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Scala/ Bilancio e ultime mosse del CdA
Giovedí 17.03.2005 18:43, affaritaliani

Scala/ I conti della Fondazione: esplode il costo del personale


Analizzando il conto economico si nota un'esplosione dei costi per il personale. La sola voce "Salari e stipendi" è schizzata da 41 milioni e 851mila euro a 44 milioni e 83mila euro. Se si aggiungono gli oneri sociali, i trattamenti di fine rapporto e altri costi, il valore complessivo del personale è balzato a 63 milioni e 150mila euro da 57 milioni e 141mila dell'esercizio precedente.

Al 31 dicembre 2003, il patrimonio netto della Fondazione ammontava a 107 milioni e 847mila euro contro 114 milioni e 744mila di un anno prima. Il risultato di esercizio è stato negativo per 9 milioni e 797mila euro. Il margine operativo lordo è stato negativo per 1 milioni e 829mila euro (nel 2002 era stato positivo per 239mila euro).

Nella relazione allegata al bilancio si legge che "il peggioramento dei costi del risultato rispetto all'esercizio precedente è dovuto all'incremento dei costi della produzione per 3 milioni e 105mila euro, solo parzialmente compensato dal miglioramento del valore di produzione per 1 milione e 37mila euro". Traduzione: il costo del personale è cresciuto più dei ricavi.
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Guardando ai contributi, si nota che lo Stato ha versato 39 milioni e 673mila euro, cifra pressoché invariata rispetto all'anno precedente (39 milioni e 247mila).

Tracollo, invece, del contributo della Regione Lombardia: appena 805mila euro contro 2 milioni e 582mila del 2002. Nella relazione, infatti, si legge: "Deludente appare la decisione della Regione Lombardia che, proprio in un momento così difficile, ha ridotto il supporto ala Fondazione".

Insomma, Roberto Formigoni ha tagliato i fondi al nemico Albertini. Nella relazione, il cda guidato proprio dal sindaco di Milano scrive: "Il contributo della Regione Lombardia, fino all'anno 2000 pari a 3.615mila euro, già ridotto per gli esercizi 2001 e 2002 a 2.582mila euro, si attesta per il 2003 a 1.304mila euro. Una riduzione del 64% in tre anni esprime in modo inequivocavile l'esigenza di una radicale inversione di tendenza!". Al contrario, il Comune di Milano ha mantenuto invariato (6 milioni e 714mila euro) il contributo.

Fra i fondatori privati spiccano i 7 milioni e 200mila euro versati dalla Fondazione Cariplo, un milione di euro in più rispetto all'esercizio precedente. La generosità dell'ente guidato da Giuseppe Guzzetti nei confronti del teatro milanese è al centro di una polemica, dato che alcuni soci della Cariplo la ritengono eccessiva.

Tanto più che gli altri fondatori privati si sono guardati bene dall'incrementare la quota. Anzi, Aem l'ha ridotta da 1 milione e 33mila euro a 258mila. Non solo: Class Editori e l'Espresso hanno completamente cancellato il contributo, con un minor ricavo per la Scala di 1 milione e 34mila euro.

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Per quanto riguarda la ripartizione dei ricavi, il.50,5% delle entrate è arrivata dall'attività ordinaria e dai contributi privati, mentre la parte restante è costituita da contributi pubblici.

A proposito dell'apporto dello Stato, nella relazione si sottolinea come il Fondo unico per lo spettacolo faccia "registrare un trend di costante decremento, né si intravvede una inversione di tendenza. Depurando i valori dagli effetti inflattivi, l'ammontare complessivo (del Fondo) è passato dai 741 milioni di euro del 1985 ai 506,6 milioni di euro del 2003, con una riduzione di circa il 32%". E la Scala ha visto, fra il 1997 e il 2003, la percentuale di spettanza del Fondo scendere dal 16,3% al 14,15%.

