LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Più che una regola è una dichiarazione di resa. Neanche l'asburgica Bolzano decide in 30 giorni
Gian Antonio Stella
Corriere della Sera 5/3/2005

«Articolo uno: fate quello che vi pare». Sarebbe più onesto se dicesse così, il decreto legge sulla competitività. Perché lo sanno benissimo, Berlusconi e i suoi ministri, che non c'è ufficio pubblico in Italia in grado di far fronte davvero al testo che minaccia di passare. Non ce n'è uno capace di ricevere i progetti, protocollarli, esaminarli, fare i controlli del caso e bloccare tutte le eventuali porcherie in un solo mese. Lo dice tutta la storia, antica e recente, della nostra burocrazia. Anche di quella migliore. Anche nelle città modello. Anche nelle regioni più efficienti.
Un esempio? Bolzano, che per efficienza viene additata (e invidiata) da più parti come la prima della classe: centralini che rispondono al telefono, precisione tedesca, organici abbondanti, tradizioni asburgiche... Eppure non c'è progetto che possa passare oggi in meno di un mese: ce ne vogliono mediamente un paio. E se è così lì, figuratevi nel resto della penisola e in particolare in certe aree del Paese. In particolare nella quattro regioni del Mezzogiorno (Campania, Sicilia, Puglia e Calabria) in cui si concentra il 34% della popolazione e il 59,6% di tutti gli abusi edilizi. Onestamente: c'è chi pensa che possano rispondere in un mese, bloccando almeno le idee più mostruose, certe amministrazioni come quelle siciliane dove la Regione aveva assunto venti anni fa con contratto provvisorio 1.324 giovani geometri (poi assunti vita naturai durante) solo per esaminare le pratiche del condono del 1985, pratiche che un anno fa risultavano «esitate» solo per il 40%? Facciamo un caso concreto: la grandiosa idea di costruire nel mare di Taormina, sotto il teatro greco, un complesso di 298.000 metri quadrati di cui 247.000 nell'acqua cementificata della baia, grande 39 volte il campo di San Siro con una immensa darsena in grado di ospitare il doppio delle barche di Genova e spiagge artificiali e 6 residence con 240 monolocali più 15.000 metri quadri di parcheggi più un centro commerciale più un grande albergo per 49.700 metri cubi pari a un cubo di 15 metri per lato alto sette piani. C'è chi pensa che un progetto così potrebbe essere esaminato in un mese? Comprese le due dighe a protezione, di cui una alta sei metri e lunga 834? Magari confidando nella vigile supervisione di una sovrintendenza che davanti a quello sgorbio immane ha suggerito di coprire la diga con mattonelle che ricordassero le belle tradizioni popolari della Trinacria? Le risposte le immaginiamo. La prima: saranno escluse le opere che andrebbero a toccare beni collettivi storici, culturali e ambientali.
La seconda: con una scadenza così stretta i Comuni e gli enti preposti saranno obbligati a darsi da fare e accelerare il disbrigo delle pratiche. Sarà... Ma il testo che rischia di essere varato, al di là delle rassicurazioni del ministro Baccini, dice che (come successe un anno fa col silenzio-assenso sulla vendita degli immobili anche di pregio storico, bloccata da una furente intervista al Corriere di Giuliano Urbani) una misteriosa manina ha di nuovo fatto sparire la tutela sui beni più preziosi. Quanto alla forzatura dei tempi, avrebbe forse un senso (forse) se tutti i Comuni, tutte le Regioni, tutte le Sovrintendenze fossero mossi dalla volontà di amministrare il territorio nel migliore dei modi. Ma la storia dice che le cose non stanno così. E dunque il rischio, in un Paese dove già la legge viene quotidianamente
violata al punto che qualcuno, confidando nell'arrivo di un condono, costruisce abusivamente ville sull'Appia Antica o a due passi da Trinità dei Monti, è mortale.
Vogliamo dirla tutta? Messa così, la regola del silenzio-assenso è una resa. Il riconoscimento ufficiale di una Caporetto legislativa. Dato che non è in grado di semplificare sul serio la babele di leggi e leggine, commi e sottocommi, cavilli e asterischi che ingabbiano oggi lo spirito imprenditoriale e in particolare quello edilizio, il governo dice: fate la scorciatoia. E ognuno, se gli enti preposti non si danno una mossa, si arrangi come gli pare.
Certo, l'eredità lasciata da decenni di attività legislativa a volte ai limiti della demenza burocratica, era pesante. Il groviglio di norme è tale che la Gazzetta Ufficiale è costretta da anni a pubblicare precisazioni che ci coprono di ridicolo come quella sui pescherecci («S'intende per nave da pesca, nave peschereccia o peschereccio una nave adibita alla cattura di pesci, dei trichechi o di altri esseri viventi nel mare») o sui sedili: «Per "sedile del conducente" s'intende il sedile destinato al conducente. Per vibrazione s'intende il movimento verticale ascendente e discendente del sedile del conducente».
E se Carlo Azeglio Ciampi aveva pienamente ragione a bacchettare qualche mese fa il governo chiedendo leggi più chiare, aveva altrettanta ragione Mario Sechi a ricordargli sul Giornale che quando nel '96 il governo Prodi varò il collegato alla Finanziaria con le «Misure di razionalizzazione della finanza pubblica» (legge 23 dicembre, n. 662) «fu varato un provvedimento di 3 soli articoli composti rispettivamente da 267, 224 e 217 commi per un
totale di 708 commi sulle materie più disparate e disomogenee». Insomma: chi è senza peccato scagli la prima pietra.
La promessa berlusconiana di semplificare le leggi, però, pare fallita.
Basti rileggere un passaggio dell'ultima Finanziaria scovato dal costituzionalista Michele Ainis al comma 346: «Le disposizioni contenute nei commi da 342 a 345 si applicano alle prestazioni previste al comma 342 disposte successivamente alla emanazione del decreto previsto dall'articolo 205, comma 2-bis, del testo unico di cui al decreto 30 maggio 2002, n. 115, e del decreto previsto dall'articolo 96, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, come modificati dal comma 344». Ci avete capito qualcosa? Su con la vita: forse non ha capito manco chi si è cimentato nell'opera di scrittura.
Ainis lo chiama «il virus della commite». Aggiornamento di una vecchia battuta di Marcello Marchesi: «Commi, commi, fortissimamente commi».
Mica facile, non farsi infettare. Ma la via d'uscita può essere davvero il «tana libera tutti»?



news

01-04-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 1° aprile 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news