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Nove milioni per far decollare il parco archeologico di Nora
Andrea Piras
L’Unione Sarda 04/04/2005


La strada è tracciata, il viaggio per la rinascita di Nora è però appena cominciato. Ci sono, in cassa, nove milioni di euro. Una manna per le rovine, per la grande area archeologica che da troppi anni dimostra un insopportabile stato di abbandono dovuto proprio alla scarsa quantità di denaro pubblico destinato alla manutenzione ordinaria e straordinaria di questo immenso patrimonio storico e culturale.
Diciannove buste per altrettanti progetti. All'interno, le idee e le referenze professionali per la nascita del parco archeologico di Nora. Nove sono state selezionate nei giorni scorsi, quattro appena sono passate al secondo turno superando il severo giudizio della commissione esaminatrice dell'appalto concorso. Offerte prestigiose, anche da oltre Oceano. E non poteva che essere così visto il prestigio, questa volta, dell'antica città fenicio-punico-romana. I requisiti richiesti erano infatti piuttosto rigorosi, tanto da costringere i partecipanti a unirsi in associazioni temporanee d'impresa per garantire tutte le professionalità richieste.
«Il parco - avverte il sindaco di Pula, Walter Cabasino - cambierà l'assetto turistico ma anche economico di Nora. I lavori, infatti, prevedono non solo la rivisitazione architettonica e urbanistica dell'area archeologica vera e propria, ma anche della zona cosiddetta del prescavo». Perché una cosa è certa. La città antica non è solo quella oggi racchiusa dalla recinzione, ma come spesso spiegato dagli studiosi e dalla stessa Soprintendenza, ben altre ricchezze si nascondono ancora nel sottosuolo nelle aree esterne. Emergenze, come le chiamano gli archeologi, che andrebbero indagate a fondo, e se non riportate in superficie, almeno studiate e classificate. «In particolare - dice il consigliere comunale e capogruppo di maggioranza Gianni Pia - una seconda Nora potrebbe nascondersi nell'area oggi occupata dalle casermette militari e che l'amministrazione comunale, da tempo, sta tentando di riprendersi. Un vero e proprio obiettivo, mai riuscito, che gli ultimi quattro sindaci di Pula (da Antongiulio Corronca a Mario De Donato, da Franco Loi a Walter Cabasino) hanno cercato di far diventare realtà. Ma gli incontri, i confronti, le promesse sono rimasti senza risposta.
«È vero, è un nostro punto fermo e ancora una volta stiamo cercando di riprenderci una fetta di territorio che in fin dei conti ai militari non serve proprio», dice Cabasino. Casermette, edifici a due passi dal mare e a pochi metri dalla città antica che potrebbero ospitare le infrastrutture al servizio del parco archeologico. «Un parco che comunque - aggiunge il sindaco - stiamo pensando come una vera e )6r ffllll6 propria oasi ambientale e archeologica che va dalla chiesetta di Sant'Efisio fino all'isolotto del Cortellazzo»
II turista, il visitatore che arriva davanti alla spiaggia di Nora, davanti all'antico tempio eretto nel punto esatto in cui il guerriero romano Efisio venne decapitato, insomma, deve sentirsi all'interno del parco. «All'inizio di un percorso culturale che lo porterà fin nel cuore delle rovine, a scoprire, passo dopo passo, questo enorme patrimonio», spiega Gianni Pia.
Nove milioni di euro pronti da spendere. Per il parco, certo. Per i nuovi camminamenti, i parcheggi, i servizi oggi praticamente assenti. Ma non solo. «Di questi fondi - ricordano a Pula - una parte sarà interamente destinata per l'area archeologica vera e propria.». Per curare il degrado, per salvare le rovine. Mentre altri fondi, 250 mila euro (ottenuti con l'otto per mille ottenuti dal ministero per i Beni culturali e ricevuti direttamente dalla presidenza del Consiglio dei ministri) saranno sfruttati (almeno così si spera) per il completo restauro dei mosaici. Forse la vera emergenza di Nora.



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