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HOMO SYMBOLICUS. ECCO IL MOMENTO ESATTO IN CUI SIAMO DIVENTATI UMANI
IAN TATTERSALL
VENERD, 17 MAGGIO 2013 LA REPUBBLICA - R2-CULTURA

La diversit rispetto agli altri viventi non frutto dellevoluzione, ma di un evento improvviso


Noi esseri umani siamo parte a tutti gli effetti del Grande Albero della Vita che abbraccia linsieme delle cose oggi viventi sulla Terra. E siamo saldamente collocati fra i primati, allinterno dellordine dei mammiferi. Ma innegabile che in noi c anche qualcosa di fondamentalmente diverso da ogni altra creatura vivente. A prima vista, naturalmente, la cosa che pi salta allocchio sono le nostre peculiarit fisiche, in gran parte collegate al nostro strano modo di muoverci e riconducibili alla postura eretta e alla bipedalit, ladattamento dei primi ominidi da cui disceso tutto il resto.

Ma la cosa che veramente ci distingue e ci fa sentire cos diversi da tutti gli altri esseri viventi il modo di elaborare le informazioni nel nostro cervello. Quello che solo noi esseri umani facciamo disassemblare mentalmente il mondo che ci circonda in un vocabolario sterminato di simboli mentali. Questa capacit unica si palesa in ogni aspetto delle nostre vite. Gli esemplari di altre specie reagiscono, pi o meno direttamente e in modo pi o meno sofisticato, agli stimoli dellambiente esterno. Ma la nostra capacit simbolica ci mette nelle condizioni di immaginare alternative e di porci domande come Che succede se?. E il risultato che non ci limitiamo a fare semplicemente le stesse cose che fanno le altre creature, solo un po meglio: noi gestiamo le informazioni in modo completamente diverso.

Una delle evidenze materiali delle prime opere di menti simboliche lormai famoso motivo geometrico inciso settantacinquemila anni fa su una placca di ocra levigata nella grotta di Blombos, sulla costa meridionale dellAfrica: insieme a molti altri ritrovamenti lindizio che centomila anni fa, nel continente nero, tirava aria di cambiamenti comportamentali di vasta portata. Quarantamila anni fa circa, questa rivoluzione comportamentale ancora embrionale trov la sua piena realizzazione nelle straordinarie pitture rupestri della regione franco-cantabrica. Societ simili produssero le prime evidenze dellavvento della musica, sotto forma di flauti ricavati da ossa di uccello.

Per comprendere le caratteristiche di questo nuovo fenomeno importante ricordarsi che lHomo sapiens con capacit cognitive moderne non semplicemente unestrapolazione di tendenze precedenti. I ritrovamenti archeologici mostrano piuttosto chiaramente che noi non facciamo le stesse cose che facevano i nostri predecessori, solo un po meglio: ricreando mentalmente il mondo noi di fatto facciamo, nella nostra testa, qualcosa
di completamente nuovo e diverso. E dal momento che questa innovazione radicale rappresenta una rottura totale con il passato, non siamo in grado di spiegarla ricorrendo alla classica selezione naturale, che non un processo creativo.

Che cosa successe, allora? La produzione di cognizione simbolica iniziata in una fase molto recente nella storia del cervello umano. Il nuovo modo di pensare sembra essere nato molto dopo la nascita dellHomo sapiens come entit anatomicamente distinta, e dunque dopo lacquisizione del cervello anatomicamente moderno.
Non c niente di sorprendente in questo, perch le innovazioni comportamentali, e presumibilmente cognitive, di regola sono avvenute durante il periodo di prevalenza delle specie di ominidi esistenti, e non allinizio.
Tutto questo rende ragionevole giungere alla conclusione che linnovazione neurale decisiva stata acquisita come sottoprodotto della grande riorganizzazione evolutiva che ha dato origine allHomo sapiens come entit fisicamente distinta, circa duecentomila anni fa. In altre parole, questa innovazione emersa non come adattamento, ma come exattamento,
cio un adattamento nato per assolvere a una certa funzione e che poi finisce per assolvere anche o soprattutto unaltra funzione indipendente da quella originaria.

Queste nuove potenzialit, che hanno fornito il sostrato biologico per la cognizione simbolica, sono rimaste in sonno fino a quando, sotto limpulso probabilmente di uno stimolo culturale, non si sono concretizzate. La mia idea che questo stimolo stato linvenzione del linguaggio, cio lattivit simbolica per eccellenza.

Per noi, linguaggio praticamente sinonimo di pensiero. Come il pensiero, il linguaggio implica la formazione e la manipolazione di simboli nella mente. E in assenza del linguaggio la nostra capacit di ragionare per simboli quasi inconcepibile.

Immaginazione e creativit sono parte dello stesso processo, perch solo dopo aver creato simboli mentali siamo in grado di combinarli in modo nuovo e di chiedere: Che cosa succede se?.

C di pi: se il linguaggio venuto dopo le trasformazioni anatomiche dellHomo sapiens, allora i primi individui linguistici possedevano gi, chiaramente, lapparato vocale necessario per esprimere il linguaggio, apparato che avevano acquisito inizialmente, una volta di pi, in un contesto a tutti gli effetti di exattamento.

Lexattamento, tra laltro, un evento assolutamente ordinario in termini evolutivi, se si pensa che gli antenati degli uccelli hanno avuto le piume per milioni di anni prima di scoprire che potevano usarle per volare.
Non ci sono dubbi che quello che ci differenzia pi di ogni altra cosa dai Neanderthal e da tutti gli altri nostri parenti estinti il pensiero simbolico: il pensiero simbolico che spiega perch oggi noi siamo qui e loro no.

La capacit cognitiva specifica della nostra specie, dunque, unacquisizione straordinariamente recente, ed il prodotto immediato di un evento di breve durata e probabilmente casuale, che ha capitalizzato i frutti di centinaia di milioni di anni di evoluzione vertebrata.

Tutto questo a sua volta sembra indicare che noi esseri umani non siamo le creature che siamo grazie a una selezione naturale protrattasi per ere intere.

E naturalmente pu aiutarci a capire perch i nostri processi decisionali sono cos contorti, perch i comportamenti umani sono cos spesso irrazionali e autodistruttivi e perch la nostra psiche notoriamente cos impenetrabile.
(Traduzione di Fabio Galimberti)



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