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Dopo due anni di indagini torna alla luce ipogeo etrusco
Venerdì 28 Giugno 2013 IL MESSAGGERO







I CARABINIERI
RECUPERANO
PREZIOSI
SARCOFAGI E URNE
CON BASSORILIEVI
E COPERTURE IN ORO

ARCHEOLOGIA
E’ il più ingente ritrovamento di antichità etrusche da decine di anni a questa parte, «è non è ancora finita: le indagini proseguono», dice il maggiore Antonio Coppola, che è a capo del reparto operativo dei «carabinieri dell’arte». Recuperato un intero ipogeo: «La sepoltura della famiglia dei Cacni», spiega il direttore generale per l’archeologia Luigi Malnati: 23 tra sarcofagi e urne, alcune ancora con tracce di integrale doratura, molte con rilievi e storie. «Un’operazione che ci inorgoglisce», afferma Mariano Mossa, il generale a capo del Comando carabinieri per la tutela culturale. E’ venuto anche il ministro Massimo Bray, ed è animato da buone intenzioni: «In Parlamento, riprenderà il cammino la legge per rendere le pene più severe, e dare a chi indaga i poteri di farlo, anche con acquisti simulati, come avviene per la droga».
DAL IV A.C.
Allineate, le urne della famiglia principesca recuperate ancora integre da un paio dei migliori “segugi” che questi carabinieri vantano. Erano a Perugia: una decina d’anni fa, si scava per costruire una casa, «peraltro senza permessi», dice Malnati. I materiali non vengono denunciati. La ruspa li incontra e deturpa. Parte, finiscono a un ristoratore, che ne fa come un ipogeo personale. Poi si cerca di vendere anche il resto. Un trafficante ha una testina calcarea, da uno dei sarcofagi e una foto che lo mostra: «Già successo», spiega Paolo Ferri, ex Pm che ha combattuto gli scavi di frodo come nessun altro. Mostrano la bontà degli oggetti, invogliano all’acquisto. Invece no: ecco i carabinieri. E a poco a poco, il sensazionale recupero. Spiega Malnati: «La prima inumazione precede il 295 a.C., quando i romani battono gli italici. Il sarcofago più antico conteneva le armi». Elmo, scudo, schinieri; ma anche un altro bronzo: il gioco del Kottabos, perché il defunto si potesse divertire nell’aldilà. Le sepolture arrivano fino al II secolo a.C.: «E’ il periodo orientalizzante», denso di sorprese.
IFIGENIA
Poi, continua Malnati, «è stata la pace. Gli etruschi si sono adeguati. E invece delle armi, le figurazioni a sbalzo sulle urne ormai senza scene mitologiche, cioé di guerra, o il grifone che afferra il nemico; ma con Ifigenia, e le Centauromachie: un personaggio che è a cavallo, mi ricorda molto Alessandro». Dice il ministro: «Un pregevole squarcio del nostro passato». Un carabiniere che ha agito, racconta: «Visto il ritratto di Ifigenia, il primo dei tre, abbiamo chiamato così l’operazione. L’urna con le tracce dell’oro che la rivestiva era, ovviamente, “il sarcofago d’oro”; il mercante che alla fine ha raccontato qualcosa, “Cassandra”. I sarcofagi e le urne sono stupendi; i rilievi ancora in buono stato; «con gli scavi, qualcosa del contesto si potrà ricostruire», conclude il ministro, complimentandosi.
Fabio Isman



Parte da Perugia
l’operazione Ifigenia



Gli scavi sono già ricominciati: dall’ipogeo di Perugia, questi «tombaroli in erba» non hanno prelevato tutto. Ci sono, è vero, tremila reperti recuperati; ma lì sotto resta un sarcofago, e forse parecchio d’altro. A un certo punto, tutto è crollato: «Non erano scavatori professionisti, e hanno lasciato dietro di loro gli oggetti troppo pesanti, e parecchie che consideravano minuzie, ma non lo sono». In cinque sono stati denunciati: però, non rischiamo molto.




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