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Record dì stranieri, Pompei vince la sfida
Carlo Avvisati
IL MATTINO




Week end di Pasqua: il sito archeologico primo in Campania. Alla mostra De Gustibus prevalgono i francesi. Nel weekend 31mila presenze il boom nel lunedì in Albis. Tra i visitatori molti crocieristi Le guide: «Speriamo che duri»

POMPEI. «Vuole sapere perché sono venuta a vedere gli scavi? Perché in Germania non li abbiamo». È dalla risposta di Greta, tedesca quarantenne per la prima volta a Pompei, che si capisce quale sia l'importanza culturale e turistica di un territorio, assieme ad Ercolano, unico al mondo. In una stagione turistica che stenta a decollare, Pompei diventa regina delle presenze di Pasqua: trentunomila visitatori nell'ultimo weekend hanno affollato decumani e vicoli della città antica. Nella giornata del lunedì in Albis il boom: 14.739 turisti. Primo posto, quindi, tra i siti di maggiore attrazione della Campania.
La decisione dei tour operator di guardare a Pompei come meta d'elezione è dipesa anche dalle scelte messe in campo dalla Soprintendenza che per questa primavera ha puntato sulla mostra «De Gustibus, dall'orto alla tavola». Un itinerario che durerà sino al 26 giugno e che si sviluppa lungo i termopoli (bar) e la tabernae (cantine) di via dell'Abbondanza, fermandosi negli orti e nei giardini delle più
belle dimore per proporre a chi le visita la dimensione della varietà alimentare su cui potevano contare i pompeiani prima dell'eruzione del 79 d.C. Un percorso, quello di «De Gustibus», scelto in maggioranza dagli studenti stranieri, francesi in particolare, secondo quanto emerge dai dati degli operatori di settore. Pochissimi, invece, i gruppi di studenti italiani. Gli altri, gli adulti, con minor tempo a disposizione scelgono il percorso consigliato dalle guide. Ovvero, puntano alla visita che permette di vedere i classici di Pompei: soprattutto Lupanare e Casa dei Vettii. Restando, in quest'ultimo caso, del tutto delusi. I due edifici, sono chiusi quasi da un anno per restauro, necessario e non più rinviabile. A sostituirli, per quello che è possibile, sono le Terme Suburbane, con il loro corredo di quadretti erotici, e la Casa della Caccia antica.
«Deviamo i flussi - sottolineano le guide - appunto su altre case come quella della Caccia antica, o del Fauno; o, ancora, nella Casa di Pansa». In particolare, le presenze turistiche negli scavi, spalmate su tutto l'arco dell'anno, vedono in prima fila gli anziani e i gruppi sociali. Per quanto riguarda, invece, gli stranieri, in prima fila giapponesi, statunitensi e gli europei.
«Adesso, quelli che stanno andando per la maggiore -dicono ancora gli operatori turistici- sono i gruppi che arrivano dalle crociere che si muovono lungo le rotte mediterranee: speriamo che duri».
Un altro contributo alla promozione degli scavi è data dalle diverse mostre in giro per il mondo tra cui «Storie da un'eruzione» e «In Stabiano». Persino alcuni reperti d'argento (forse saccheggiati dai popoli locali a centurioni d'origine pompeiana) di squisita fattura e ritrovati nella lontana regione dell'Astrakhan, attualmente in esposizione a Roma nella mostra «I Tesori della Steppa», hanno contribuito a veicolare la fama di Pompei.



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