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LIVORNO - Un museo per le Teste della burla di Mod
di Marco Gasperetti


Luglio 1984: i tre ragazzi della Burla delle Teste hanno appena scolpito la loro opera darte

E cos saranno trentanni, il prossimo anno. Tre decenni da quel leggendario 24 luglio del 1984, il giorno dellimprovvida draga che fece partorire dalla melma dei Fossi Medicei le prime due false teste di pietra serena, una delle quali scolpita con un trapano elettrico da quattro (poi diventati tre), studenti universitari livornesi. Da allora le statue (tre in tutto) della pi sorprendente, fantastica e pedagogica beffa intentata alla casta dei critici darte, marciscono allombra di umidi magazzini comunali. Ma adesso qualcosa si sta muovendo: i tre ex studenti burloni ribadiscono pubblicamente che, se le teste saranno esposte finalmente, rinunceranno ogni pretesa di possesso. E una buona notizia, perch come sostengono i critici darte, le teste dovrebbero stare in un museo o nella casa natale del pittore come esortazione allumilt e al senso critico. Chiss, forse anche Mod ne sarebbe contento.

Una delle stanze della casa natale di Modigliani in via Roma 38 a Livorno (Foto Simone Lanari)

Sostiene Pietro (e il nome sembra una coincidenza del Cielo) che quelle pietre non sono teste di struzzo e, io e i miei compagni da tempo chiediamo che siano esposte. Non vogliamo neppure un centesimo e se ci saranno guadagni devono finire nelle casse comunali. Pietro ha anche un cognome, Luridiana, un informatico di 49 anni, sposato con tre figlie che gestisce un negozio di computer a Livorno. E uno dei ragazzi della burla (gli altri sono Michele Ghelarducci, che si occupa di spedizioni internazionali, Francesco Ferrucci, oncologo dellquipe di Umberto Veronesi, e Michele Genovesi, economista, che per dopo aver scolpito la testa lasci il sodalizio e oggi vive in Svizzera) e da allora non ha mai smesso di sognare per la sua testa e le altre due scolpite dallartista Angelo Froglia morto nel 1997 a 42 anni, una degna collocazione.

Solo perch sono convinto, come del resto gli altri miei compagni, che le pietre della beffa siano una risorsa per Livorno spiega -, un esempio unico nella storia dellarte (anche se non sono pezzi darte) e nessuno capisce, neppure allestero, per quale motivo siano tenute nascoste. Sulla beffa di Mod sono stati scritti saggi, prodotti video e inchieste giornalistiche dei pi importanti media mondiali. Un documentario trionfa nella libreria dei film dautore di iTunes, il grande store mondiale della Apple, con decine di migliaia di acquirenti, altre inchieste e reportage sono nel palinsesto dei pi importanti network internazionali per il prossimo anno, la celebrazione del trentennale. E a Livorno le teste stanno al buio, quasi sotto terra, come gli struzzi appunto. Perch Pietro Luridiana?

Domanda posta alla persona sbagliata risponde -. Chiedetelo al Comune. Due anni fa parlai con lassessore alle Culture, Mario Tredici, e mi disse che si sarebbe impegnato per esporre le teste. La stessa promessa laveva fatto il suo predecessore. Nulla successo. A Tredici, un po per provocazione e un po sul serio, avevo proposto di esporle nel nuovo acquario di Livorno. In una vasca con lacqua dei Fossi e qualche muggine, a costo zero e, ne sono sicuro, con un sacco di visitatori disposti a pagare il biglietto. Certo, un museo o la casa natale di via Roma 38, sarebbero luoghi migliori, come sostengono autorevoli critici darte come Tomaso Montanari, allievo di Salvatore Settis e docente alluniversitario alla Federico II di Napoli.

Guido Guastalla, proprietario insieme al fratello Giorgio della casa (Foto Simone Lanari)

Una ventina danni fa un museo, quello di Lugano, riusc a convincere lamministrazione labronica ad averle in prestito per una mostra. Fu un successo. Partirono anche da Livorno per rivederle. Cero anchio ricorda Luridiana in unintervista al Corriere Fiorentino e fu uno shock. Come molto emozionante fu la visita alla tomba di Amedeo al cimitero di Pre Lachaise a Parigi. Ci ero gi stato da ragazzo, quella volta per onorare Jim Morrison, il leader carismatico dei Doors. Davanti alla sepolcro di Mod e di Jeanne Hbuterne, la sua compagna anche nella morte (si uccise il giorno dopo la scomparsa del pittore ndr) lemozione stata grande. Da informatico Pietro ama la logica. E dunque parla di suggestione. Certo, non pu essere che stato questo meccanismo psicologico a farmi sentire in comunanza con Mod racconta -. Livornesi incompresi, io e lui. Lui tragicamente da genio, nella sua citt ma anche a Parigi (prima della morte), io bonariamente e allegramente per uno scherzo che and al di l di ogni mia, nostra aspettativa. Non volevamo smascherare nessuno, noi ragazzacci burloni, solo divertirci a guardare di nascosto qualche massaia che avrebbe ammirato per poco tempo la nostra opera fino a che gli esperti non avrebbero dato il loro verdetto di falsit. E invece.

Le tre false statue pescate nel luglio 1984 nellacqua melmosa dei Fossi Medicei

E invece i critici, i pi blasonati nellolimpo della critica molto monopolizzata allora ideologicamente, avallarono la sconsiderata ipotesi (che ovviamente compiaceva chi quelle ricerche le aveva decise e disposte) della autenticit e sprofondarono in quella melma dalla quale le Teste erano affiorate. Non solo. Mentre la Livorno della gente se la rideva spassosamente, specchiandosi in tv con quei ragazzacci, il Palazzo mostrava insofferenza e lanciava strali verso gli autori della burla borghesi, figli di pap, fascisti, persino. Fu lUnit, organo del partito di maggioranza che governava la citt, a fermare questa deriva ricorda Luridiana con un bellarticolo che diceva le cose come stavano: noi eravamo solo studenti burloni e un gruppo di critici darte aveva sbagliato. Non cera nessuna ipotesi di lotta di classe. Sorrido ancora oggi. Io mi considero di sinistra da sempre e comunque, lo ripeto, quel gesto era lontano dalla politica e dallideologia anni luce. E oggi, con grande umilt, torno a chiedere che le Teste tornino a vedere la luce.

Una richiesta forte che pare abbia tornato a smuovere le acque del Palazzo. La Grande Burla fa parte della storia dellarte e delle vicende legate ad Amedeo Modigliani. Ed anche un lampo di genio di una citt, Livorno, che da sempre vive dironia. Aprite le secrete, prego, le Teste sono di tutti ormai.

mgasperetti@corriere.it

http://buonenotizie.corriere.it/2013/08/28/un-museo-per-le-teste-della-burla-di-modi/


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