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SICILIA - Trecastagni, la meridiana di Grotta Comune un tesoro da conoscere e salvaguardare
LA SICILIA Gioved 04 Luglio 2013 Catania (Cronaca)


Dopo il mio ultimo intervento sulle piramidi dell'Etna e sulla battaglia del Delta del Nilo tra egizi e popolo del mare, sono stato contattato da centinaia di studiosi interessati alla ricerca di un pezzo della nostra storia, per alcuni versi, misconosciuta fino a qualche decennio fa. Sino ad allora, infatti, gli stessi storici credevano che le piramidi dell'Etna fossero il frutto del lavoro dei contadini per accatastare le pietre laviche rinvenute nei fondi agricoli. Oggi tutti gli storici, grazie alla decifrazione di numerosi papiri egiziani, conoscono la vera origine delle piramidi dell'Etna e delle civilt sicane e sicule, pre-elleniche, vissute in Sicilia tra il IV e il II millennio a. C. In particolare numerose fonti storiche oggi ci parlano dei popoli del maredi cui facevano parte i sardi, i siculi, i cretesi, i micenei, gli ittiti, gli ebrei ed altre minoranze etniche del mediterraneo. Oltre al papiro di Harris (British Museum) che descrive nei particolari la battaglia del Delta del NIlo in cui il faraone Ramses II fece prigionieri 222 siculi (Sheklesh) che, portati a Tebe, tra un tripudio di folla festante, furono tutti evirati (le scene sono riportate nel Tempio di Medi Net e nella tomba di Ramses nella Valle dei Re), vi sono numerosi altri papiri conservati nel museo del Cairo, nel museo egizio di Torino, nel Br. Museum e nel museo di Sanpietroburgo che narrano dei Siculi e del Popolo del Mare che, ancor prima della battaglia citata, venivano arruolati come mercenari nell'esercito del faraone. Numerosi sono stati i ritrovamenti di oggetti egizi in Sicilia: uno scarabeo egizio stato trovato nei pressi di Adrano e frammenti di collana con figure egizie sono conservati nel museo archeologico di Palermo.
In tale contesto, l'area di Trecastagni ricchissima di testimonianze antiche che risalgono al IV millennio a. C. e certamente la piramide di Grotta Comune, nel territorio di Trecastagni all'interno di una propriet privata, rappresenta il monumento megalitico pi antico e pi grande della Sicilia (2000 mq). Ma la particolarit che la rende unica nel suo genere il camminamento sopraelevato lungo circa 50 metri, che divide a met il monumento.
Osservando la posizione di tale camminamento si evince facilmente che esso aveva la funzione di "meridiana". Infatti la punta pi avanzata ad oriente segna il sorgere del sole che durante il giorno attraversa l'intera meridiana per poi adagiarsi nella parte opposta ad occidente. Ancora oggi la lunga meridiana segna il sorgere ed il tramonto del sole anche se attualmente la stessa non indica il percorso esatto del sole poich negli ultimi cinquemila anni l'asse terrestre si inclinato di oltre 10 gradi e pertanto la traiettoria del sole leggermente divergente dalla direzione della meridiana. La piramide di Grotta Comune non solo aveva funzione astronomica ma aveva unche una funzione religiosa e sociale. Ed era proprio qui che si riuniva il popolo di Etnosia, la mitica citt alle falde dell'Etna, i cui resti si possono ancora oggi ammirare sul monte S. Nicol e nell'area pedemontana del monte dove nel VII secolo a. c. si stabilirono i coloni greci che fondarono la citt di Serghetion e dove la Sovrintendenza di Catania ha rinvenuto numerosi reperti. La stessa regina sicula Etnosia, che diede il nome alla citt, citata da Diodoro Siculo e da Strabone il quale ricorda che fu proprio lei a far costruire quel monumento sull'Etna denominato "Torre del Filosofo". La bellissima storia e i grandi tesori di Trecastagni si intrecciano con documenti sparsi in tutto il mondo.
Concludendo possiamo affermare che le piramidi dell'Etna segnano l'inizio di una grande e avventurosa storia di Trecastagni e del nostro patrimonio etnico e culturale. Sta alle prossime generazioni conservare e valorizzare questi tesori che segnando la storia dei nostri antenati, possono rappresentare la ricchezza e l'orgoglio del nostro futuro.
Dott. Carlo Cincotti


04/07/2013



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