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PUGLIA - Trulli, castelli parchi e coste: 154 beni sottoposti a vincoli precisi con il nuovo piano paesaggistico
ANTONIO DI GIACOMO
MERCOLED, 30 GENNAIO 2013 LA REPUBBLICA - Bari




Barbanente: una rivoluzione


Tra storia e natura, mappa dei tesori da salvare

Stop allo scempio dal mare alle citt




NIENTE pi improvvisazioni. Arrivano regole certe con il Piano paesaggistico territoriale della Puglia che, in via di adozione, rivoluzioner la tutela dei 154 beni culturali e ambientali sottoposti a vincoli ministeriali nella regione. Accadr grazie alle prescrizioni duso racchiuse nel Piano che stabiliranno gli stessi criteri ordinatori entro i quali anche le Soprintendenze potranno operare. Ad annunciarlo lurbanista Angela Barbanente, assessore regionale alla Qualit del territorio.

Mai pi cemento selvaggio sul territorio. A gettare il salvagente alle lame e dune, foreste e insediamenti rurali - solo per citare alcune delle categorie dei 154 beni sottoposti a vincolo paesaggistico in Puglia - provveder il Piano paesaggistico regionale, ora in via di adozione. A dettare regole certe saranno le prescrizioni duso e la perimetrazione certa dei beni sottoposti a vincolo. Bisogna immaginare che, originariamente, i vincoli erano stati posti senza delimitazioni chiare, addirittura attraverso descrizioni letterarie dei luoghi spiega lurbanista Angela Barbanente, assessore regionale alla Qualit del territorio, che aggiunge: Ora invece - grazie al Sistema informativo territoriale (www.sit.puglia.it) enti locali, operatori e cittadini conosceranno la perimetrazione e i confini ben definiti per ciascuna area sottoposta a vincolo. Ma il ruolo decisivo sar giocato dalle regole certe. Si tratta delle prescrizioni duso che per tutti i 154 vincoli - annuncia Barbanente chiariscono non solo quello che si
pu fare ma anche come attuarlo. Duole riconoscerlo ma, nel passato, lesercizio del controllo nelle aree sottoposte a tutela paesaggistica stato esercitato dalle soprintendenze allinsegna della discrezionalit .
Il lavoro di mappatura, frutto di un percorso di pianificazione congiunta fra il Ministero e la Regione, rappresenta cos un primo e decisivo passo perch non si ripetano pi gli scempi del passato in danno del territorio, visto che fino a ieri, chiarisce Barbanente, non avevamo che i decreti ministeriali di vincolo che, spesso vaghi, attraverso una fin troppo libera interpretazione hanno consen-
tito che le coste garganiche e salentine fossero travolte da una sola colata di cemento. avvenuto sia in maniera abusiva sia grazie alla manica larga degli enti locali. E le irrimediabili ricadute sul territorio, denuncia lassessore Barbanente, sono sotto gli occhi di tutti. Si pensi alla compromissione
dei cordoni dunali come delle stesse scogliere, per non parlare di intere zone industriali realizzate per esempio lungo la costa fra Barletta, Trani e Molfetta.
Ma quali sono i siti e le aree pi significative ad emergere adesso? Il Gargano e il Salento sono le zone caratterizzate dalla maggiore
concentrazione di vincoli, non per caso il primo vincolo ministeriale a interessare la Puglia, risalente al 1952, riguardava la pineta di San Domino, alle isole Tremiti, vincolate a loro volta per intero dal 1985. Oltre un terzo dei vincoli in Puglia, poi, sono stati decretati allindomani della legge Galasso fra
il 1985 e il 1986. E non mancano, in assenza del Piano paesaggistico, casi paradossali, come denuncia lurbanista: A Nard, per esempio, due piani di lottizzazione simili e vicini fra loro avevano ricevuto due pareri opposti. Mentre a Trani, dopo aver spuntato con il Comune la tutela di un parco adiacente una villa ottocentesca, ci siamo ritrovati dinanzi al via libera della Soprintendenza per la realizzazione di un complesso residenziale.
Chiamiamoli incidenti di percorso che, secondo quanto previsto dal Codice dei beni culturali, con ladozione del Piano paesaggistico non dovrebbero pi verificarsi, visto che il parere delle soprintendenze dovr ancorarsi alle prescrizioni duso del Piano. E che la posta in gioco sia alta lo dimostra la tipologia delle aree sottoposte a vincolo dalle lame da lama Monachile a Polignano a quelle baresi, vincolate nel 1985 al paesaggio della Valle dItria. Ma la tutela conclude Barbanente pu essere efficace se fatta non solo di vincoli, ma anche di strategie di valorizzazione dei beni culturali e ambientali, per i quali nel piano triennale per lambiente abbiamo stanziato tre milioni di euro e altri 50, attraverso i fondi Fas.



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