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BOLOGNA - Urbanisti divisi sul regolamento edilizio Italia Nostra attacca: un cavallo di Troia
ELEONORA CAPELLI
SABATO, 02 FEBBRAIO 2013 LA REPUBBLICA - Bologna



Alemagna: le norme ci sono. Cervellati: mai visto uno scempio simile



GLI abusi in collina come campanello dallarme da non sottovalutare , nella lettura di Italia Nostra. Oppure, casi isolati di una situazione che rispetto al territorio italiano non deve destare allarme secondo lassessore allurbanistica, Patrizia Gabellini. I colli tengono banco da sempre nel dibattito urbanistico cittadino anche se, paradossalmente, i casi in collina non sono certo i pi numerosi n i pi gravi spiega lassessore alla casa Riccardo Malagoli nelle zone rurali di periferia, al Pilastro e al Navile c molto di peggio. In Comune, intanto, il gruppo di lavoro coordinato da Malagoli sugli abusi edilizi ha gi messo nel mirino le piscine che proliferano in collina. Le piscine sui colli sono
moltissime, alcune regolari, alcune no dice lassessore adesso noi vogliamo sapere quante di queste sono regolari.
In citt sono stati individuati oltre 150 casi di abusi scovati da una task force della polizia municipale, in 21 di questi si arrivati alla demolizione, ma lidea di intaccare il cuore verde e prezioso della collina a smuovere gli urbanisti. Gli strumenti urbanistici per la zona collinare o il centro storico erano pi rigorosi qualche tempo fa rispetto alle attuali normative dice Pierluigi Cervellati gli abusi edilizi non possono essere in nessun modo giustificati e sono tutta unaltra storia. Ma ci sono oggi degli strumenti urbanistici che hanno responsabilit diverse. Perch c
un concetto di progettualit, lidea di poter fare cose diverse rispetto al rigore degli anni passati. Qui non si parla di unaltana o un abbaino, di un velux o di una finistra, sono interventi di proporzioni consistenti. Io non memoria a Bologna di casi di queste proporzioni. Daniele Benati di Italia Nostra sostiene che, al netto delle situazioni allattenzione dei magistrati, bisogner stare attenti a quanto accadr nei prossimi anni. Il problema che
il regolamento urbanistico, in vigore dal 2009, come un cavallo di Troia: apre la strada alla possibilit di intervento ai singoli progettisti dice Benati per questo noi avevamo messo in guardia dalle insidie del Rue. Nel mirino dellassociazione ci sono le parti del regolamento che incoraggiano la ricostruzione e riqualificazione degli edifici lasciando, secondo Benati, troppa autonomia ai progettisti. Secondo larchitetto Pietro Maria Alemagna,
ex membro della commissione edilizia, invece le regole ci
sono, sono molto ferree.
Ad esempio la regola che prevede che si possa demolire e ricostruire un edificio aggiungendo un ampliamento del 20%, contemplata nel Rue, prevede per requisiti e autorizzazioni molto precisi. Bisogna assicurare efficienza energetica, qualit del verde e molti altri parametri dice Alemagna e comunque serve il permesso di costruire, con tanto di autorizzazione della sovrintendenza. Per le parti interrate, invece, non prevista una tutela paesaggistica vera e propria, perch questa ovviamente non si estende al sottosuolo. Per le pertinenze completamente interrate, infatti, necessaria una dichiarazione di inizio attivit, ma poi deve trattarsi
effettivamente di cantine e garage. Questa normativa ha modificato il precedente sistema delluna tantum spiega Alemagna cio la regola per cui si potevano ampliare gli edifici per migliorarne la funzionalit di una percentuale data, inferiore al 15%. un approccio nuovo e diverso, non pi o meno restrittivo .
Non abbiamo assolutamente abbassato la guardia, gli strumenti urbanistici sono molto attenti alla collina ribadisce lassessore Gabellini in particolare ci sono degli ambiti dove demolire e ricostruire non possibile. Per il contrasto agli abusi, invece, i nostri controlli e la nostra
vigilanza sono molto seri.



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