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NAPOLI - Pianura, un quartiere abusivo
IRENE DE ARCANGELIS
La Repubblica 04/06/2013, pagina 3 sezione NAPOLI





SUL costone della collina tra Pianura e i Camaldoli avrebbero dovuto - e potuto - esserci soltanto vigneti e frutteti. Orti. Oltre venticinquemila metri quadrati di verde, tutelato dai tanti vicoli a cominciare da quello paesaggistico (piano territoriale paesistico di Agnano-Camaldoli) con destinazione d' uso agricolo anche per il parziale dissesto idrogeologico. Quel costone, peraltro sbancato per i terrazzamenti, è diventato negli anni un quartiere abitato, con scuole per i residenti dalle elementari fino alle superiorie con un istituto alberghiero. Quartiere fuorilegge e pericoloso nato tra il 2005 e il 2012, ma con alcuni "pezzi" già realizzati negli anni Novanta oppure di recente, nel 2012. Mattone selvaggio che però non sfugge agli amanti della legalità. Partono le prime denunce, vengono effettuati i primi, piccoli sequestri. Ieri il mega blitz di carabinierie polizia municipale concentrato su via Pignatiello, su decreto a firma del procuratore aggiunto della Repubblica Nunzio Fragliasso. Tutto sequestrato, anche le strade create per i collegamenti. Quindici indagati tra committenti e proprietari dei suoli. L' accusaè lottizzazione abusiva (il reato di abuso edilizio è già prescritto) che prevede la confisca e la demolizione. Anche se i sigilli non possono, almeno per ora, azzerare la trasformazione negativa del territorio. Un maxi abuso reso possibile anche dalle contorte pratiche burocratiche che, a causa dei mille trucchi applicabili in seguito a una richiesta di condono, rendono gli accertamenti quasi impossibili. I carabinieri del capitano Federico Scarabello avevano sequestrato, due mesi fa, tre ville abusive. Era quello solo l' inizio di un lavoro investigativo fatto in parte con i controlli satellitari e, in parte proprio con le ricerche cartacee sui dati catastali, a caccia di quelle sub particelle spuntate dal nulla proprio attraverso le domande di condono a fine costruzione. Ma ieri gli investigatori si sono trovati di fronte al paradosso di tre scuole abusive. Scuole parificate, regolarmente frequentate da duecentocinquanta studenti che ora trascorreranno gli ultimi giorni in un istituto sequestrato che poi non rivedranno più. Possibile? Le scuole parificate - stessa proprietaria che è poi la direttrice - vicine a tralicci dell' alta tensione dunque pericolose, avevano ottenuto le autorizzazioni amministrative a funzionare pur non avendo il certificato di abitabilità. Materia da approfondire, spiega il procuratore aggiunto Fragliasso, come «quello dei mancati controlli da parte degli enti locali che hanno consentito il protrarsi per anni degli abusi edilizi». I tre plessi, tutti di proprietà del comprensivo "Oasi del fanciullo", ospitavano da tempo una media, una elementare e un asilo, mentre l' istituto alberghiero "San Giorgio" risulta attivo dal 2011. Nessuna autorizzazione a costruire su un' area non lottizzata perché vincolata. Poi il pericolo: i plessi sono infatti sulla fiancata della collina sopra i terrazzamenti. Poi le case e, soprattutto, i capannoni, grandi tra i trecento e i settecento metri quadri. Tutti occupati da attività di commercio - ad esempio vendite di materiali edili - ma anche due grosse concessionarie di auto. Sette capannoni sequestrati e posti di lavoro perduti. Solo agli affittuari dei depositi fuorilegge sono stati concessi tempi più lunghi per trovare un' altra sistemazione. Strutture che hanno portato i costruttori fuorilegge all' inevitabile realizzazione delle strade mentre, nonostante case e scuole fossero abusive, avevano ottenuto l' allacciamento alle reti fognarie, idriche ed elettriche. Casi che, in parte, risulta a chi indaga, erano noti al Comune di Napoli. Per alcuni degli immobili erano già state emesse le ordinanze di demolizione, ma non erano mai state eseguite. In altri casi erano state respinte le domande di condono ma nessuno era andato a controllare cosa stava succedendo tra Pianura e i Camaldoli. Ancora una volta, sul tema, fanno effettoi dati di Legambiente. Nel solo mese di maggio a Napoli sono state presentate 84.912 domande di condono. Di queste 830 sono state respinte, 36.2643 accolte, 47.818 non sono mai state evase. «Pianura rappresenta l' emblema della lottizzazione abusiva - commenta il presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo - dove il cemento illegale è cresciuto tra inerzia e tolleranza. E' un quartiere dove, secondo le ricostruzione dei pentiti, il cemento illegale è un affare da 70-80 mila euro al mese. E se da un alto la magistratura e le forze dell' ordine continuano il loro lavoro nella lotta alla "Cemento spa", sul condono edilizio si respira aria di larghe intese».



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