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VERSAILLES - Tornano alla Reggia i capolavori dellAntico
CESARE DE SETA
DOMENICA, 03 FEBBRAIO 2013 LA REPUBBLICA - R2 CULT-Cultura

Il cardinale Jean Du Bellay, rinomato mecenate e collezionista, nel 1534 venne a Roma per tre mesi, e ci torn lanno successivo restandoci per otto mesi (da agosto al marzo 1536), suo segretario fu Franois Rabelais, la cui passione archeologica e umanistica ben testimoniata dal Gargantua, pubblicato nel 1534; Du Bellay, negli stessi anni, protesse Philibert De lOrme, architetto mediatore della tradizione medievale con la nuova koin della rina-
scenza italiana. Questo per dire quale passione per lAntico nutr la cultura francese gi nel secolo XVI. Nel 1556 giungeva a Parigi
Diana cacciatrice, un capolavoro assoluto della statuaria antica, raro dono di papa Paolo IV al re Enrico II. Irresistibile fu lascesa dellAntico in terra di Francia nel Grande Secolo e nel nome del Re Sole.
Il luogo privilegiato di questo culto fu la Reggia di Versailles, che Luigi XIV, partendo da un padiglione di caccia caro a suo padre, nel corso di ventanni trasform in una delle pi fastose residenze dEuropa, grazie al talento di architetti e giardinieri come Le Ntre e Le Vaux.

Nel 1682 il re trasfer la corte e il governo in una fabbrica radicalmente rinnovata, con un decor di ineguagliato splendore e ricco di opere darte. Tra le superbe collezioni di statuaria antica quelle dei potentissimi cardinali Mazzarino e Richelieu. Cos Versailles e i suoi giardini, disseminati di statue, divennero la sede della grandeur di un sovrano che volle fare del suo regno una seconda Roma: per realizzare questo sogno, disegno di potenza e di bellezza, acquis opere antiche che testimoniano la grandezza dei romani e commission opere moderne che a quel modello ideale si rifanno. Il re non bad a spese, ingaggiando una sfida con le maggiori monarchie dEuropa - dallInghilterra di Giacomo I alla Spagna di Filippo IV - comprando sulla piazza di Roma opere memorabili: distribuite nel tempo tra il Louvre, Fontainebleu, Marly e altre residenze, ora sono tornate a Versailles. Oltre 200 pezzi tra sculture, dipinti, arazzi, bronzi, disegni e incisioni che Pier Luigi Pizzi ha sistemato nella reggia con una seducente
mise en scne, che d titolo alla mostra Versailles et lAntique
(fino al 17 marzo) a cura di Alexandre Maral, Nicolas Milanovic, Genevive Bresc, Jean-Luc Martines, catalogo ArtLys. Versailles ci ripaga cos delle sconce monografiche di Jeff Koons e Damien Hirst.
Giunsero in Francia sculture antiche celeberrime come il
Cincinnato, acquisita dopo lunga trattativa col principe Savelli, e Germanico. Grande fu il disappunto di quanti a Roma, e tra questi il Cavalier Bernini, non condivisero la politica rapace del re di Francia. Ogni pezzo ha una sua storia, ma per la prima volta dalla fine del Settecento possiamo vederle raccolte nella
Galerie basse della residenza, con la monumentale Iside
in marmo nero, e distribuite nelle diverse sezioni in cui articolata la mostra su due piani e in dieci sale. Tale la messe delle opere offerte che il visitatore colto da un senso di vero e proprio stordimento, sia per la rilevanza degli oggetti che per la sontuosa scenografia in cui sono distribuite.
Le intenzioni di Luigi XIV sono fin troppo chiare nel celebrare la monarchia trionfante e nellesibire i simboli che sono nella reggia e nei giardini. Divenuta Versailles la residenza del re Sole naturale che fu Apollo la divinit di questo nuovo Olimpo gallico e con lui Diana, le cui statue erano distribuite in un giardino volto a catturare linfinito e in vasche dacqua ampie come laghi. Nella
Salle de Costantine figura il gruppo marmoreo di
Latona e i suoi figli (1688) dei fratelli Marsy e, nella
Galerie de Glaces, si vede la Venere di Arlessuperbo
originale, rinvenuto nel 1651 nellantica citt romana. Pizzi ricolloca le statue su alti basamenti, proprio come aveva voluto Andr Le Ntre.
La mostra dispone in sequenza la storia stessa della monarchia di Francia dal Medioevo alla guerra di Crimea, ma gli intrecci tra il passato e la pi recente storia sono sorprendenti, perch i fili legano le diverse vicende e i molti protagonisti desse. Nella sala della Crimea ritroviamo Diana cacciatrice, ma questa volta nelle vesti - completamente nuove della marchesa di Pompadour, dove questa deliziosa fanciulla dipinta da Jean-Marc Nattier con la faretra e larco in mano. Il che sta a significare che il gusto per lAntico si trasforma nel tempo, ma non scompare. Eroi e eroine, imperatori, uomini illustri, monumenti e citt, eventi celebri ricorrono in dipinti e in cicli darazzi di Gobelins: accanto alla storia antica vengono celebrate le arti che ebbero per sede il monte Parnaso, con al centro Apollo e le Muse, in un grande arazzo su disegno di Mignard. Altri arazzi hanno per le tema le Quattro stagioni.
Al piano superiore trionfa la pittura classicista francese con opere di Le Brun, La Fosse, Blanchard, Cypel circondati da oggetti domestici, vasi, candelabri e mobilia che sono costruiti mo degli antichi e, in taluni casi, erano stati commissionati dallo stesso primo ministro Colbert a cui si deve la fondazione dellAccademia di Francia a Roma, divenuta il luogo deputato del culto dellAntico. Con la morte del Re Sole nel 1715, suo figlio privilegi il gusto
rocaille, ma la scoperta di Ercolano e di Pompei, al tempo del nipote Luigi XVI, fu una scintilla che divamp per lEuropa e Versailles fu parte essenziale di questo incendio.



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