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Non distruggete i tesori scoperti sotto le piazze
Marina Paglieri
la Repubblica -cronaca Torino 31/3/2005

"Non distruggete i reperti archeologici di piazza Vittorio e piazza San Carlo». Queste parole campeggiavano ieri mattina in un cartellone appeso sul monumento al Conte verde di Pelagio Palagi, di fronte al Municipio. Le avevano affisse alcuni manifestanti che presidiavano quello spazio, per protestare contro la rimozione dei resti di una casa romana emersi durante gli scavi in piazza Vittorio. Poche persone in realtà, ma decise a fare valere i loro diritti di cittadini «che disapprovano lo scempio e si oppongono alla distruzione della storia di Torino». La protesta è partita per iniziativa di Turi Rapisarda e Andrea Marte, due artisti che già si erano battuti alcune settimane a favore della conservazione di quei resti. Non solo quelli della casa romana, ma anche le pietre e le arcate che facevano parte di cantine cinquecentesche, parte delle antiche fortificazioni settecentesche della città e i resti ossei databili all'epoca dell'Assedio diTorino. La protesta riguarda anche piazza San Carlo e in particolare i pilastri di un ponte sei-centesco che era stato costruito per il matrimonio di una regnante di casa Savoia. Il 12 marzo al cantiere di piazza Vittorio era stato affisso un altro cartellone, con la scritta «Non solo Torino barocca. Archeologia in pericolo». Ma ora lo sdegno dei manifestanti si è fatto più veemente, dopo che venerdì è arrivata l'autorizzazione da parte del Ministero dei Beni culturali a rimuovere quei reperti. «Chiediamo di mantenere la promessa di non distruggere né occultare i resti archeologici, ma di riorganizzare il sotterraneo in modo che siano tutti salvaguardati e visibili» stava scritto tra l'altro in un comunicato che ieri veniva distribuito ai passanti. Ma che cosa si risponde da Palazzo Civico?
«Lo confermo, proprio venerdì è arrivata la liberatoria del Ministero, con l'autorizzazione a rimuovere i reperti - dice l'assessore alla Viabilità Maria Grazia Sestero -. Ma d'altronde non vedo che cosa si potrebbe fare di diverso. Se in piazza Vittorio si fosse ritrovato un anfiteatro romano, credo che i lavori del parcheggio si sarebbero fermati. Certo, sono apparsi reperti anche interessanti, che testimoniano però costruzioni già andate distrutte durante l'edificazione degli antichi palazzi in quella piazza. Mi sembra che la soluzione più saggia sia quella, presa dalla Soprintendenza, di creare una documentazione fotografica e poi ricoprire, dopo avere prelevato i reperti più interessanti, che saranno oggetto di studio».
Sestero non esclude però che qualcosa rimanga visibile anche a parcheggio ultimato: «In piazza Vittorio rimarranno tracce del muro fortificato, ridisegneremo forse il perimetro della casa romana, mentre in piazza san Carlo conserveremo all'angolo con via Maria Vittoria alcuni pilastri dell'antico ponte, stiamo inoltre pensando di affiggere documenti sulle scoperte sui muri del parcheggio».



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