Tornando, in conclusione, alle spese per il personale, autentica idrovora di fondi, nella relazione, tra i fatti di rilievo accaduti nell'esercizio 2003, si sottolinea che il 6 ottobre di quell'anno "è stata raggiunto, d'intesa con le organizzazioni sindacali, l'accordo di proroga di due anni delle contrattazioni aziendali in materia di rinnovo dell'integrativo aziendale scaduto il 31 dicembre 2003. Tale accordo consente alla Fondazione, in questo momento di transizione, di affrontare il prossimo biennio 2004-2005 in una condizione di 'sicurezza' dell'attività di programmazione artistica".

Un ottimismo smentito dagli eventi successivi, con l'uscita di scena turbolenta di Carlo Fontana, la sovrintendenza passata a pieno titolo a Mauro Meli, le proteste e gli scioperi dei sindacati, le ripicche di Riccardo Muti, le accuse di Albertini... Il caos, insomma.
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Teatro Scala/ Il cda chiede al sindaco un tavolo con figure istituzionali
Giovedí 17.03.2005 18:08
Il cda della Scala ha chiesto al presidente (e sindaco di Milano) Gabriele Albertini di verificare le condizioni per "l'avvio di un tavolo di ricomposizione che possa avvalersi del contributo di figure istituzionali disponibili a favorire la riapertura del dialogo, nell'interesse superiore del teatro e a garanzia del suo futuro".

In sintesi sembra essersi ufficialmente aperta la caccia ad una figura super partes (in molti parlano del prefetto di Milano, Bruno Ferrante) per ricomporre i dissidi tra i lavoratori del teatro, il maestro Riccardo Muti e il nuovo sovrintendente Mauro Meli.

La lite sindacati-Albertini

Non si placa la polemica sul Teatro alla Scala. Il centrosinistra ha prima presentato e poi ritirato in Consiglio Comunale a Milano una mozione urgente di censura al sovrintendente Mauro Meli (recentemente nominato in sostituzione al licenziato Fontana) per "comportamento antisindacale".

I consiglieri dell'Unione criticano la lettera di Meli al sindaco Albertini in cui erano contenuti dati su più di 300 provvedimenti a favore dei lavoratori eseguiti nell'ultimo periodo da Fontana, e considerati "inopportuni" dal primo cittadino.

"E' uno scandalo: la tessera sindacale è un diritto del lavoratore, e riferire sull'iscrizione a questo o a quel sindacato è un atto antisindacale", ha dichiarato il capogruppo Ds Emanuele Fiano illustrando la mozione che invita esplicitamente il sindaco a chiedere la revoca del mandato di Mauro Meli. Poi l'agitazione dei consiglieri del centrosinistra è rientrata, quando il presidente del Consiglio comunale, Vincenzo Giudice, ha impedito al Consiglio il voto segreto sulla mozione in quanto "Meli è il presidente di una Fondazione di diritto privato, e in quanto tale non sta al Consiglio comunale esprimere giudizi sul suo operato".

Poco prima della protesta, il sindaco di Milano, Gabriele Albertini, era tornato sulla vicenda degli aumenti ai dipendenti per una rettifica.

"Mi scuso per l'imprecisione, che devo correggere. Il sovrintendente Meli mi ha riferito - ha detto il sindaco - che dopo una verifica da parte del personale risulta che dal 1 dicembre 2004 al 23 febbraio 2005 sono stati attuati o avviati ma sospesi, 313 provvedimenti al personale per un costo complessivo di 2.243.759 euro. Nel Consiglio comunale di lunedì scorso avevo parlato di provvedimenti su 274 lavoratori per 2.600.000 euro".

Albertini ha anche detto che il 6% delle persone interessate a questi provvedimenti risultano iscritti alla Cisl: "Lo ammetto, erano pochi ma ce n'erano", ha aggiunto il sindaco.

http://canali.libero.it/affaritaliani/economia/scalabilancio2003.html?pg=2


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