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Scala, i sindacati si dividono sul «no» a Meli
C.J.
Il Sole 24Ore, 22/3/2005

MILANO • «La vertenza non è semplice ma c’è lo spirito giusto per lavorare con calma e serenità». Così il prefetto di Milano, Bruno Ferrante, ha commentato rincontro di ieri con i rappresentanti sindacali e dei lavoratori della Scala. «Sono stato incaricato dal sindaco e dal cda per dare un contributo al caso Scala, non ho poteri di prefetto da spendere e ho chiesto di essere legittimato anche ai sindacati, che ora mi riconoscono come interlocutore».
Soddisfatti anche i sindacati. «Da Ferrante — ha detto il segretario milanese della Cgil, Giorgio Roilo — abbiamo saputo che il cda gli ha chiesto di cercare una composizione nella vertenza. Apprezziamo che sia lui a farlo». Roilo ha spiegato che i sindacati hanno posto due condizioni: che si cerchi una soluzione «in tempi brevi, dato che il Teatro è già alla paralisi» e che venga revocato l'incarico al sovrintendente Mauro Meli, «non per ragioni personalistiche, ma perché si è contraddistinto per un atteggiamento provocatorio e di calunnia e delegittimazione delle ragioni che sono alla base della vertenza dei lavoratori». In realtà una delle condizioni, le dimissioni di Meli, non è condivisa da tutti, in particolare dalla Cisl. «Noi non abbiamo fatto alcuna richiesta al prefetto» ha detto Roberto Zambelli. Che ha precisato: «Non vogliamo certo spaccature, ma portare avanti le trattative».
«La palla ora è al tavolo del prefetto — ha concluso il segretario milanese della Uil, Roberto Monticelli —. Dobbiamo lavorare per arrivare alla soluzione migliore possibile. Il cda è in scadenza come il sovrintendente: mi auguro che a novembre ci siano poteri rinnovati tali da ricondurre la Scala alla normalità».
Ferrante aveva già parlato con il sindaco Albertini, con Riccardo Muti e con Meli. Il compito di mediatore — ha precisato il prefetto — è stato affidato «dal cda della Fondazione e dallo stesso sindaco». Il riferimento al sindaco è l'unica risposta, indiretta, alle osservazioni di Albertini che aveva definito Ferrante non un mediatore ma un «assistente alla promozione del dialogo» e che ieri ha ribadito che «il prefetto nella vicenda della Scala non ha poteri effettivi». Per i sindacati «le dichiarazioni di Albertini, con una lettura riduttiva dell'incarico affidato a Ferrante, testimoniano che il sindaco non vuole una mediazione».
Il prefetto, secondo i sindacati, dovrebbe presentare una proposta entro il 4 aprile, in modo da non far saltare il concerto della Filarmonica che Muli dovrebbe dirigere il 7 aprile. Ma lo stesso Ferrante è cauto: «C'è bisogno di ragionare — ha detto —, di lavorare con calma, magari prendendosi un giorno in più ma evitando passi falsi».



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