nella difesa e tutela del patrimonio artistico nazionale. accompagnata da un catalogo edito da Artem e sar visitabile fino al 21 marzo 2014 (tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19).
In questi mesi il Laboratorio di Restauro del Museo Provinciale di Lecce interverr su due dipinti dei Girolamini, il Cristo fra i Dottori di Giuseppe Simonelli e lAdorazione dei Magi di Niccol Circignani detto Pomarancio.



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