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Cantieri chiusi per la cultura
Sole 24 Ore Sud 18/3/2005

I Progetti integrati (Pi) per i Grandi attrattori culturali della Campania, interventi finanziati con i fondi Por 2000-2006 e destinati alla valorizzazione del patrimonio artistico della regione, fanno i conti con la burocrazia. Le Sovrintendenze, tra rincipali beneficiari di questi progetti, stanno rispettando la tabella di marcia prevista. Tuttavia, come riscontrato in altri modelli di programmazione negoziata sul territorio, a segnare il passo non è tanto l'impegno di spesa, quanto l'apertura vera e propria dei cantieri. Ciò soprattutto a causa della lentezza burocratica dei Comuni interessati. Strutturati per realizzare interventi di completamento e valorizzazione dei luoghi di grande interesse storico culturale, questa tipologia di Pi varata a seguito di un Accordo quadro siglato nel 2001 ha dato il via al processo di integrazione degli interventi, che ha rappresentato una rivoluzione per la pianificazione dello sviluppo del territorio che evidentemente ha trovato impreparati gli enti territoriali. Secondo gli ultimi dati, aggiornati a gennaio, la spesa effettuata per i sei Pi (Napoli, Paestum-Velia, Campi Flegrei, Pompei Ercolano area vesuviana. Certosa di Padula, Reggia di Caserta) ammonta a poco più del 12% di quanto stanziato, circa 99,8 milioni su un finanziamento di oltre 778,654 milioni che a dicembre è stato incrementato di 4,5 milioni per ogni progetto. La cifra dovrà essere spesa entro il 2008 e riguarda la realizzazione di 407 interventi, di cui 313 infrastnitturali e in particolare lavori di restauro. Emerge, dunque, una chiara difficoltà a spendere per i progetti programmati direttamente dal tavolo di concertazione di ogni Pi (l'indicatore dei pagamenti effettuati si riferisce anche ai progetti sponda, quindi già realizzati o in fase di completamento e inseriti nel Pi perché coerenti con il progetto stesso).
Il programma per Napoli e l'area vesuviana risulta essere quello più avanti quanto alla spesa (22,997 milioni), ma comprende 18 progetti sponda già terminati; ha un solo cantiere aperto e 17 interventi in fase di progettazione, sei in fase di affidamento lavori. Gli interventi infrastnitturali hanno una dotazione complessiva di 51 milioni, e per quelli che non rientrano nei progetti sponda sono stati impegnati 2,5 milioni e spesi 59.289 euro. Sulla misura 2.2 per i regimi di aiuto alle imprese, su oltre 10 milioni disponibili, un primo bando ha portato all'erogazione di 840.323 euro. Non sono stati avviati interventi per la formazione e i servizi.
Nell'ambito del Pi Pompei-Ercolano che prevede, tra l'altro, interventi di valorizzazione in chiave turistica e la costruzione di un "Parco Pompeiano", sono stati spesi oltre 19 milioni. Parte dei fondi sono stati destinati alla valorizzazione di ville vesuviane, come Villa Bruno che si può considerare l'esempio di integrazione degli interventi che più corrisponde all'idea proposta da Bruxelles e che con i lavori previsti per l'adiacente Villa Vannucchi, costituirà un vero e proprio polo della cultura vesuviana a 360 gradi.
Per il Pi Paestum-Velia sono stati spesi 17,513 milioni e hanno preso il via tutti gli interventi infrastrutturali (40 in tutto di cui 21 progetti sponda) tranne due. I bandi per i privati con la 2.2 sono stati assegnati e stanno per partire le erogazioni. Il Pi Campi Flegrei, che catalizza la fetta più grande di risone (oltre 300 milioni), segna circa 7 milioni spesi. Tra l'altro è stato fatto l'appalto e sono cominciati i lavori sul progetto Cuma, sono stati chiusi i lavori sul progetto di Cappella a Monte di Precida e sono iniziati gli interventi per il restauro del castello di Baia e il suo allestimento. Per il Duomo di Pozzuoli si è svolta una gara internazionale.
Per il Pi Reggia di Caserta sono partiti gli appalti per gli interventi infrastrutturali, così come prevede il cronogramma, e sono stati già spesi circa 6,8 milioni. Attualmente sono due i cantieri aperti, uno già chiuso e altri tre in fase di apertura. Il Pi Certosa di Padula è arrivato ad una spesa di 5,3 milioni a fronte di un finanziamento complessivo di circa 54,5.
Non sembra aver riscosso un buon successo la misura 2.2 per i regimi di aiuto alle imprese che investono nel settore e specificamente sulla piccola ricettività turistica (fino a 60 posti letto) ed esercizi commerciali tradizionali attinenti ai beni culturali. Sono stati già emessi i primi bandi, differenziati per ogni Pi (in totale 12), fissando tre scadenze — tra giugno 2004 e 31 gennaio 2005 — per attribuire circa 16 milioni. Complessivamente sono state presentate 1.100 domande per i sei progetti, che in parte devono essere ancora esaminate. Per ora sono state approvate solo 253 richieste. II dato può essere attribuito a diversi fattori che vanno dalla mancanza di una adeguata comunicazione anche da parte dei Comuni interessati a criteri molto rigidi fissati dai tavoli di concertazione, dal fatto che bisogna operare in strutture vincolate e in un contesto socio economico non sempre favorevole alla mancanza di interesse per il mercato a cui si fa riferimento.



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