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Pontile al porto di Ischia, storia di uno scempio
(18 maggio 2013)


Nascer un pontile in cemento armato, lungo 40 metri e largo 25 merti e 30 centimetri, sorretto da una struttura in acciaio, pavimentato da basoli in pietra lavica, sul quale sar realizzato un unico volume che occuper una superficie di ben 210 metri quadri
di GIANNI VUOSO


Ad Ischia, diversi gazebo di una decina di metri quadrati, costituiti da soli quattro pali di legno e una copertura precaria in bamb, devono essere demoliti, su ordine del sindaco e nel rispetto del regime vincolistico imposto dalla Soprintendenza.


Sempre ad Ischia, la Regione Campania, con l'avallo della stessa Soprintendenza e il consenso dello stesso Comune, continua a intervenire sul porto, gi inserito dal ministero per i Beni culturali nell'elenco degli edifici di interesse artistico e storico con vincolo totale.

Dopo l'intervento che, oltre vent'anni fa, nonostante perplessit e proteste, vide la realizzazione di due pontili in occasione dei mondiali "Italia 90", ora si procede all'abbattimento delle due strutture, fatiscenti, per sostituirle con un'opera dal forte impatto ambientale.

Nascer un pontile in cemento armato, lungo 40 metri e largo 25 merti e 30 centimetri, sorretto da una struttura in acciaio, pavimentato da basoli in pietra lavica, sul quale sar realizzato un unico volume che occuper una superficie di ben 210 metri quadri, sormontato a sua volta, da una vela "tesa verso l'alto prevista in acciaio" di colore bianco, munita di impianto fotovoltaico che produrr energia insieme ad una pala eolica situata all'estremit del pontile.

A completamento della struttura, verr issato anche un totem di forma prismatica, alto 6 metri e largo 80 centimetri per lato "infisso a terra e rivestito in alluminio" che servir a "fornire indicazioni relativamente a partenze ed arrivi, oltre ad essere un punto informativo multimediale".

E' un progetto dell'architetto Liliana Di Fiore, concepito insieme al dirigente del settore opere marittime dell'area trasporti della Regione Campania, l'architetto Massimo Pinto, che suo marito.

Un'opera che coster almeno due milioni di euro, provenienti dai fondi europei, per l'abbattimento del vecchio pontile e per la ricostruzione del nuovo.

Sulla vicenda si registra gi un'interrogazione urgente, presentata il 6 giugno del 2011, da Luciano Schifone che, nel sottolineare la necessit di competenze professionali specifiche, rileva che "il funzionario in questione, proveniente dal Commissariato per l'emergenza rifiuti non sembra si sia mai interessata di opere marittime" e cita il notevole ritardo dei collegamenti marittimi afferenti al metr del mare, perch si dovuto prendere atto che gli approdi a Salerno, affidati sempre allo steso architetto, "risultavano non idonei per l'attracco".

In vista dell'inizio dei lavori previsti per il prossimo mese di ottobre, il Comune d'Ischia il 22 aprile ha rilasciato la licenza edilizia numero 23 a Caremar e Alilauro per la installazione di una serie di gazebo in alluminio, sulla cosiddetta banchina del Redentore, per sistemarvi le biglietterie delle due societ di trasporto marittimo Caremar e Alilauro. Responsabile dell'impresa Alfredo Giacometti.

Il progetto, il modo di procedere, l'affidamento dell'incarico, l'avallo della Soprintendenza e l'atteggiamento del Comune d'Ischia, stanno suscitando le ire di associazioni, comitati locali, ambientalisti, studiosi.

Il Centro studi dell'isola d'Ischia, a firma del suo presidente il geologo Antonino Italiano, ha redatto un dossier in cui ricorda l'apertura del porto nel 1854 ad opera dei Borbone, richiama il regime vincolistico evidentemente stravolto, ricorda la sciagura dei mondiali '90, accusa la reticenza delle varie autorit.

La visione della documentazione sottolinea la pericolosit e l'inutilit dei pontili. Il documento afferma infine, che "in un'isola dove a causa dell'abusivismo edilizio, incombono e si susseguono ordini di demolizione, dove le forze dell'ordine devono fronteggiare folle di disperati che scontano una dura lex, nessuno si aspettava che la Regione Campania, seppure attraverso il settore Demanio Marittimo, si rendesse responsabile della plateale infrazione alle normative di salvaguardia di beni culturali e di normative tecniche".

Rosario Coppa, presidente del comitato Portosalvo, aggiunge: "Avrebbero potuto utilizzare i locali della Provincia un tempo utilizzati per l'Ufficio del forestiero e da tempo dismessi, oppure il largo marciapiedi in testa al pontile che sar smontato quando subentrer il nuovo. Eppure il sindaco d'Ischia Giosy Ferrandino anche consigliere provinciale".

Intanto, per la prossima settimana nascer un comitato a difesa del porto, contro un'opera ritenuta inutile, a difesa del famoso Tondo di Marco Aurelio, un conetto centrale nell'ambito di un cratere pi ampio, che anche lo specchio d'acqua del porto, circondato da una serie di opere di notevole interesse storico ed architettonico.

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2013/05/18/news/pontile_al_porto_di_ischia_storia_di_uno_scempio-59108206/


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