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Monumenti a rischio chiusura : Da Castel del Monte agli altri manieri svevi della regione, dai musei alle sovrintendenze:
Ilaria Ficarella
15/03/2005, La Repubblica, Bari

Beni culturali a rischio chiusura scatta la protesta dei lavoratori
Sono a rischio di chiusura tutti i monumenti pugliesi». A lanciare l'allarme sono i lavoratori delle Soprintendenze pugliesi. I dipendenti dei Beni culturali oggi scenderanno in piazza a Bari, per aderire alla serie di manifestazioni di protesta che i sindacati del pubblico impiego stanno organizzando in tutti i comparti. Ma con una ragione di più. «Da quando — dicono — c'è stata la frantumazione degli enti a tutela dei Beni culturali in Puglia l'intero servizio è stato danneggiato e presto non sarà più in grado di funzionare».

Lavoratori in piazza: "Beni culturali a pezzi e senza soldi "


■ MONUMENTI pugliesi sono "tutti a rischio chiusura». A lanciare l'allarme sono proprio i lavoratori delle Soprintendenze pugliesi. Che oggi scenderanno in piazza a Bari, per aderire alla serie di manifestazioni di protesta che i sindacati del pubblico impiego stanno realizzato in tutti i comparti.
Ma con una ragione di più. «Da quando — dicono — c'è stata la frantumazione degli enti a tutela dei Beni culturali in Puglia l'intero servizio è stato danneggiato e presto non sarà più in grado di funzionare».
Secondo i rappresentanti della Cgil in particolare, a rischio sarebbero tutta una serie di strutture che, già dai prossimi mesi, si troveranno con un numero di addetti alla custodia inferiore alle necessità. È il caso, per esempio, del monumento simbolo della Puglia nel mondo: Castel del Monte.
«Lì il personale di ruolo per la custodia è composto da appena cinque unità — dice Matteo Scagliarini, responsabile del coordinamento Beni culturali per la Funzione Pubblica della Cgil Bari — Quasi tutti sono prossimi alla pensione.
Tutto il resto del personale è composto da lavoratori precari. È soltanto grazie a loro che Castel del Monte viene aperto ogni giorno, per dieci ore al giorno. I loro contratti però vengono periodicamente rinnovati. Non si contano le ore di straordinario e i riposi non goduti. E la situazione, con il frastagliamento delle Soprintendenze è ormai alla soglia del collasso».
La stessa situazione tocca anche al Castello di Trani. Il personale di ruolo per la custodia è composto da otto dipendenti: di questi, uno andrà in pensione il mese prossimo. Nonostante l'insufficienza di personale, il maniero tranese resta aperto undici ore al giorno per tutta la settimana e ai dipendenti tocca ora anche seguire il servizio di biglietteria, visto che è venuta meno la ditta esterna che gestiva tutte le attività collaterali: biglietteria, appunto, e bookshop. Rischia invece addirittura di dover rinunciare alle aperture pomeridiane il Museo archeologico di Altamura. Una decina sono i dipendenti in servizio, cui tocca seguire tutte le attività collaterali. E da qualche tempo — da quando cioè l'appalto esterno è venuto meno—per visitare il Museo nel pomeriggio è necessario prenotarsi almeno in mattinata.
Apre invece soltanto la mattina il Castello di Copertino, che è ret-to da appena quattro addetti al servizio di vigilanza. Al Castello Svevo di Bari invece, secondo la Cgil, sarebbero necessarie almeno altre nove unitàper poter offrire un servizio adeguato. Attualmente, sono 16 i dipendenti di ruolo, distribuiti su tre turni e impiegati anche nell'attività di apertura degli uffici (visto che il Castello di Bari è sede di Soprintendenza). «La situazione a Bari si complica poi in corrispondenza dell'organizzazione di mostre come quella in corso — spiega Scagliarini—Tant'è che oraè stato siglato un contratto conuna società esternaper un servizio aggiuntivo di vigilanza privata».
Ma la questione non riguarda soltanto i monumenti e il rischio di chiusura.
C'è anche la difficoltà, data la mancanza di personale, di gestire gli uffici: a determinare queste difficoltà sarebbe stata, secondo i rappresentanti dei dipendenti, la creazione delle tre nuove Soprintendenze, quella che ha competenza su Bari e Foggia, quella «mista» per Lecce, Brindisi e Taranto, e la direzione generale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia.
«Nell'organizzazione e nella distribuzione delle competenze — afferma Matteo Scagliarini — non si è nemmeno provveduto a sostituire gli amministrativi che sono andati in pensione, la distribuzione territoriale del personale
è sbilanciata per professionalità». L'ufficio di Lecce, a quanto pare, non disporrebbe di personale sufficiente alle competenze assegnate. Gli architetti in servizio nel capoluogo salentino sono soltanto tre; uno solo è il geometra; due gli storici dell'arte; manca ancora
infine la figura del direttore amministrativo. «In totale su Lecce, che segue tre province importantissime — dice il sindacalista — sono soltanto 35 le unità lavorative. E' il paradosso frutto della frantumazione delle Soprintendenze.
Invece di implementare nuove professionalità e distribuire gli organici per competenze e settori, sono state meramente suddivisi i 240 dipendenti complessivi».
Oggi, i lavoratori pugliesi dei Beni culturali si fermeranno, in segno di protestaper due ore. D al-
le 11 alle 13, Cgil, Cisl e Uil hanno indetto assemblee all'Archivio di Stato a Trani, alla Soprintendenza Archivistica della Puglia, alla Biblioteca Nazionale, a Castel del Monte, al Museo di Altamura. All'ingresso del Castello di Bari, l'assemblea si terrà all'aperto.



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