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ECOMOSTRO Punta Perotti, atto d'accusa
La Repubblica, ed. Bari, 06/04/2005

La Cassazione: perch non abbiamo restituito i terreni ai costruttori


Un pesante atto d'accusa contro i costruttori di Punta Perotti arriva dalla terza sezione della Cassazione che ha appena depositato le motivazioni alla sentenza con cui il 27 dicembre scorso aveva negato la restituzione dei suoli. Ai giudici romani aveva fatto ricorso anche l'Aci. Per entrambi la risposta della Suprema Corte stata dura: considerano quella dei costruttori una "posizione non tanto cristallina", e fanno notare all'Aci che avrebbe potuto opporsi al coinvolgimento dei suoi terreni nella lottizzazione.
Le motivazioni con cui stata respinta la restituzione dell'area alle ditte e all'Aci

Cassazione su Punta Perotti "Ecco le colpe dei costruttori"
MARA CHIARELLI
LA POSIZIONE dei costruttori di Punta Perotti "non tanto cristallina", mentre l'Aci di Bari "avrebbe ricavato dalla lottizzazione (abusiva) innegabili, futuri vantaggi". Una doppia e pesante bacchettata arriva dalla terza sezione della Cassazione, che ha appena depositato le motivazioni alla sentenza con cui il 27 dicembre scorso era stata respinta la richiesta di restituzione dei
terreni attigui all'ecomostro.
Ai giudici romani avevano fatto ricorso le tre imprese costruttrici e l'Aci, che non avevano gradito il rifiuto opposto loro dal gip di Bari, Marco Guida, in qualit di giudice dell'esecuzione. Le tre ditte, innanzitutto, avevano sostenuto una serie di irregolarit, a cominciare dalla loro posizione di "terziet" rispetto ai legali rappresentanti. Avevano poi rivendicato l'impossibilit, a loro parere, di confiscare terreni non edificati. E su questa eccezione si era allineata anche l'Aci, affermando anche che la lottizzazione era stata imposta d'ufficio e, in un certo senso, subita.
La risposta della Corte Suprema stata negativa e ben motivata. Dopo aver premesso che "il Collegio condivide l'opinione del gip, ritenendo chiarissima ed inequivoca la sentenza che dispone la confisca e l'acquisizione gratuita al patrimonio del Comune di Bari dei suoli abusivamente lottizzati e dell'intero complesso immobiliare", fa una dura considerazione sui costruttori.
"Tutto ci - scrivono i magistrati - senza considerare che, tranne la posizione dell'Aci, quella delle altre ricorrenti non tanto cristallina, essendo stati penalmente processati per lottizzazione abusiva, quantunque con esito positivo, proprio i legali rappresentanti delle stesse". I rappresentanti legali, infatti, dopo essere stati condannati in primo grado dal gip, al termine di un processo con rito abbreviato, erano stati assolti in secondo grado dalla Corte d'appello di Bari.
Dalle pesanti motivazioni della Cassazione, non esce indenne neppure l'Aci, che aveva affermato di aver dovuto "subire" la lottizzazione, imposta nel 1989 in base ad una legge regionale di nove anni prima. Aveva poi fatto notare di non aver mai richiesto alcuna concessione edilizia e di non aver mai costruito nulla su quei terreni. Ma, per i giudici, non c' spazio neppure per questa tesi: "Alla lottizzazione d'ufficio prevista dalla richiamata norma regionale, sempre che essa sia stata effettivamente applicata all'Aci, sarebbe stato comunque possibile opporsi, come avverso qual-siasi provvedimento amministrativo. E non risulta che ci sia avvenuto".
Ma non basta: "Peraltro dalla lottizzazione anche il predetto Ente - aggiungono e concludono - avrebbe ricavato innegabili futuri vantaggi, pur se non avesse avuto attuale interesse ad edificare".



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