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ISERNIA Sulla frana del Macerone sei mesi di promesse a vuoto
Deborah Di Vincenzo
20/10/2013 IL TEMPO





Uno smottamento di circa duecento metri che dal 4 aprile scorso sta paralizzando sei borgate di Isernia e Forlì del Sannio. Le stesse che ora, con l’arrivo dell’inverno,...


ISERNIA Uno smottamento di circa duecento metri che dal 4 aprile scorso sta paralizzando sei borgate di Isernia e Forlì del Sannio. Le stesse che ora, con l’arrivo dell’inverno, rischiano l’isolamento totale. Perché anche solo pochi centimetri di neve, di fatto, impedirebbero a più di duecento persone di raggiungere il capoluogo. Tante proposte, ma – a distanza di sette mesi - ancora nessun intervento concreto per la frana del Macerone. Intanto continuano i disagi per chi vive a Colle Marino, Castelluccio, Collecroci, Vandra, Vuotto e Cerracchio. Da aprile i mezzi pubblici non possono più raggiungere le borgate, perché la viabilità è possibile solo attraverso l’utilizzo di stradine interpoderali. E questo significa che i residenti, per lo più anziani, per raggiungere Isernia, anche solo per una visita medica o per ritirare la pensione, devono poter sperare nell’aiuto di un familiare. Altrimenti sono costretti a muoversi in taxi (che certo non è il mezzo più economico). In questi mesi si sono registrate serie difficoltà di intervento anche per ambulanze e vigili del fuoco. Emblematico quanto accaduto ad un motociclista che ha avuto un incidente nella zona a monte della frana. I soccorritori per raggiungerlo dal capoluogo sono stati costretti ad allungare il percorso di una trentina di chilometri. Per fortuna le sue condizioni non erano gravi. Per non parlare poi degli automobilisti che finiscono fuori strada lungo le vie interpoderali. Solo per miracolo, almeno fino a questo momento, nessuno si è fatto male. E se durante l’estate i disagi sono stati tanti, con l’arrivo dell’inverno le cose possono solo peggiorare, visto che il tratto della statale 17 interessato dal movimento franoso è l’unico percorribile in caso di neve. Perché naturalmente il Comune non possiede mezzi in grado di pulire le stradine di campagna, che tra l’altro hanno una pendenza che, in alcuni casi, raggiunge il 30%. Per questo l’isolamento è un rischio concreto. I residenti, qualche settimana dopo la chiusura della strada, si sono riuniti in comitato, che hanno chiamato Fra Macerone. In questi mesi le hanno provate tutte: dalla minaccia dello sciopero del voto alla raccolta di firme. Dall’esposto in Procura (che ancora non è stato presentato) alla missiva indirizzata al ministro dei Trasporti Lupi. Il loro grido, in realtà, non è rimasto inascoltato perché Regione, Provincia, Comune e Prefettura si sono mobilitati alla ricerca della soluzione più adatta. Il primo progetto è stato presentato dall’ente di via Berta, che ha proposto di realizzare una bretella in grado di bypassare la frana. Costo dell’opera: un milione e duecentomila euro e tempi di realizzazione non proprio brevi. A quella della Provincia si è aggiunta l’idea del Comune di Isernia, che ha invece pensato di riattivare la vecchia Statale 17. Iniziative che non è stato possibile mettere in cantiere, perché su quella strada c’è il vincolo paesaggistico e la Soprintendenza, almeno per ora, non si è espressa, nonostante le varie sollecitazioni. La soluzione tampone è spuntata nel corso dell’ultimo vertice che si è tenuto in Prefettura. Anas e Regione hanno infatti proposto di riattivare il tratto in frana, dopo aver effettuato degli interventi di drenaggio, almeno in superficie, per evitare che lo smottamento si rimetta in moto. E ciò per consentire di gestire l’emergenza e superare l’inverno. I costi, stando a una prima stima, si aggirerebbero intorno ai 300mila euro e i lavori potrebbero essere ultimati in meno di un mese. Unico problema, il reperimento dei fondi. In realtà anche questo aspetto potrebbe dirsi risolto perché l’azienda Valerio, che gestisce la discarica di Tufo Colonoco, si sarebbe detta disponibile a farsi carico dei lavori. La frana infatti sta creando non pochi problemi anche ai mezzi che ogni giorno devono trasportare i rifiuti nel sito che dista pochi chilometri dal tratto interrotto dallo smottamento. La settimana scorsa si è tenuta un’altra riunione in Prefettura. Ma ad oggi i lavori non sono ancora iniziati. I residenti intanto continuano ad aspettare risposte che sembrano non voler arrivare. «L’inverno è ormai alle porte – ha detto il portavoce del comitato Domenico Tortola – e non possiamo più permetterci il lusso di aspettare. Da mesi affrontiamo mille disagi e se entro pochi giorni non avremo risposte, ci prepareremo a nuove forme di protesta per far sentire la nostra voce».

http://www.iltempo.it/molise/2013/10/20/sulla-frana-del-macerone-sei-mesi-di-promesse-a-vuoto-1.1182303


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