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Piazza Armerina - 18 anni di totale inagibilità
Maurilia Brighina
Quotidiano di Sicilia


Edizione dal 08/03/2005 al 14/03/2005

La chiesa del Carmine di Piazza Armerina, in uno stato di completo abbandono, è stata anche teatro di furti d'opere - I religiosi hanno sempre chiesto interventi, che si sono finora rivelati di modesta entità


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La chiesa del Carmine di Piazza Armerina non è fruibile da molti anni. Sorge in Piazza Sottosanti, nel quartiere storico del Casalotto e la sua fondazione risale al 1652. Accanto all'edificio sorge quello che era il convento dei padri Carmelitani, attualmente destinato ad abitazione privata.
L'edificio divenne proprietà statale in seguito all'incameramento dei beni ecclesiastici di fine ottocento.
Oggi versa in condizioni pietose. Il sito ha subito negli anni uno stato di incuria crescente, si sono verificati furti di opere notevoli, e inoltre da qualche tempo è divenuta luogo privilegiato delle colombe. L'incuria ha fatto sì che si presenti totalmente spoglia delle sue opere d'arte mobili, con il portale in pessimo stato.

Entrando, a prima vista, sembra di trovarsi in un deposito anziché in un luogo di culto.
Le infiltrazioni d'acqua sono evidenti e la navata è sporca e piena delle tegole del soffitto che sono state lì accatastate. L'inagibilità è totale.
I religiosi hanno sempre richiesto interventi conservativi, che però sono stati di piccola entità.
Attualmente presenta una copertura realizzata a cura della prefettura (l'edificio appartiene infatti al Fec) a seguito di una denuncia per cedimento statico della torre campanaria. Furono stanziati duecento milioni di vecchie lire per lavori di somma urgenza che fornirono il campanile di catene reggenti e l'edificio di una copertura che avrebbe dovuto essere temporanea.

La copertura, a distanza di tre anni, è ancora lì, e l'asportazione delle tegole ha causato danni dovuti a infiltrazioni idriche.
La comunità cittadina si è sempre interessata delle sorti della chiesa, chiusa ormai da quasi diciotto anni. Il comitato del quartiere Casalotto da tempo si batte affinché sia ridata fruibilità al sito, e tempo fa scrisse anche all'allora ministro Veltroni.
Un interessante punto di vista proviene dai più giovani. La "classe V b" della direzione didattica "R. Chinnici" partecipò qualche anno fa all'iniziativa dell'Unesco e della De Agostini "Progetto Patrimonio dell'Umanità". Scopo del progetto è quello di aiutare la Commissione nazionale italiana per l'Unesco, oltre che gli enti locali e statali, a rintracciare nuovi siti, storici, artistici e naturali da tutelare e da promuovere.

I ragazzi segnalarono la chiesa del Carmine come emergenza che richiedeva recupero e valorizzazione. Nella loro relazione emerge il forte senso di abbandono che assale chi si reca in visita all'interno della chiesa.
«L'animazione e la fretta d'entrare in questa chiesa, ricordata da tanti come un luogo sereno, chiaro, riposante, sono svanite appena messo piede nell'ingresso (…) Già il portone sembrava farci entrare in un luogo poco sicuro, bisognava tenerlo e fare attenzione a tutto - scrivono i ragazzi nella loro relazione all'Unesco - siamo ritornati a scuola con l'amara visione dell'abbandono».

La chiesa fu edificata nel 1652 dai frati carmelitani, i quali si erano insediati in città già dal 1332. In quella data avevano ottenuto dei locali siti presso la collina di Altacura nel quartiere Casalotto.
La torre campanaria (riferibile al gotico catalano) conserva tra i conci di fabbrica elementi decorativi antropomorfi e grotteschi che avevano la funzione di gocciolatoi e portavessilli. L'interno della chiesa, ad una sola navata, presenta quattro altari, ognuno sormontato da un dipinto che versa in pessime condizioni. Gli altari hanno colonne tortili di stucco in stile barocco adorne con teste di angeli e festoni

Sopra il portale d'ingresso, realizzato in arenaria, era situata una statua marmorea della Madonna, attribuita a Gagini.
La statua, che aveva subito deturpazioni, è stata rimossa per evitarne il danneggiamento nel corso dei lavori che l'hanno fornita della copertura. L'operazione ha però di fatto privato la fruibilità pubblica della scultura stessa, che è attualmente in attesa di restauro.

Nella chiesa si conservavano opere di diverse scuole e diverse epoche storiche. Notevole una statua lignea del XVI secolo, raffigurante una Madonna, che attualmente ha trovato collocazione presso la chiesa di S. Filippo.
La chiesa necessiterebbe di un restauro del prospetto, della torre campanaria e dei beni mobili.

Finalmente, nel mese di dicembre, dopo iter burocratici interminabili (si credeva erroneamente che la chiesa fosse della Curia anziché del Fec) l'Assessorato regionale ai Beni Culturali ha indetto la gara di appalto per i lavori di restauro e consolidamento statico della chiesa con l'annessa torre campanaria. L'importo complessivo è di € 1.300.272. Sono previsti diciotto mesi naturali e consecutivi decorrenti dalla data di consegna dei lavori. Il progetto prevede il rifacimento della copertura sia della torre che della Chiesa, il consolidamento della struttura con ripristino delle lesioni e la pulitura delle facciate. Inoltre è previsto il ripristino delle aperture originarie della torre oggi occluse da tamponamenti ed anche il rifacimento della scala interna.

L'assessore Di Vita, sottolineando la comune attenzione, e lo sforzo comune, che contraddistingue diocesi e comune per il recupero dei monumenti ha commentato: «L'enorme patrimonio monumentale della nostra città merita tutta l'attenzione possibile perchè Piazza Armerina possa finalmente essere, di diritto, considerata una città d'arte e non solo la cittadina da attraversare per raggiungere la Villa Romana. Il comune si sta impegnando molto in programmi di riqualificazione urbana in centro storico, sfruttando questi strumenti per dare un volto nuovo alla città storica e recuperare immobili abbandonati dal tempo».

Le fa eco l'on.Tumino, che auspica che il risanamento del Carmine si ponga in una prospettiva più ampia, quale il recupero del centro storico. Auspica uno smantellamento delle costruzioni accanto al chiostro per ridare a questo la sua originale monumentalità (allo stato attuale capita di trovare anche i fili con la biancheria stesa tra un arco e l'altro, n.d.r.).
«Questo risanamento, che è sicuramente importante, va inserito nella questione del centro storico, perché non resti un tassello isolato. Bisogna perlomeno risanare la chiesa di S. Anna, nella quale si vorrebbe fare un auditorium, e S. Maria di Gesù. Se riusciamo a creare qualcosa che sia unito da una logica complessiva in un sistema faremo cosa egregia. Sarebbe importante che l'amministrazione comunale stilasse un elenco di priorità alle quali interessarsi, per accrescere i finanziamenti del Fec».

http://www.qds.it/qds.nsf/(ArticoliWWW)/5056354B5318774AC1256FC100384A24?OpenDocument


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