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San Carlo, Tate al posto di Bertini
Donatella Longobardi
23/03/2005 Il Mattino




Napoli. Jeffrey Tate sarà il nuovo direttore musicale del San Carlo. Lo annuncia il sovrintendente Lanza Tomasi nel corso della conferenza convocata per illustrare il nuovo allestimento della «Walkiria» che debutta domani - siopero permettendo - con la regia di Federico Tiezzi e le scene di Giulio Paolini che ieri mattina ha inaugurato una sua opera nel metrò di piazza Vanvitelli e inserisce il proprio nome nella schiera di artisti che il Lirico napoletano ha chiamato nella spesso insolita veste di scenografi. Ma è la nomina di Tate a dominare, nomina che sarà ufficializzata nel corso del prossimo consiglio di amministrazione. Il maestro annuisce: «In un momento così difficile non potevo che dire di sì». Momento difficile, spiega, per due motivi. Innanzitutto, la morte di Gary Bertini la scorsa settimana, direttore musicale del teatro, che ha lasciato «un vuoto incolmabile». E poi la crisi che attraversa il teatro a causa dei tagli al Fus, il fondo unico per lo spettacolo. Argomento che trova un Tate particolarmente battagliero: «È troppo facile dire “risparmiamo”, il Governo non può concedere un’elemosina alla cultura, alla “vecchia”, vera cultura, un settore che non hané il potere né la forza economica che ha il pop. Con tutte le mie energie intendo lottare e stare al fianco dei musicisti che in questo momento di grande incertezza hanno paura per il loro futuro anche se non credo negli scioperi, ma nel dialogo». È presto, tuttavia, per sapere come si concreterà il nuovo impegno del musicista inglese, già direttore ospite principale al San Carlo - sue una splendida edizione dell’«Enfance du Christ» di Berlioz e un «Konigskinder» insignito del premio Abbiati - e atteso oltre che in questo Wagner con un concerto tutto dedicato al grande sinfonismo del Novecento con un programma dedicato a Elgar, Strauss e Britten. «Certamente - spiega Tate - dovremo stabilire che cosa fare alla luce dei miei impegni, sono sicuro che non potrò subentrare in tutte le opere che avrebbe dovuto dirigere Bertini. Ma la cosa importante è che io sia qui, qualcuno doveva prendere la responsabilità musicale del teatro, anche quando non ci sarò mi si potrà chiamare al telefono o scrivere una mail, risponderò subito». E l’orchestra, maestro? «Ha bisogno di lavoro, in profondità, ma i musicisti hanno ottime possibilità, ci sono giovani entusiasti, pieni di voglia di fare, sono certo che i risultati arriveranno, come in questa “Walkiria”, un’opera difficile da affrontare per un’orchestra non tedesca. Eppure, nonostante il poco tempo a disposizione, mi sembra ci siamo riusciti. Ho chiesto all’orchestra di mettere in evidenza le voci interiori dei personaggi per sottolineare il lirismo dell’opera, fatta di emozioni delicate, sottili. Questa è un’opera “classica”, ci sono elementi che non si trovano in altri titoli di Wagner e neppure in altri della tetralogia, anche se bisogna guardarla inserita nel ciclo». E ricorda, il direttore, la prima volta in cui diresse «Walkiria»: «Non conoscevo bene il tedesco, e passai ore e ore a capire il significato di quei versi. Il secondo atto è un capolavoro, un trattato filosofico politico, il più geniale di tutta la tetralogia per il suo contenuto morale. Per questo credo sia importante e decisivo per il pubblico comprendere bene le parole attraverso i sovratitoli, li trovo indispensabili. Questo libretto - aggiunge - è molto sofisticato, è un dramma con musica alla cui base c’è la tragedia greca. La musica nasce solo in un secondo momento per sottolineare l’interiorità dei personaggi».

23/03/2005
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DOPO UN’ASSEMBLEA
Sulla «prima» minaccia di sciopero




Napoli. Stato di agitazione e sciopero proclamato per la «prima» di domani. Il voto dell’assemblea dei lavoratori del San Carlo arriva dopo circa tre ore di discussione, a volte anche molto accesa, che fa rinviare di due ore l’inizio della prova generale della «Walkiria». Una prova «aperta» ad un pubblico di amici e parenti e anche a un nutrito gruppo di studenti che prendono parte al progetto «All’opera» con centinaia di persone all’ingresso ad attendere e molte altre che invece hanno preferito tornare a casa. La tensione, in teatro, è forte, ma si spera che la protesta possa rientrare per permettere il debutto. Oggi dovrebbe esserci un incontro tra le rappresentanze sindacali e alcuni dirigenti del teatro, mentre il sovrintendente Lanza Tomasi sarà a Roma per il vertice con Ministero e sindacati nazionali di categoria convocato per discutere sulla delicata vertenza nazionale che vede impegnati anche i sindaci-presidenti delle fondazioni liriche per cercare di arginare i tagli al fondo unico per lo spettacolo. Intanto, un altro fronte è aperto sul versante del decreto Asciutti, che inserisce una serie di limitazioni alle fondazioni, compreso il blocco delle assunzioni. Già approvato in Senato e passato alla Camera con alcune variazioni, attende l’ok definitivo. La vertenza sancarliana, però, in questo momento, denuncia altri risvolti. Il documento della Rsu diffuso a tarda sera, infatti, fa riferimento a una «politica unilaterale della fondazione mirata a penalizzare i soli lavoratori senza procedere all’immediata ripresa di un tavolo di confronto con il quale stabilire un reale piano industriale di risanamento, più volte richesto e non ancora ufficializzato». Insomma, se sacrifici devono esserci, che lo siano per tutti.

d.l.





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