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Scoperto il racket degli antiquari "Ecco la rete dei predatori d'arte"
C. Zagaria
La Repubblica, ed. Bari, 20/03/2005

Nomi eccellenti nelle indagini dei carabinieri, preziose opere rovinate per poterle vendere

Dalla Puglia a Roma, un arresto e 17 denunce

SONO partiti dal Salento e sono arrivati nelle Marche, a Roma, Torino, fino a Londra. Seguendo le tracce di alcuni reperti archeologici trafugati nelle terre d'Otranto i carabinieri hanno scoperto un giro di quadri rub ati e riven duti sul mercato nero a collezionisti "innominabili" a prezzi con sei zeri. Opere anche rovinate per sempre da restauratori senza scrupoli, che hanno sciolto colori e cancellato particolari unici ditele cinquecentesche e seicentesche. L'operazione porta il nome di un pittore fiammingo "Mabuse". I carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Bari hanno arrestato un restauratore e denunciato 17 persone in tutt'Italia. Prove scottanti incastrerebbero notissimi antiquari romani e anche un parlamentare. «Le indagini sono ancora in corso. Non possiamo rivelare particolari delicati». Il tenente Michele Miulli si trincera dietro il silenzio sui nomi dei pezzi da '90, coinvolti nell'indagine "Mabuse".
Si lascia scappare solo che uno dei restauratori indagati è molto noto all'estero, e nella lista de i suoi clienti spicca il nome di Elton John.
Il quadro più prezioso è stato recuperato a Roma: un famoso dipinto del fiammingo Mabuse, appunto, rubato a Londra nel 1982 in una galleria d'arte privata. Il dipinto raffigura il mezzo busto di un famoso viaggiatore portoghese, Damiao De Gois, un uomo barbuto con cappello e cammeo, vale almeno un milione e mezzo di euro. È stato recuperato grazie ad un'intercettazione telefonica tra due restauratori. L'acquirente subito dopo aver comprato la tela aveva visto una foto sul Giornale dell' arte con tanto di avviso: Stolen, rubato. Ha subito contattato i venditori e ha restituito il quadro troppo pericoloso. L'uomo ha telefonato al suo "spacciatore" di opere d'arte, per spiegargli che il quadro era tornato indietro. Ma i telefoni erano sotto controllo.
Le indagini sono cominciate, un anno fa, nell'ambito di accertamenti nei confronti di un antiquario di origine leccese che vive nelle Marche: i militari cercavano reperti archeologici e hanno scoperto un giro di ricettazione di dipinti antichi. Il primo quadro recuperato è un dipinto del Seicento, trovato in provincia di Ascoli nella galleria di
un antiquario: è attribuito al pittore napoletano Giuseppe Recco, XVII secolo, ed era stato rubato a Roma nel 2003. Allo studio degli esperti è risultato restaurato e poi alterato: era stato cancellata con un solvente la testa di una linee che spuntava sopra una natura morta con pesci.
È stato danneggiato anche un dipinto agreste di Jacopo da Ponte, detto il Bassano: un altro restauratore marchigiano, oltre ad eliminare alcune figure, ha opacizzato i colori rossi e brillanti dell'opera del 17esimo secolo. Queste due opere sono state trovate nello studio di Luigi Forlini, 50 anni di Ascoli, che è stato arrestato. Denunciati i due restauratori che
hanno sfigurato i quadri. La maggior parte delle opere recuperate sono state trovate in provincia di Ascoli Piceno: in particolare, a San Benedetto del Tronto. Tra queste, oltre al dipinto di Recco, anche un quadro del maestro Niccolo Stanchi, rubato a Roma nel 2001. Sempre ad Ascoli Piceno, gli investigatori guidati dal ma-
resciallo Stefano De Carolis, hanno trovato anche un dipinto del maestro Jacopo da Ponte, il 'Bassano', XVII secolo, rubato a Roma nel 2003. A Roma, invece, sono state recuperate, tra le varie opere, anche un dipinto attribuito al pittore sei-centesco Rosa da Tivoli, rubato a San Martino in Campo, in Perugia, nel 1992. Numerose altre opere sono state trovate e recuperate dai carabinieri anche nelle città marchigiane di Falconara Marittima Senigallia, Pesaro e San Benedetto del Tronto, a Torino, e a Pordenone. E alla fine sono stati recuperati anche numerosi reperti archeologici provenienti dalla Puglia: tra questi, una scultura in marmo greco acefala di enorme valore raffigurante Minerva o Diana con tunica e corazza.



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