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in difesa dei beni culturali e ambientali

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NAPOLI - La parola ai lettori
Guido Donatone
DOMENICA, 19 MAGGIO 2013 LA REPUBBLICA - Napoli


ITALIA NOSTRA
L’AZIONE di salvaguardia del centro storico di Napoli da parte di Italia Nostra risale all’introduzione nel Piano regolatore del 1972 della rigorosa normativa di restauro conservativo. È stato poi lungo l’iter che ha portato all’approvazione da parte del consiglio comunale, nel 2004, del Pr vigente, che ha recepito anche le direttive Unesco sulla tutela e valorizzazione culturale dello stesso centro storico, di cui l’associazione aveva opportunamente chiesto e ottenuto nel 1995 l’inclusione nel patrimonio dell’umanità. In prosecuzione di tale linea di difesa dello straordinario patrimonio monumentale e ambientale napoletano, abbiamo affiancato il Comune di Napoli nella richiesta (2011) al ministero dei Beni culturali di riconoscimento dell’interesse paesaggistico del centro storico-Unesco, previsto dal Codice per i beni culturali e il paesaggio (2004), grazie all’innovativo decreto 63/2008. Siamo stati indotti a intraprendere questa iniziativa per due ordini di motivi. Il primo: oltre all’interesse mondiale, sancito dall’Unesco, e alla predetta disciplina di conservazione, prescritta dal Pr, manca invece il riconoscimento dello Stato del notevole interesse pubblico attraverso l’emanazione del decreto ministeriale, previsto dal citato Codice, che attesti l’impareggiabile valore paesaggistico del centro storico di Napoli (tale riconoscimento non comporta nuovi obblighi dei cittadini di richiedere autorizzazioni per le modifiche interne degli edifici). Il secondo: il programma politico-amministrativo di Gianni Lettieri, candidato a sindaco di Napoli nella tornata elettorale del 2011, riprendeva le linee generali in precedenza preannunciate. E cioè il commissariamento delle funzioni urbanistiche del Comune con i poteri speciali al commissario, in deroga alle normative vigenti, di adottare «tutti gli interventi urbanistici da mettere in campo per evitare ritardi e difficoltà procedurali»: in pratica la drastica revisione del Piano regolatore. I vincoli sul centro storico-Unesco sono avversati da quei settori della destra che hanno cavalcato per fini elettorali le orde sanfediste dei fautori del condono edilizio, e altresì da ambienti di sinistra (di recente ha espresso perplessità sul Pr persino Vittorio Vasquez, già capogruppo di “Napoli è tua”). Ma il problema è più grave se si sanno leggere alcune delle attuali proposte di Gianni Lettieri, il suo Manifesto in qualità di capo dell’opposizione al Comune, e candidato in pectore per la sostituzione di de Magistris, auspicata da destra e da sinistra (solo Umberto Ranieri ha dimostrato la consapevolezza che richiedere immediate elezioni amministrative significherebbe consegnare Napoli alla destra). Ritorno per precisare una precisa proposta di Lettieri. Egli oggi si guarda bene dal parlare di Pr. Afferma che è necessario favorire investimenti
in edilizia da parte dei privati per rilanciare l’economia, fare nuovi investimenti e aprire i cantieri (e fin qui siamo d’accordo), ma aggiunge che il Comune deve «creare i presupposti amministrativi» per innescare tale processo e «far ripartire l’edilizia da parte dei privati per creare subito 40 mila posti di lavoro »! Insomma immagina che l’intera popolazione di un capoluogo di provincia come Caserta venga immediatamente messa all’opera. Quindi non certo per il restauro conservativo del tessuto edilizio storico che non richiede un esercito di sventratori. Si tratta verosimilmente di un nuovo “Risanamento” come quello post 1884. Al contrario Italia Nostra intende perseguire l’attuazione del Pr. Esso prevede, in particolare, la formazione dei piani urbanistici attuativi pubblici, che possono dare forte impulso alle iniziative dei soggetti proprietari, pubblici e privati, per interventi di restauro del patrimonio edilizio storico, ma altresì di radicale rottamazione dell’edilizia “spazzatura” postbellica, che il Pr pertinentemente qualifica come «incoerente con il contesto», e da sostituire, ove possibile, con architettura
di qualità.



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