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La ricostruzione dellHertziana un modello per i Beni culturali
Coliva Anna
Pagina 41 (01 febbraio 2013) - Corriere della Sera

Recuperi Anche la Nazionale di Archeologia avrebbe bisogno di un intervento simile

Questa istituzione , con lIstituto tedesco di Storia dellarte di Firenze, il luogo topico per studi nel settore

Riapre oggi la biblioteca rifatta con finanziamenti di Berlino
Si inaugurata a Roma, dopo dieci anni di lavori immani e circa 22 milioni di euro di spesa, la Bibliotheca Hertziana (ne ha dato notizia il Corriere il 15 gennaio) e da oggi sar aperta di nuovo agli studiosi.

Con quella di Firenze la pi importante biblioteca al mondo per la storia dellarte ed entrambe sono istituzioni tedesche.

Difficolt di messa a norma, esigenze di spazio, sono state risolte dallistituto che presiede la Bibliotheca Hertziana, il Max Planck Institut, con una radicale ricostruzione moderna delledificio, collocato, sin dalla sua fondazione, nel cuore di Roma, a Trinit dei Monti.

Le facciate antiche su via Sistina e via Gregoriana sono state conservate integre. I vincoli posti dalle antichit romane del sottosuolo, nientemeno che gli orti della monumentale villa di Lucullo, sono stati magnificati da un recupero archeologico che andato di pari passo con il cantiere edilizio. Dieci anni di lavori in cui la biblioteca ha continuato ad acquistare libri, produrre pubblicazioni e attivit culturali e, nei limiti, ha persino consentito lingresso agli studiosi, nonostante questo sia costato uno sforzo organizzativo inimmaginabile agli addetti e ai bibliotecari.

Allinaugurazione, il ministro federale tedesco della Cultura e personalit scientifiche dichiaravano solennemente la fondamentale importanza degli studi di storia dellarte per lintera Europa. Limpegno finanziario e i tempi di attuazione del progetto dimostrano che questa centralit della ricerca scientifica non retorica.

LHertziana era stata fondata nel 1913, ci vuol dire che dopo un secolo qualcuno ritiene ancora che la collocazione a Roma di un centro internazionale degli studi di storia dellarte sia fondamentale per il mondo intero, anche se limpegno finanziario stato tutto di una nazione, la Germania. sempre pi urgente dunque che lItalia faccia la sua parte in favore dellItalia stessa e di Roma e dimostri concretamente di esser altrettanto convinta dellimportanza fondamentale della cultura, almeno quanto lo sono il mondo europeo e americano.

Sono passati troppi decenni in cui inutilmente le personalit pi autorevoli hanno rivolto la propria voce a generazioni successive di governanti affinch dessero degna sede ad un patrimonio librario almeno pari a quello dellHertziana: lIstituto nazionale di Archeologia e Storia dellarte.

Nei momenti migliori hanno ricevuto affermazioni generiche ma il pi delle volte nulla. La nostra Biblioteca nazionale di Archeologia e Storia dellarte costretta e straziata in ambienti angusti di Palazzo Venezia e in vari depositi esterni.Ma la sua sede originaria esiste, da anni inutilmente reclamata: il Collegio Romano, occupato incredibilmente proprio dal ministero dei Beni culturali. Che anche dotato di una seconda immensa sede, San Michele a Ripa Grande, acquistato a suo tempo per essere destinato allIstituto centrale del Restauro perch la sua sede storica era divenuta insufficiente.

Lo scopo originario e lodevole fu subito disatteso: allistituto furono assegnati spazi limitati e residuali ed anche con molte resistenze, mentre limmenso edificio fu occupato dallenfatico apparato del ministero. Come dire che il mezzo, il ministero, si mangiato il fine, la conservazione e il restauro, per il quale stato istituito. Dopo essersi mangiato laltro fine, la biblioteca, cio la ricerca.Questo sarebbe il momento migliore, vista la crisi e visto lo sforzo fatto da un altro Paese europeo per conservare Roma come centro del mondo culturale, perch il prossimo governo e il prossimo ministro diano un segno tangibile ai proclami di rivendicazione del nostro primato culturale con un gesto semplice: restringere in una sola sede lamministrazione dei Beni culturali e restituire alla sua funzione di biblioteca il Collegio Romano.

Sarebbe un atto di portata mondiale e duraturo che realizzerebbe la ragione pi integra di un ministero dedicato al patrimonio culturale italiano. Sarebbe un vero atto di valorizzazione e una bella discontinuit con un recente passato in cui la valorizzazione stata intesa come lostensione di opere feticcio dei grandi del passato inviate in mostra nei Paesi emergenti come madonne pellegrine per supplicare i vincitori di ricordarsi che ci siamo anche noi. E presumere di esser convincenti esibendo con iniziative sciatte i prodotti degli italiani che siamo stati non di quelli che siamo (bench per la loro superficialit rischino di rappresentarci veridicamente), come vecchie mobilia ereditate dalla nonna e sfruttabili a poco prezzo.

Manifestazioni inutili prodotte non da un progetto culturale complessivo e mirato, ma dalle estemporanee iniziative di societ di eventi congiunte al potere di convinzione del promotore di turno che riesca a strappare generici e vaghi capolavori per sorreggere progetti lasciati nellindistinto (capolavori del Barocco o del Rinascimento, Da ... a ... o di chiss quale altro stantio primato). E dove la perizia del genio italiano si riscontra nellabilit raggiunta nella tecnica del trasporto delle opere darte, forse lunico campo in cui manteniamo primato mondiale indiscusso. Mostriamo finalmente non quanto bello Raffaello (lo sanno benissimo e allestero ne hanno purtroppo pi di noi) ma cosa riescono a fare di Raffaello la ricerca e la cultura italiana contemporanee.

Lesempio dellimpegno tedesco per conservare a Roma la Bibliotheca Hertziana ci ricorda che il mondo civile considera larte italiana non come made in Italy ma come patrimonio mondiale e come materia di studio e di ricerca scientifica. Cio un diritto sovranazionale appartenente a tutto il mondo civile, non propriet di una nazione attuale o ancora peggio dellente civile o ecclesiastico che ne il proprietario giuridico: responsabilit transitorie e meramente organizzative per attuare le finalit fondamentali di cui rendere conto al mondo intero.Tali erano le motivazioni dichiarate dalle autorit politiche che laltro giorno hanno riconsegnato agli studi le chiavi della ricostruita Bibliotheca Hertziana.



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