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VILLE STORICHE: Vandali e parassiti i nemici delle ville
pa.mo.
16/03/2005, L'Unità


Oltre 600 ettari di terreno a Roma sono coperti da ville, giardini pubblici e parchi. Gli alberi presenti in queste aree sono oltre 450 mila, un tesoro verde al quale si vanno ad aggiungere le nuove plantumazioni volute dal Comune di Roma, per sostituire i platani e i lecci, malati o danneggiati, che costeggiano le strade della città.
Nel 2004 l'investimento per la riqualificazione del verde a Roma è stato di circa 5 milioni di euro. Investimento che ha consentito di restituire alla città Villa Sciarra, Villa Chigi o Villa Paganini, per molto tempo lasciate in stato di abbandono.

Ma quali sono i passi che consentono di recuperare le piante, i viali e le architetture di questi luoghi consacrati alla bellezza? Quali gli accorgimenti che ne guidano la ristrutturazione?

Si parte con una ricerca di tipo storico -filologico, come spiega Massimo Carlieri, architetto responsabile dell'Ufficio Ville Storiche del Comune di Roma:

Serve allora una ricerca approfondita delle fonti. Quelle iconografiche, prima di tutto, recuperate da vecchie incisioni, affreschi, dipinti. Sono quelle, assicura Carlieri, che meglio delle altre rendono l'effetto che dovevano dare quei luoghi al tempo della loro prima istituzione. Questo grazie all'uso dei colori, naturalmente, ma anche grazie alla prospettiva a volo d'uccello che gli artisti utilizzavano nell'esegui-re le loro opere. Elementi assenti nelle fredde mappe catastali che pure non sono ignorate. Esiste, tuttavia, la possibilità che di una villa o di un giardino sia scarsa o del tutto assente la documentazione originaria. », continua Carlieri.

Una volta scelto il "modello", non resta che dare il via alla realizzazione del progetto. Questo viene approntato dal Dipartimento X, Ufficio VI per la Progettazione delle Ville Stori-che in collaborazione con la sovrintendenza Archeologica di Stato. Non solo: l'avvio di un cantiere per il recupero di una Villa Storica, implica una serie di infrastrutture che spesso sono assenti: un'efficiente rete fognaria, prima di tutto e la presenza di allacci per l'energia elettrica in punti della villa o del giardino che ne sono sprovvisti. Ecco allora che coordinarsi con uffici del comune come quelli preposti alle fognature e all'energia diventa fondamentale.
Tra le ville restituite ai romani nel corso del 2004 c'è Villa Paganini. Un lavoro enorme, costato un milione e 200 mila euro circa. », spiega Maria Grazia Forte che dei lavori di Villa Paganini è stata progettista e direttore. ». La villa è di origine secentesca, ma la documentazione insufficiente e le manomissioni subite nel corso degli anni, come si è detto, costringono i progettisti ad attenersi a modelli più vicini e, dunque, realizzabili. Il risultato propone un modello di giardino all'inglese: percorsi dalle prospettive romantiche, al centro del complesso sorge un laghetto che, racconta Maria Grazia Forte, ». Il risultato propone un modello di giardino all'inglese: percorsi dalle prospettive romantiche, al centro del complesso sorge un laghetto che, racconta Maria Grazia Forte, «Prima del nostro intervento era utilizzato dai ragazzi per fare skateboard. Oggi il laghetto è tornato ad essere il centro della villa».
Diversa la scelta fatta per Villa Chigi. La direzione dei lavori, affidata anche in questo caso a Maria Grazia Forte, si è resa subito conto che l'emergenza era costituita dalla situazione delle piante. La gran parte dei lecci dei villa erano infatti cariati. Infestati da una specie particolare di coleottero chiamato cerambice (cerambix cerdo), un insetto che depone le larve all'interno delle fessure della corteccia. La presenza del cerambice è stata anche alla base del pesante intervento sulla leccesa storica di Villa Borghese: magnifiche querce, alcune delle quali oltrepassano i 300 anni d'età. E' qui, vicino al tempietto della villa, che sorge il più grande e antico leccio della città. », spiega Augusto Burini, responsabile del recupero della leccesa storica, ». La direttiva alla quale si riferisce Augusto è quella che salvaguarda la specie del cerambix cerdo in quanto di interesse naturale.
Tra i nemici di chi ha a cuore il mantenimento delle ville e delle piante appena restaurate, tuttavia, non c'è solamente il cerambice. Tutti, dagli addetti ai lavori ai cittadini, lamentano una scarsa attenzione per la vigilanza. Per proteggere questi luoghi appena restituiti alla città da atti vandalici e semplice maleducazione. Nonostante ogni villa riservi aree sempre più grandi e attrezzate per portare a passeggio i cani, c'è sempre qualcuno che dimentica a casa la paletta con il sacchetto. Ci sono poi i vandali che, dice Maria Grazia Forte, «non si limitano più ad imbrattare i muri: a Villa Chigi sono arrivati a dare la caccia alle anatre».



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