LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Discutiamo con i cittadini i grandi lavori
di Andrea Orlando*
9 giugno 2013



La crisi del turbo capitalismo e la crisi tout court in generale hanno aperto la strada, almeno in astratto, a una consapevolezza diffusa dall'esigenza di assicurare uno sviluppo sostenibile. Ma questo parametro, riferito in astratto al minor consumo di risorse naturali possibile, provo a semplificarla così, non può essere applicato come se questo "minor consumo" sia un dato oggettivo misurabile nello stesso modo da chiunque e ovunque. È vero semmai il contrario: quel metro non è sempre identico.
E non lo è per molte ragioni (si pensi alle innegabili diversità territoriali di ordine socioeconomico, occupazionale, geomorfologico, ambientale, paesaggistico e potremmo continuare). È la pretesa di immutabilità del sistema di misura una delle cause dello stallo nella realizzazione di progetti, siano impianti o infrastrutture, regolarmente approvati dalle istituzioni competenti ma spesso mai realizzati perché bloccati dai cittadini che non li accettano in quanto percepiti come frutto di decisioni "calate dall'alto" nonostante siano state assunte da rappresentanze democraticamente elette.

La reazione spontanea quasi automatica dei cittadini ad una profonda diffidenza per molti interventi che modificano il territorio è uno dei sintomi della crisi della democrazia rappresentativa. Non è questa la sede per affrontare le complesse cause di questo fenomeno (crisi degli stati nazionali e delle classi dirigenti, assenza di programmazione, cosciente diffidenza verso le acquisizioni scientifiche solo per citarne alcune) ma non possiamo certo attendere di rimuoverle tutte per dare risposta a una domanda di partecipazione che è la condizione per superare questo ormai insopportabile stallo decisionale.
È da qui che occorre ripartire se davvero si vuole colmare il gap infrastrutturale che secondo i più accreditati osservatori affligge il nostro Paese e rimettere così in moto la nostra economia, creando occupazione e ristabilendo un nuovo clima di fiducia fra cittadini e amministratori. Si tratta di chiudere un'epoca per aprirne un'altra, attraverso la presa d'atto che il modello (asettico e tecnocratico) delle procedure autorizzative previste dalla normativa vigente (Conferenza di servizi, Via, Aia), è divenuto, da solo, insufficiente a dare garanzie sulla fattibilità concreta di un progetto. Quel modello riesce oggi (e non sempre) a garantire la legittimità di un iter e di una decisione finale, ma non l'effettiva realizzazione del progetto approvato.

È sempre più evidente, infatti, che quest'ultima dipende dalla "accettazione" da parte delle popolazioni locali e dei portatori di interessi diffusi, un consenso che a sua volta è in funzione della possibilità che viene loro data di essere coinvolti e resi partecipi. Ecco l'altro punto essenziale: i cittadini vanno coinvolti e resi partecipi dal principio. Solo se coinvolgimento e partecipazione vengono garantiti fin dall'inizio, attraverso idonee forme di consultazione, tutte le aspettative (delle istituzioni, delle comunità locali, ma anche dello stesso privato proponente) si potranno commisurare a ciò che, in una data situazione, risulta davvero realizzabile perché "accettato" e, come tale, non è esposto, a posteriori, a conflitti tra livelli di governo, tra amministrazioni, e tra amministrazioni e popolazioni direttamente toccate dalle opere da realizzare.

Ultimata la consultazione, infatti, il proponente il progetto potrà insistere sull'idea originaria (consapevole però dei conflitti cui in tal modo si esporrà), oppure conformare il progetto alla versione "accettata", oppure infine desistere, ove le modifiche necessarie per renderlo "accettato" finirebbero per stravolgerlo. È per queste ragioni che avverto la responsabilità di sottoporre all'esame del Consiglio dei ministri, prima dell'estate, la decisione di introdurre nel nostro Paese, senza incidere in modo rilevante sul costo e sui tempi di realizzazione dei progetti, lo strumento del debat public, già da anni utilizzato con successo in Francia (e, su base sperimentale, in alcune regioni d'Italia), attraverso procedure – vigilate da un soggetto pubblico indipendente – di consultazione delle popolazioni locali e dei portatori di interessi diffusi. Procedure da svolgersi, in tempi certi, nell'ambito del processo decisionale finalizzato alla realizzazione delle grandi opere soggette a Via o degli impianti soggetti ad Aia.

Ritengo il dibattito pubblico una priorità assoluta per il Paese, anzi un elemento essenziale di un nuovo patto sociale che raccolga la sfida di tenere insieme ambiente, paesaggio, sviluppo e lavoro, rendendo le comunità locali parti attive dei processi di trasformazione e governo del territorio, nel quadro di un modello che tenda ad essere inclusivo senza per questo rinunciare ad esigere che anche i "no" siano adeguatamente motivati.
Sono certo che in parlamento il governo troverà su questo tema attenzione e disponibilità raccogliendo un'indicazione contenuta nel documento elaborato dai saggi insediati dal Presidente Napolitano (che al dibattito pubblico fa espresso riferimento).

Ministro dell'Ambiente*

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-06-09/discutiamo-cittadini-grandi-lavori-142427_PRN.shtml


news

01-04-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 1° aprile 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news