LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

I nuovi tesori della Domus aurea scavi, terme e una villa nobiliare
FRANCESCA GIULIANI
La Repubblica edizione di Roma, 23 marzo 2005


I NUOVI tesori dell Domus aurea a Colle Oppio si affacciano sui giardini di De Vico, dove prendono il sole gli stranieri e le scolaresche in gita. Dietro un pesante cancello si apre la galleria numero tre, indicata a numero romano dalla mattonella in cima alla volta. Irene Iacopi, Ida Sciortino, Elisabetta Segala sono le tre archeologhe che hanno seguitai lavori di scavo per la Soprintendenza archeologica. Guardano dentro il tunnel semibuio trattenendo il respiro per l'emozione, pronte a svelare i risultati delle loro fatiche. La galleria è lunga una quarantina di metri, larga cinque: in fondo, una parete dietro la quale si apre l'aula ottagonale della Domus Aurea, quella nella quale l'imperato re Nerone amava sedere su un trono dorato, facendo scendere su di sé una pioggia di petali profumati. Traiano cancellò tutto, la dannazione cadde su queste meraviglie dopo l'incendio che distrusse Roma, quello raccontato nei libri di storia, nei film, nelle guide tascabili degli stranieri.
Apriti sesamo, e la storia ricomincia dentro questo tunnel, dietro il cancello appesantito dalla ruggine e dalle erbacce. Il pretesto per rimetterci mano dopo molti secoli è stata del tutto pratica: l'andirivieni dei visitatori nella Domus Aurea-cento all'ora, mille al giorno - piano piano guasta le pitture, altera il microclima quindi era indispensabile cercare di aprire una nuova uscita.
Niente di più facile che svuotare della terra una delle tante gallerie traianee che tagliano a fette i sotterranei del Colle Oppio. I lavori sono iniziati già nel 2002 con questo obiettivo e con la massima cura perché a Roma le sorprese, quando si tratta di archeologia, sono possibili sempre. E del resto i precedenti in zona non manca-
no: basti pensare al Criptoportico delle Terme di Traiano, distante cinquanta metri in linea d'aria che ha svelato l'affresco della Città dipinta era il febbraio 1998 e da allora i ritrovamenti non sono più finiti.
Le sorprese sono state puntuali anche qui: lungo il tunnel, finalmente svuotato del carico di terra di riporto, si vede oggi una colossale cisterna in mattoni rossicci, imponente e intatta, che si staglia giusto a metà del camminamento del tunnel, piantata di traverso come a voler dire che proprio in nessun caso la si può ormai ignorare. Davanti alla cisterna, almeno tre metri al di sotto del livello del giardino, i resti di un complesso termale, una serie di ambienti ben conservati anche in alzato, con pareti che raggiungono i due metri di altezza, uno dei quali con tanto di copertura a volta, una cabinetta termale, una specie di antichissimo prive di vapori e delizie. Sono tutte tracce di una casa, una villa, edificio privato che
doveva estendersi nella zona dove oggi c'è il verde pubblico, una residenza nobile e sontuosa degna del colle che porta impresse la memoria della casa dell'impe-ratore. «È la prima volta che si dimostra un riuso tardo antico delle strutture sovrastanti la Domus –precisa Sciortino - Qualcosa di simile si ritrova in alcuni monumenti del Palatino che in questa stessa epoca vengono adattati ad abitazioni di lusso». Le tre archeologhe procedono con la cautela del caso, armate
della tranquillità di chi lavora per aggiungere alla Storia anche soltanto una sillaba, ma definitiva. Per questo si limitano a voler rendere pubblica una datazione del tutto generica della domus ritrovata che, spiegano, ha avuto una vita viva e attiva a partire dal IV secolo. «Sono strutture post traianee - commenta Iacopi -Molto resta ancora da verifica-re». Naturalmente, la galleria ha sputato fuori una gran quantità di materiali: soprattutto anfore poi sigilli, ceramiche, frammenti di mosaici delle pavimentazioni, una marea di oggetti piccoli e grandi schedati per unità strati-grafiche in ben 2300 cassette. Il lavoro non gli mancherà per molto tempo ancora.
Intanto, la vita nuova della Domus Aurea continua: il soprintendente Bottini ha trovato un paio di milioni di euro che serviranno a una sistemazione del tunnel numero tre: «Sarà indispensabile lasciare a vista i nuovi ritrovamenti - spiegano le archeologhe - anche se il progetto iniziale, che prevedeva un pic-colo ascensore per far scenderei disabili è stato per il momento accantonato. Oggi la galleria traianea con la sua domus tardoantica, da utilizzare in uscita dalla sala ottagonale della reggia neroniana, è puntellata e attraversata da tiranti in acciaio. I lavori recenti hanno garantito la sospirata impermeabilizzazione delle volte, croce eterna di tutta questa zona, moderna maledizione per le pitture antiche. E grazie ai fondi sarà possibile allargare il percorso di visita. La Domus Aurea, riaperta al pubblico dopo decenni nel giugno del 1999, è visitabile soltanto in parte: tempo un anno il pubblico pò tra accedere anche al lungo corridoio dipinto che oggi si può intravedere da dietro le transenne, con l'aggiunta di una serie di stanze della parte nord Occidentale e la gente risbucare fuori al sole dei giardini attraversando la galleria numero tre, camminando su una passerella sospesa sulla Storia.



news

01-04-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 1° aprile 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news