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BAGNOLI - La citt che teme la spiaggia
Andrea Fabozzi
12.04.2013 il Manifesto


La magistratura sequestra l'area dell'ex Italsider e dell'ex Eternit. 107 milioni di euro spesi per una bonifica forse mai avvenuta. Intervista a Vezio De Lucia: Bagnolifutura va sciolta, feudo dei partiti, dice l'urbanista che ha redatto il piano. E Citt della Scienza va ricostruita dall'altro lato della linea di costa

Un'amministrazione memorabile e il suo prodotto pi rivoluzionario. Il ricordo della prima giunta Bassolino legato alla variante per Bagnoli e l'urbanista che quel piano ha preparato, Vezio De Lucia, ne il custode. Piuttosto arrabbiato. Le responsabilit penali - dice commentando il sequestro di ieri - andranno accertate. L'inchiesta della magistratura sembra molto fondata, ma non bisogna distrarsi dalle responsabilit politiche.

Quali sono?
Bagnolifutura ha finito con l'essere un feudo a disposizione dei partiti. vissuta in se stessa e ha consentito alle varie amministrazioni - tutte: Bassolino, Iervolino e De Magistris, ciascuna per la sua parte - di disinteressarsi di Bagnoli. Che invece doveva essere uno dei pensieri centrali della politica napoletana. Non voglio prendermela con lo strumento in s della societ di trasformazione urbana, in qualche altro posto sul modello francese ha funzionato. Ma a Napoli ha finito col non dare conto a nessuno e nessuno le ha chiesto conto. Adesso Bagnolifutura va sciolta.

La giunta chiede altri fondi, ma la magistratura ritiene che quelli spesi fin qui siano serviti addirittura ad aumentare l'inquinamento.
evidente che il problema non pu essere ridotto a una questione di finanziamenti. Il ritardo immane e insopportabile. Cominciai a occuparmi di Bagnoli esattamente venti anni fa. Non possibile che sia stato fatto cos poco e cos male. I paragoni sono sempre difficili, ma il Guggenheim di Bilbao si fatto, bonifica e museo, in sette anni. No, non un problema di fondi, ma di cultura della citt.

In che senso?
La citt, e per essa la politica e l'amministrazione, hanno sempre visto Bagnoli con l'horror vacui. L'idea di base del grande parco pubblico e della spiaggia non mai stata condivisa fino in fondo. Dalla classe imprenditoriale e dai costruttori, e si capisce, ma non solo. Napoli non riesce a liberarsi dalla cultura del cemento. Il parco di 120 ettari sarebbe pi o meno come Villa Borghese, che fu regalata a Roma quando la citt aveva poche centinaia di migliaia di abitanti. Ferrara gestisce un parco di 1.200 ettari. E invece il fior fiore dei sapienti e degli amministratori di Napoli ripete che a Bagnoli non ce lo possiamo permettere.

Eppure la gran parte dei bagnolesi, e dei napoletani, quelli che come dice uno slogan efficace hanno un costume ma non una barca, frequentano quel mare con avidit. Nonostante il fondale e le sabbie restino inquinate, e la colmata sia ancora l.
Secondo me questo desiderio non rappresentato e nemmeno raccolto dall'amministrazione comunale. La spiaggia pubblica non l'accettano. Secondo me, mi auguro di sbagliare ma non lo credo, si sta aspettando l'occasione per rimettere tutto in discussione. L'abbiamo visto ai tempi della Coppa America. Allora sembrava di sentire il sospiro di sollievo, finalmente ci liberiamo dell'incubo del parco. Il punto che la politica dovrebbe orientare la citt, non pu essere a rimorchio di una malintesa opinione pubblica. Se no prevale il peggio. Il primo Bassolino praticamente impose il progetto, ricordo un'assemblea sulla spiaggia nel '94 con i caschi gialli in cui annunci che avremmo fatto l il pi grande parco pubblico della citt. Non prese i fischi, temuti, ma un'ovazione. Lui, operaista, era riuscito a spiegare la nostra idea di risarcimento ai cittadini.

Realisticamente, si pu ancora fare la bonifica?
Assolutamente s. Niente perduto, vorrei essere chiaro. L'area ancora pubblica, il piano ancora quello, si deve solo decidere di metterlo in atto. Una delle cose fondamentali da fare sarebbe aprire subito i fornici del ponte che collega Nisida. Adesso l l'acqua ristagna, si dovrebbe riaprire alla libera espansione delle maree. chiaro che cos salta il porto, ma vogliamo difendere l'interesse dei napoletani e il loro diritto alla spiaggia o gli interessi di chi gestisce un porto abusivo?

Ultima domanda, Citt della Scienza. Va ricostruita l dov', sulla spiaggia?
Assolutamente no, per tutti i motivi che ho spiegato. Coroglio deve tornare ad esser la spiaggia dei napoletani, questo il primo punto del nostro piano, quello in vigore. Citt della Scienza crebbe grazie a un cospicuo finanziamento pubblico contemporaneamente all'approvazione della variante per Bagnoli, che non la prevede. Non poteva star l, ma ci furono appelli di premi Nobel contro l'amministrazione di Napoli. Alla fine si firm un accordo di programma che prevede che una volta ammortizzati i capitali investiti, Citt della Scienza andava demolita e ricostruita al di l della strada. Dove gi c' una parte delle strutture. A questo punto, dopo l'incendio, non vedo il problema. Si ricostruisca pi bella e pi grande di prima, ma dall'altro lato della spiaggia. C' tutto lo spazio che serve.



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