LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Il ministro Urbani declassa Firenze. Musei fiorentini, salta la poltrona di Paolucci
Stefano Miliani
L'Unità - cronaca Firenze 18/3/2005

FIRENZE Declassata a città di serie B. Come se Firenze non custodisse forse la maggior parte del patrimonio artistico mondiale. La notizia che arriva dal ministero per i beni culturali ha dell'incredibile. Per perseguire l'obiettivo della razionalizzazione dei costi, il ministro Urbani ha pensato bene di cancellare la figura di dirigente del polo museale fiorentino e, insieme a questa, anche quella del dirigente dell'Archivio di Stato di Pisa. Cosa significa questo? A livello nazionale è un accentramento, a livello locale è un declassamento. Se un istituto pubblico, ma anche privato, è guidato non dal direttore formalmente incaricato ma da chi ne fa le veci, questi avrà meno potere soprattutto nei confronti dell'amministrazione centrale, del ministero, quando c'è da rivendicare diritti. Per ora a Firenze cambierà poco perché a dirigere il polo museale c'è Antonio Paolucci che è anche a capo del polo museale toscano. Ma quando Paolucci andrà in pensione, ovvero tra poco più di un anno, cosa accadrà?

Apparentemente è solo una faccenda burocratica, un cambiamento di nome. Ma anche per i musei, il patrimonio artistico, i documenti storici vale la regola che può condizionare la vita di noi cittadini: sappiamo tutti sulla nostra pelle che dietro un cavillo burocratico, una frasetta, una parola, possono esserci conseguenze di cui ci accorgeremo solo quando ci pioveranno sulla testa. E allora, ecco cosa succede al polo museale fiorentino e all'archivio di Stato di Pisa: formalmente, non avranno più un dirigente a condurli. Questo perché il ministro per i beni e le attività culturali Giuliano Urbani ha nominato cinque direttori generali nello staff del dicastero, ma dare loro l'incarico è un'operazione che deve essere a costo zero, cioè non deve costare all'erario. Per far tornare i conti allora ha tolto il posto da dirigenti a vari dipartimenti e istituti. Tra questi due sono toscani (ed è difficile sostenere che hanno poca importanza)e perdono il posto da dirigente: il polo museale fiorentino, incarico ricoperto da Antonio Paolucci, che è anche direttore regionale dei beni culturali e, a interim, della Galleria degli Uffizi, e l'archivio di Stato di Pisa, il cui direttore è Giorgio Tori (che dirige anche l'archivio di Lucca).
Cosa significa questo? A livello nazionale è un accentramento, a livello locale è un declassamento. Se un istituto pubblico, ma anche privato, è guidato non dal direttore formalmente incaricato ma da chi ne fa le veci, questi avrà meno potere soprattutto nei confronti dell'amministrazione centrale, del ministero, quando c'è da rivendicare diritti.
A Firenze, nell'immediato, l'effetto di questa decisione sarà nullo e non è che uno domani vedrà i musei chiudere i portoni perché il polo museale non ha più un dirigente. Infatti Paolucci, che aveva l'incarico a interim, c'è e rimane. Ma perché è diret-

tore regionale. Però anche per lui si avvicina il tempo della pensione: tra un anno e mezzo arriva ai 67 anni. Potrebbe chiedere la proroga di tre anni e arrivare ai 70, ma ricordiamoci che questa è la proroga negata alla ex direttrice degli Uffizi Anna Maria Petrioli Tofani e al soprintendente ai beni archeologici di Roma Adriano La Regina. E allora uno deve chiedersi ora cosa succederà al polo museale fiorentino sotto il cui tetto albergano Uffizi, Accademia, il Bargello, i musei di Palazzo Pitti, San Marco, le Cappelle Medicee, le ville medicee di Castello, Petraia e Cerreto Guidi, Palazzo Davanzati, i cenacoli.
«È un declassamento - commenta Enzo Feliciani, sindacalista della Uil beni culturali in Toscana - e lo stesso vale per l'Archivio di Pisa, che è estremamente importante e lo si trasforma in archivio secondaria importanza. Concretamente - spiega -se non c'è titolare anche la spesa non ha rilievo. Per fare un paragone pensate ai giornali: se chi ne dirige uno non ha la qualifica, nei confronti della proprietà è più debole. E questo vuole anche dire che Urbani ha scarsa considerazione dei musei fiorentini, visto lo scenario che immagina. Forse prefigura un'impostazione diversa, tipo fondazione o chissà che altro. Eppure vorremmo ricordargli che i musei fiorentini sono gli istituti con i più alti incassi d'Italia».
Quanto all'archivio di Pisa, come riporta il sito internet tra il tanto materiale possiede pubblicazioni antiche a partire dal Cinquecento, fondi di enti (come l'Opera primaziale) e famiglie locali, la biblioteca della famiglia Toscanelli con volumi antichi e di pregio. Per volere del ministro, per compensare gli stipendi di cinque dirigenti di staff nel ministero, questo archivio non avrà più un dirigente. In italiano questa operazione ha un nome: accentramento dei poteri a scapito di chi tutela la nostra storia e la nostra arte sul territorio e che evidentemente non è mai in cima ai pensieri di Urbani.



news

01-04-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 1° aprile 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news