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Legge Stadi, da partiti s a speculazione e scempio ambientale con la scusa del calcio
di Luca Pisapia
21 novembre 2013 IL FATTO QUOTIDIANO


Un emendamento al decreto Stabilit per "regolamentare" la costruzione di nuovi impianti sportivi.

Legambiente: "Una vergogna. Basta che un imprenditore compri un terreno agricolo non edificabile, e quindi a prezzo stracciato, ci costruisca sopra un impianto sportivo e grazie allemergenzialit della norma gli sar consentito costruire case e palazzi"

Nascosta nelle pieghe di un emendamento alla Legge di Stabilit, stata infilata una proposta di Legge sugli stadi che vanifica tutte le resistenze opposte alla vecchia legge, gi respinta lo scorso anno. Il rischio di dare il via libera a una vera e propria speculazione selvaggia con conseguente devastazione del territorio.

Oltretutto questa bozza non riguarda solo gli stadi di calcio (indipendentemente dalla divisione in cui milita la squadra della citt), ma tutti gli impianti a destinazione sportiva a a partire da 500 posti (indoor) o da 2000 (allaperto), per cui gli enti locali dovranno fare richiesta di autorizzazione entro un anno e mezzo. La bozza dellemendamento, pubblicizzato da Letta qualche settimana fa al Coni, prevede lo stanziamento di 45 milioni nel triennio 2014-2016 (10 il prossimo anno, 15 nel 2015 e 20 nel 2016) per uno o pi impianti sportivi nonch insediamenti edilizi o interventi urbanistici di qualunque ambito o destinazione, anche non contigui agli impianti sportivi, che risultano funzionali al raggiungimento del complessivo equilibrio economico-finanziario dellintervento e concorrenti alla valorizzazione in termini sociali, occupazionali ed economici del territorio di riferimento.

Un doppio tuffo carpiato allindietro rispetto alla nuova bozza presentata qualche mese fa dal renziano Nardella, che fa infuriare il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini, che al fattoquotidiano.it dice: E una vergogna, un problema di credibilit per lintero Partito democratico, che dopo lunghe battaglie era riuscito a opporsi alla vecchia legge.

A sentire lambientalista, il punto dolente una frase ad esclusione di residenziali, che avrebbe dovuto apparire nel nuovo testo e che invece stata cancellata, prestando il fianco a ogni tipo di speculazione edilizia e devastazione ambientale. La stessa contro cui lo stesso Pd si era opposto con forza nella scorsa legislatura, bloccando lattuazione della vecchia legge. Ma evidentemente il vento cambiato, e con questa legge arriva il via libera a ogni tipo di progetto e di business.

Adesso basta che un imprenditore compri un terreno agricolo non edificabile, e quindi a prezzo stracciato, ci costruisca sopra uno stadio o un palazzetto e grazie allemergenzialit di questa legge gli sar consentito costruire case e palazzi - spiega Zanchini -. Gli stessi progetti improponibili degli stadi di Lazio e Roma adesso diventerebbero una cosa fattibile, con il costruttore Parnasi che costruendo uno stadio a Tor Di Valle potrebbe edificare un nuovo quartiere con uno scempio indicibile.

Tradotto: lennesimo regalo ai soliti noti, che rischia di avere anche un disastroso impatto ambientale.

In questi giorni si stanno piangendo i morti in Sardegna - ontinua Zanchini e le zone in cui la Roma e la Lazio vogliono fare gli stadi sono zone provate di esondazione del Tevere, zone a rischio dove, grazie a questa nuova legge, per come scritta, sar possibile costruire in maniera selvaggia senza curarsi dei vincoli ambientali e della sicurezza del territorio.

Il calembour della non contiguit poi, gi presente nella vecchia proposta di legge e cassato nella scorsa legislatura, permetterebbe una volta fatto lo stadio agli stessi imprenditori di realizzare interi quartieri da altre parti della citt, magari in zone in cui il piano regolatore non lo permetterebbe e, soprattutto, in comuni gi invasi dal cemento e in cui migliaia di appartamenti sono inutilizzati. Oltretutto, essendo la Legge di Stabilit una procedura speciale, permetterebbe di bypassare ogni tipo di vincolo ambientale: cos nei confronti degli esistenti piani regolatori e di tutte le procedure ordinarie di costruzione che prevedono il coinvolgimento dei Comuni, dei quartieri e delleassociazioni. Per questo motivo anche lonorevole Roberto Morassut (Pd) ne chiede il ritiro, perch generer speculazione edilizia. La realizzazione dei nuovi impianti sar di fatto sostenuta attraverso lattribuzione di nuove previsioni edificatorie anche residenziali e senza limiti di collocazione sul territorio, quindi non si tratter solo di attivit commerciali nei pressi degli impianti.

Questa norma una spinta al consumo di nuovo suolo senza nessuna visione organica di sviluppo equilibrato del territorio. Uniniziativa negativa, inserita in modo assai improprio nella Legge di Stabilit conclude Morassut Non in discussione lopportunit di favorire unampia modernizzazione delle strutture impiantistiche per il calcio ai fini di una maggiore sicurezza e anche redditivit degli impianti per compensarne gli alti costi di manutenzione. Quel che non convince, e personalmente mi riservo di non votare la norma dopo una pi attenta lettura, la commistione che rischia di determinarsi tra un giusto fine sportivo e unennesima intossicazione del mercato immobiliare e del consumo del territorio. Se lispirazione della norma, come facile credere, coincidesse con quella della legge pocanzi ricordata, il favore non si farebbe alle societ di calcio ma ad un pugno di operatori immobiliari e finanziari. Il cemento delle larghe intese, con il pretesto del calcio.



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