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Il comma diabolico sullo spoils system
Mario Pirani
La Repubblica, 14/03/2005



UNA volta ancora trova conferma il detto secondo cui "il demonio si nasconde nei dettagli".

Montecitorio e Palazzo Madama sono tra i terreni privilegiati di coltura di questi microscopici diavoli, qui travestiti in comma, introdotti di soppiatto in leggi e decreti.

In questi giorni, ad esempio, la Camera sta approvando la conversione in legge di un decreto che scade il 31 marzo, presentato da ben sette ministri con Berlusconi in testa, e che contiene "disposizioni urgenti per l'università e la ricerca, per i beni e le attività culturali, per il completamento di grandi opere strategiche, per la mobilità dei pubblici dipendenti, nonché per semplificare gli adempimenti relativi a imposte di bollo e tasse di successione, ecc, ecc".

Si tratta di un decretone di ben 136 pagine di cui non si coglie l'urgenza e che spazia dallo status dei ricercatori ad un contributo per il teatro sloveno di Trieste, dal regolamento del policlinico Umberto I di Roma all'aggiornamento degli schedari degli italiani all'estero, dalle disposizioni per la documentazione elettronica alle misure di prevenzione contro il morbo della mucca pazza.

Ad arricchire codesta congerie eterogenea contribuiscono inoltre gli emendamenti dell'ultim'ora. E qui veniamo all'oggetto di questa rubrica.

Si tratta di un emendamento all'art. 5, dedicato alla mobilità dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, dove al comma 1-quinquies (notare il latinorum), che copio a delizia dei lettori, è scritto:
«All'art. 23, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, la parola: 'cinque' è sostituita dalla seguente: 'tre', ed è aggiunto, infine, il seguente periodo: 'La disposizione di cui al terzo periodo si applica anche ai dirigenti e ai funzionari laureati appartenenti ai ruoli delle amministrazioni pubbliche che abbiano ricoperto funzioni dirigenziali di livello generale...»

Per spiegare l'arcano giochetto tra 5 e 3 debbo fare alcuni passi indietro e risalire all'ottobre 2002 quando, con la legge Frattini, il governo Berlusconi promosse lo spoils System della dirigenza pubblica, estendendo a tutti i livelli apicali e spogliandola dei criteri di garanzia la precedente legge Bassanini, di centrosinistra, concepita per i vertici massimi dell'Amministrazione.

Il centrodestra generalizzò allora la possibilità di accantonare o licenziare i dirigenti non inodore di piena osservanza e di sostituirli con altri che si sarebbero però trovati con una briglia ben corta al collo.

Il nuovo contratto individuale di tipo privatistico non andava, infatti, oltre i tre anni.

In tal modo il migliaio di dirigenti generali e anche i 4.600 di seconda fascia, fossero nuovi assunti e/o promossi, come anche i confermati per comprovata fedeltà pregressa, dovevano fissarsi bene in testa che l'eventuale riconferma nel precario incarico sarebbe dipesa da una decisione del governo in carica, applicata prima della scadenza della Legislatura, quale vero e proprio test di verifica politica.

Su questa base Forza Italia, An e alleati minori hanno invaso tutti i gangli dello Stato e del parastato con esiti che hanno fatto impallidire il ricordo delle vecchie lottizzazioni.

Ma ora nelle file della maggioranza comincia a diffondersi il dubbio di una possibile sconfitta, dubbio che a cascata si diffonde anche nella nuova nomenclatura entrata in carica, sovente con poca o nulla competenza professionale.

Ed ecco, quindi, quel giochetto delle tre carte più sopra richiamato e presto spiegato: nel combinato disposto delle leggi Bassanini, Frattini ed altri collegati è sancito all'art. 23 che possono transitare nella prima fascia tutti quei dirigenti che, comunque, «abbiano ricoperto incarichi di direzione di uffici generali o equivalenti... per un periodo pari almeno a cinque anni».

Bene, se torniamo ora al decreto in discussione in questi giorni alla Camera, ci accorgeremo che quella variazione da 5 a 3 si riferisce proprio a questo caso, così che, coloro i quali abbiano goduto del contratto triennale in base allo spoils system possano, se hanno ben meritato, riempire anche per il futuro l'intero organico dirigenziale.
A ciò si aggiunga (vedi testo) un'altra piccola chicca—la dizione «funzionari laureati» — ideata per estendere la promozione immediata a direttore generale anche a chi non abbia neppure superato i concorsi per accedere alla dirigenza.

Post scriptum: lo spirito che anima in materia il governo lo si è visto con la recente abolizione delle qualifiche musicali per le nomine a direttore artistico degli enti lirici!



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