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Agli Uffizi la grande incognita della tettoia di Arata Isozaki
S.Pi.
Sole 24 Ore Rapporti 2/4/2005

Sono passati più di cinque anni da quando Arata Isozaki vinse il concorso intemazionale per l'uscita dei Nuovi Uffizi, ma ancora nessuno può dire se la maxi loggia in acciaio e pietra progettata dal grande architetto giapponese per coprire piazza Castellani sarà realizzata. Di sicuro, per adesso, c'è solo che l'opera - destinata a lasciare un segno contemporaneo "forte" nel centro storico fiorentino - non si farà com'era stata pensata e sviluppata.
A sospenderne la realizzazione sono state non tanto le proteste di esperti d'arte e di personaggi famosi, che pure si erano levate a più riprese, quanto gli scavi archeologici in piazza Castellani, che hanno portato alla luce reperti definiti dal ministro per i Beni culturali Giuliano Urbani «di eccezionale rilevanza per la storia della città intorno alla fine del primo millennio». E siccome uno dei pilastri portanti della loggia firmata Isozaki andrebbe a poggiare direttamente sopra le
nuove scoperte, il ministero nei mesi scorsi ha bloccato il progetto fiorentino, suscitando le proteste del Comune e il malumore dello stesso Isozaki.
L'architetto non ha comunque rinunciato all'incarico, e tra pochi giorni (il 13 aprile) farà un sopralluogo al cantiere per decidere se è possibile rivedere il progetto iniziale, adattandolo alle scoperte rivelate dagli scavi (e magari valorizzandole). La nuova soluzione dovrebbe essere ipotizzata entro maggio. In ogni caso, i tempi si allungheranno a dismisura.
E pensare che l'architetto giapponese — dopo aver vinto il concorso intemazionale bandito nel 1998 dalla Commissione per i Nuovi Uffizi istituita dal ministero per i Beni culturali - aveva firmato in Palazzo Vecchio, il 21 febbraio 2001, sia la convenzione col ministero che lo impegnava a completare il progetto esecutivo della nuova uscita degli Uffizi entro un anno (la realizzazione era prevista entro il 2003), sia l'accordo col Comune per la progettazione preliminare del restauro di piazza Castellani.
La nuova uscita del museo fiorentino (che sta per ampliare e riorganizzare gli spazi espositivi) sarebbe dovuta costare circa sette milioni, da pagare a metà tra Comune e ministero. Numeri e scadenze che oggi appaiono lontani, superati dalle polemiche e dagli scavi. Se Isozaki non acconsentirà a rivedere il suo progetto, la soluzione potrebbe essere un nuovo concorso internazionale che contenga richieste diverse da quelle del primo bando.



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